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Effetti della non lateralizzazione emisferica sulle abilità comunicative e linguistiche nei bambini affetti da Disturbo dello Spettro Autistico

L’obiettivo della mia tesi è indagare se alla base dei deficit della comunicazione verbale e non verbale, e quindi se alla base dei deficit delle relazioni sociali dell’autismo, che accomunano l’eterogeneità di questi vari complessi disturbi, potrebbe essere presente una scarsa o anomala lateralizzazione cerebrale.
Per fare questo nel primo capitolo ho cercato di spiegare cosa è la lateralizzazione cerebrale, mettendo in evidenza le funzioni lateralizzate più studiate e mettendo in evidenza l’importanza dell’integrazione tra i due emisferi, cercando anche di delineare un percorso storico e i balzi di conoscenza maggiori. Ho cercato inoltre di mettere in luce la relazione tra lateralizzazione emisferica e lateralità periferica.
Nel secondo capitolo ho introdotto i Disturbi dello Spettro Autistico, focalizzando in particolare sulla triade del comportamento autistico. Ho poi tracciato lo sviluppo della comunicazione verbale e non verbale in bambini con sviluppo tipico per effettuare un confronto con i deficit e le anomalie invece presenti nei bambini autistici.
Un’ultima parte del secondo capitolo l’ho riservata alla descrizione della Teoria della Mente di Alan Leslie, di Simon Baron-Cohen e Uta Frith, che fanno risalire le difficoltà in ambito sociale e comunicativo a un deficit metarappresentativo.
Infine nel terzo capitolo ho esplicato come ormai l’autismo sia considerato un disturbo di origine biomedica e mostrato alcune delle varie ricerche che associano l’autismo a problemi di lateralizzazione e di integrazione emisferica. In ultimo ho illustrato il nostro compito sperimentale, nel quale abbiamo utilizzato prove di dominanza laterale della mano, dell’occhio e del piede per indagare la lateralizzazione cerebrale.

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3 INTRODUZIONE “Infine un’immagine mi si presentò alla mente, mentre stavo lavando le vetrine della caffetteria… le vetrine consistevano di tre porte scorrevoli di vetro racchiuse da un vetro anti-tempesta. Per lavare l’interno della vetrina, dovevo inserirmi tra le porte scorrevoli. Le porte si richiusero mentre stavo lavando i pannelli interni, e rimasi imprigionata tra due vetri…mentre ero intrappolata da queste vetrine, era praticamente impossibile comunicare attraverso il vetro. Essere autistica è come essere intrappolata in questo modo. Le vetrine simboleggiano il mio sentimento di disconnessione e mi hanno aiutato a convivere con l’isolamento…” Temple Grandin, 1995 (pp. 20-36) Se mi chiedessero di pensare a delle caratteristiche prettamente umane sicuramente penserei, tra le altre, al linguaggio, alla nostra intenzionalità comunicativa, alla nostra capacità di attribuire agli altri stati mentali e di comportarci di conseguenza, alle nostre relazioni interpersonali, e il nostro essere profondamente sociali. Tutte queste caratteristiche fanno parte della nostra quotidianità e della nostra vita talmente tanto che se non ci fermiamo a riflettere a riguardo, quasi non ce ne rendiamo conto, sono degli “automatismi” per noi, le utilizziamo da sempre e con estrema facilità. I bambini con Disturbo dello Spettro Autistico o con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo hanno forti deficit nello sviluppo di queste abilità. Alcuni di loro non sviluppano mai il linguaggio, e quelli che lo sviluppano fanno veramente fatica ad utilizzarlo come canale di comunicazione, non capiscono le relazioni che intercorrono tra le persone e non sono in grado di attribuire stati mentali agli altri. Sono avulsi da tutto ciò, potrebbero essere definiti come degli osservatori da altri pianeti che osservano le interazioni sociali tra le persone, senza riuscire a comprenderle intuitivamente, anzi è proprio così che si definì la Dottoressa Temple Grandin, affetta dalla Sindrome di Asperger, in una famosa intervista al neurologo Oliver Sacks, dal cui commento prese il titolo per il suo libro: “Un antropologo su Marte” del 1998. L’obiettivo della mia tesi è indagare se alla base dei deficit della comunicazione verbale e non verbale, e quindi se alla base dei deficit delle relazioni sociali dell’autismo, che

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Elsa Salvati Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.