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Le elezioni in contesti di post-conflitto. Teoria e pratica dell'assistenza elettorale internazionale

Elections have usually been considered as a matter of exclusive internal interest for democratic states. As the process through which the people freely choose their representatives, they have been regarded as one of the highest expressions of state sovereignty, thereby excluding any possibility of interference from other States and international institutions. This perspective has begun to change in the past two decades, due to two main factors: on one side, the assistance provided by the international community to the states of the former Soviet space in their processes of transition towards democracy; on the other, the growing involvement of the United Nations and other inter-governmental institution in the political and economic reconstruction of countries emerging from armed conflicts. In this second field, the international community has invested a considerable amount of efforts in developing and strengthening the capacity of post-conflict states to run free and fair elections, on the principle that “governments should be chosen by the ballot, and not by the bullet”. This task has presented several challenges to the action of the agencies involved with electoral assistance activities, with results that could be defined, at best, as mixed. The goal of this dissertation is to try to determine, through the analysis of the main theoretical contributions on the subject and of empirical evidence, how such challenges can be met, and to draw a general framework of the lessons learned so far and of the possible improvements that could be made for future activities.

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5 INTRODUZIONE “While democracy must be more than elections, it is also true it cannot be less” 1 . Con queste parole, l‟allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha sottolineato il ruolo centrale dei processi elettorali nelle attività di diffusione della democrazia su scala globale. In ogni regime democratico lo svolgimento di elezioni, che si configura come il momento in cui il popolo sceglie liberamente i propri rappresentanti nelle istituzioni statali, costituisce una delle massime espressioni della sovranità nazionale, ed in quanto tale è stato a lungo considerato come una questione di rilevanza meramente interna, rispetto alla quale Stati terzi ed organizzazioni internazionali erano obbligati a restare estranei. Questa concezione è andata progressivamente erodendosi nel corso del secondo dopoguerra, ed in particolar modo a seguito della fine della Guerra Fredda, quando gli Stati dell‟Europa Centro- Orientale e dell‟ex Unione Sovietica hanno iniziato un processo di transizione verso forme di rappresentanza più aperte e pluralistiche. Le difficoltà incontrate da questi Paesi hanno infatti posto l‟accento sulla necessità di fornire a Stati privi di tradizioni consolidate in ambito democratico gli strumenti per lo svolgimento di elezioni libere e corrette, generando così programmi di assistenza che hanno spaziato dalla semplice consulenza tecnica ad attività di osservazione e monitoraggio sulla regolarità delle procedure adottate in occasione dei principali eventi elettorali. Tali forme di supporto si sono nel tempo estese a tutte le democrazie nascenti o in fase di consolidamento, 1 Kofi Annan, “UN Secretary General Kofi Annan's Closing Remarks to the Ministerial”, Warsaw, June 27th 2000, http://www.demcoalition.org/pdf/un_secertary_gen_kofi_annan.pdf

Tesi di Master

Autore: Giacomo Gabbrielli Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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