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L'apprendimento nella Prima Età Scolare. La mia esperienza nel Minivolley.

Informazioni tesi

  Autore: Maria Clara Ricci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze Motorie
  Relatore: Rossella Petrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

Nonostante il movimento sia fondamentale per la sopravvivenza della nostra specie, spesso diamo per scontato tutte le abilità motorie che siamo in grado di compiere.
Le azioni che eseguiamo quotidianamente ci consentono di spostarci, di nutrirci, di relazionarci con gli altri e con l'ambiente, di prenderci cura di noi stessi, di perseguire i nostri scopi e i nostri interessi.
I nostri lontanissimi antenati che vivevano nelle caverne sono sopravvissuti all'ambiente ostile che li circondava cacciando, combattendo, e a volte fuggendo dai pericoli e dagli animali.
Impariamo a camminare quando siamo poco più che lattanti, e impariamo ad afferrare oggetti, a toccare qualcuno per richiamare la sua attenzione, ad agire in modo da giocare.
Tutto ciò che il bambino impara a fare viene immagazzinato nella sua memoria a lungo termine e molto spesso i modelli di movimento sono talmente reiterati che vengono eseguiti nella più completa automatizzazione (es. camminare, correre).
La mia tesi approfondisce quali sono i meccanismi che portano un essere umano a essere in grado di riprodurre un movimento preciso, automatizzarlo e personalizzarlo e riporta la mia esperienza diretta sul campo nel settore della pallavolo per bambini delle scuole elementari: il Minivolley.
Nel rispetto della Privacy dei miei giovani allievi ho censurato le foto che li ritraggono; nonostante questo si possono notare con chiarezza gli esercizi che vengono svolti.

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Introduzione Prima di iniziare a trattare il tema centrale della mia tesi, è necessario fare una breve premessa su cosa sia una abilità motoria, su come venga attuato l'apprendimento nei bambini della prima età scolare, su come migliorarlo al fine di fornire la base teorica sulla quale ho impostato la mia esperienza. È facile dare per scontato che il movimento sia alla base della nostra vita e che ogni gesto che riusciamo a compiere è frutto di un apprendimento acquisito attraverso l'esperienza. Per sottolineare quanto sia importante questo aspetto basta pensare al fatto che il feto compie alcuni movimenti quali suzioni, singhiozzi, deglutizioni e addirittura movimenti della testa e degli arti ancora prima di venire al mondo. Tali movimenti possono sembrare inutili in un ambiente come il grembo materno in cui il feto non ha certamente bisogno di inghiottire, visto che il nutrimento passa attraverso il cordone ombelicale, né di muoversi. In realtà in questo periodo il feto sta sperimentando alcuni pattern motori che gli saranno utili una volta venuto al mondo, in più si muove per non creare piaghe a causa del contatto costante con la parete interna uterina, proprio come ci si muove durante il sonno per non tenere sotto pressione sempre la stessa parte del corpo. Il movimento è inoltre il nostro mezzo di interazione con l'ambiente circostante e sin dall'antichità ci è servito per cercare nutrimento, costruire ripari, relazionarci con gli altri esseri viventi. Il fatto che le leve del nostro corpo siano per la maggior parte di terzo tipo, ci dà un indizio su quanto questa affermazione possa essere veritiera: se da un lato sono svantaggiose per produrre forza, dall'altro ci fanno guadagnare in mobilità articolare, come a voler significare che siamo fatti per prolungarci al massimo nell'ambiente in cui viviamo. Le persone che hanno subìto traumi imparano a non dare per scontata la possibilità di muoversi, di controllare le parti del proprio corpo e di utilizzarle in maniera funzionale. Questi soggetti imparano che le abilità motorie che sono riusciti ad apprendere nel corso della vita sono preziosi frutti di numerosi tentativi, di esperienze ed esercizi continui sia consapevoli che inconsapevoli. Un traumatizzato, ad esempio, può trovare difficoltà semplicemente nel salire le scale, così come un atleta professionista infortunato può non riuscire ad eseguire un gesto tecnico per lo sport che pratica. Andremo di seguito a definire cosa sia un'abilità motoria nello specifico e a gettare le basi per comprendere come sono riuscita a programmare allenamenti in maniera consapevole ed efficace per i miei giovani allievi. 1

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