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Corpo, identità, danza

In un mondo ed un sistema scolastico sempre più impegnato a valutare, giudicare, premiare e punire, dove si relega la sfera dell'individualità? Come può, un ragazzo, trovare il modo ed il momento per poter esprimere la sua personalità? Certo i ragazzi devono studiare ed imparare a costruirsi un solido bagaglio di conoscenze, ma devono anche avere la possibilità di esprimersi liberamente e di esprimere gli aspetti e le emozioni più profonde del proprio Io. Ciò appare ancor più vero considerando che viviamo nella società definità post-moderna, dove veniamo continuamente bombardati da miliardi di informazioni e di modelli che rischiano di creare in noi un senso di disagio e di spaesamento. E' importante, dunque, che l'uomo recuperi la sua "presenza attiva" nel mondo. E' importante che l'uomo trovi le vie attraverso le quali poter esprimere il proprio essere interiore. E dimostrando che corpo e anima sono due entità correlate e interdipendenti, una di queste strade è la "Danzamovimentoterapia". La danza può essere sfruttata come meccanismo consapevole o meno di sviluppo della personalità.

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6  Introduzione Il tema che affronto nella mia tesi è la Danzamovimentoterapia, intensa non tanto come mera metodologia di analisi e ricerca, bensì come strumento attraverso il quale la personalità del singolo può “venire allo scoperto”. Attraverso letture, ricerche e confronti di autori e teorie differenti cerco di sostenere, motivandola, la necessità di un possibile inserimento della metodologia all‟interno degli Istituti adibiti all‟insegnamento . Ho provato sulla mia pelle, durante il mio percorso di studi, il disagio di un sistema scolastico a mio avviso troppe volte rigido e asettico, preoccupato dell‟immagine del registro o dell‟avanzamento del programma curriculare; un sistema scolastico in cui pochi sono, secondo me, i professori che provano a parlare ai ragazzi facendo anche parlare loro, e in cui i ragazzi vivono, a volte manifestandolo a volte no, il disagio di doversi omologare al primo della classe per ottenere buoni risultati. Il problema è, però, che nella maggior parte dei casi il primo della classe è un ragazzo che spende il suo tempo a leggere e rileggere centinaia di pagine su un libro, preoccupandosi poco dei propri bisogni, delle proprie necessità quotidiane, dei propri sogni e dei propri istinti. E anche ai professori, a mio avviso, sempre meno interessa questa dimensione della persona; ai professori sembra interessare, oggi, la verifica degli studenti attraverso l‟interrogazione, il voto sul registro che testimonia il loro lavoro e un andamento costante e regolare nelle spiegazioni. Ma mi domando: dove si relega a questo punto la sfera dell‟individualità? Come può un ragazzo trovare il modo e il momento per poter esprimere anche la sua personalità ? Certo i ragazzi devono studiare ed imparare per costruirsi un solido bagaglio culturale con cui partire per

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Elena Di Rubba Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.