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Il Carnevale di Molfetta tra tradizione e innovazione

Informazioni tesi

  Autore: Lucrezia Modugno
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Anna Maria Tripputi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

Il carnevale nei secoli si è evoluto ed ha perso molte delle sue peculiarità. Quando si vuole esaminare questa antica e importante festa popolare, bisogna considerare che il vero carnevale ormai non esiste più. Il vero carnevale è quello che ha attraversato il Medioevo e il Rinascimento, giungendo all‟Età dei Lumi. Con il XIX secolo molte pratiche sono state via via abbandonate, fino a giungere alla prima metà del XX secolo, durante la quale è nato il carnevale in senso moderno, quello che tutti conosciamo, quello delle sfilate dei carri allegorici, delle parate e dei concorsi per la maschera più bella o per il gruppo che ha deliziato il pubblico con la coreografia più entusiasmante. Caratteristica che ci porta, inoltre, a comprendere che l‟antico carnevale è ormai defunto, è la divisione tra chi partecipa attivamente alla festa, prendendo parte alle sfilate, e chi invece assiste passivamente; nel carnevale tradizionale questa scissione non esisteva: tutti partecipavano attivamente indossando una maschera. Il carnevale era una festa coinvolgente e non ci si poteva sottrarre alle attività che venivano svolte in quel periodo. Non esisteva il palcoscenico e la platea: in questo caso si sarebbe parlato di teatro, mentre il carnevale è quotidiano, è vita. Al carnevale non si assisteva ma si condivideva, in quanto era una festa universale.

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6 1.1 LE ORIGINI DEL RITO Il carnevale è un rito-spettacolo, legato ai cicli agrari primaverili. E‟ una festività che precede il periodo di Quaresima e le principali attività della festa si svolgono nei mesi di febbraio e marzo. Il carnevale aveva in passato una funzione propiziatoria per quanto riguarda l‟agricoltura e l‟allevamento, svolgendosi in concomitanza con l‟arrivo della primavera, augurando abbondanza e ricchezza, e anche una funzione liberatoria degli istinti dell‟uomo e di affrancamento momentaneo del popolo dal giogo del potere con modalità gioiose, satiriche, comiche che si manifestavano nello spettacolo ritualizzato. Lo spettacolo era creato grazie all‟utilizzo di mascheramenti e di sfilate per le vie della città. L‟origine del carnevale è probabilmente legata a ritualità di origine greca e romana, ma si ritrovano analogie anche con culti di origine egizia. La festività antica che possiede più corrispondenze con il carnevale e dalla quale probabilmente esso ha avuto origine è quella dei Saturnali romani. I Saturnali romani prevedevano una cerimonia religiosa con celebrazioni di carattere orgiastico; era consuetudine, inoltre, scambiarsi doni augurali: si eleggeva un re per scherzo, gli schiavi venivano sollevati temporaneamente dai loro doveri, si abolivano le distanze sociali e si consideravano sospese alcune leggi e norme 1 . I Saturnali duravano tre giorni, dal 17 al 19 dicembre, poi aumentati nell‟età Imperiale, durante i quali si tenevano banchetti nelle case private, ma anche per le pubbliche strade. Il dio Saturno, per i Romani, era associato al dio greco Crono che, secondo la tradizione, aveva regnato durante l‟Età dell‟Oro, periodo mitico in cui uomini e animali vivevano in armonia e la gioia e il benessere imperavano in ogni luogo. Anche altre feste pagane possono essere annoverate tra le possibili fonti dell‟origine del carnevale: i Baccanali e le feste dedicate alla dea Iside. 1 voce: Saturnale, D.E.I., vol. X, pag. 847, col. 3, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma , 1970

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