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Il consumo nei parchi a tema - Il caso Disney

Durante una visita al Disneyland Resort di Parigi sono stata affascinata dalla perfezione, dall’efficienza e dalla magia che si crea in questi luoghi. Proprio per questo, con la mia tesi, ho voluto osservare queste moderne forme del divertimento attraverso molteplici punti di vista, con una particolare attenzione ai “mondi fantastici” creati dalla Disney.
Sono partita da un’analisi storica, ripercorrendo le varie tappe di sviluppo attraverso i molteplici antenati, i contributi forniti da ciascuno, le trasformazioni avvenute nel tempo e la classificazione dei diversi tipi di parco nati in seguito.
Successivamente ho esaminato l’aspetto economico e del marketing, vale a dire la progettazione, gli aspetti gestionali e gli studi atti a massimizzare il loro profitto.
Pilastro centrale risulta comunque l’aspetto sociologico per scrutare i caratteri di queste strutture (principalmente attraverso la lettura che ne da Ritzer), i comportamenti che tengono al loro interno i visitatori (sia in modo consapevole che inconsapevole) e come i parchi rispondono ai bisogni dei loro ospiti, creando spesso nuove necessità sulle quali far crescere le proprie attività.
Nella seconda parte ho trattato in specifico l’azienda leader nel campo della comunicazione e maestra nella creazione di parchi a tema: la Walt Disney Company.
Ho analizzato questo colosso dell’intrattenimento partendo dalle sue radici, ossia dal suo fondatore, Walter Elias Disney e la sua idea, seguendo poi con l’analisi dei business aziendali e delle aziende concorrenti.
Un tocco di colore è dato dal paragrafo sui personaggi Disney, quali metafora dell’uomo comune.
Infine ho approfondito la materia “parchi a tema” con l’analisi dei parchi Disney in generale, gli elementi caratterizzanti e le varie strategie adottate per poi passare in rassegna ogni singolo resort classificato in base al continente d’appartenenza, valutandone le differenze, i problemi di inserimento e accettazione e il livello di successo ottenuto.
Per concludere, oltre a citare gli altri business residuali di cui si occupa la Wdc, i progetti abbandonati e le nuove idee per il futuro, ho voluto brevemente richiamare l’attenzione sulle ripercussioni che un evento quale l’attacco terroristico l’11 settembre 2001 ha avuto su un’azienda di questo genere e sui suoi parchi sparsi per il mondo.

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Introduzione Negli ultimi decenni il tempo dedicato al consumo ha assunto sempre più una posizione privilegiata e di conseguenza si è progressivamente conferito ai luoghi di consumo un ruolo di centralità nella vita quotidiana. Questi spazi hanno subito una sostanziale evoluzione negli anni, mescolando e concentrando al loro interno molteplici opportunità per il consumatore, talvolta in maniera eccessiva, tanto da perdere di vista il loro fine principale e trasformandosi nel luogo in cui tutti possono svolgere un’attività differente a seconda delle proprie esigenze, probabilmente diverse da quelle per cui era stato deputato a priori. Ricchi di aspetti sensoriali e simbolici atti a soddisfare tutte le richieste e permettere a ciascuno di riconoscersi al proprio interno, coinvolgono il cliente a 360° trasformandosi da luoghi funzionali per una certa attività, in posti dove trascorrere tempi di vita, in cui sprecare il proprio tempo inseguendo un intrattenimento fittizio fatto di infinite e differenti opportunità di consumo che persuadono i nostri sensi al solo fine di spingerci ad acquistare, e quindi spendere il più possibile. Da una analisi SWOT (forze/debolezze, minacce/opportunità) di questi ambienti, risulta che a loro è dedicato sempre uno spazio maggiore, soprattutto in risposta al bisogno e alla ricerca degli individui di nuove esperienze che coinvolgano tutti i sensi in spazi nuovi e alla loro richiesta di svago. Inoltre, grazie ai bambini, target a cui questi luoghi si stanno sempre maggiormente rivolgendo, vi sarà sempre una clientela nuova, pronta a visitare e “utilizzare” questi luoghi. Dall’altro lato però, molte aree, risultano sature di questi ambienti, con il conseguente rischio che gli utenti si stufino presto di tali offerte, per cercarne altre di genere diverso o ancora, che, dopo la prima visita, l’utente preferisca recarsi in altri luoghi accantonando la scelta già fatta in precedenza. 5

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Raffaella Bottalo Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.