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Calcolo geotecnico di pali di fondazione alla luce delle moderne norme tecniche

Confronto tra i procedimenti di calcolo della capacità portante di pali trivellati ed infissi previsti dalle normative vigente (NTC 08) e previgente (DM 88) e dalle prescrizioni europee (EC 7-I), partendo dalla modellazione geotecnica di otto siti differenti nel territorio nazionale, sulla base di prove in sito, prove di laboratorio e prove di carico su pali pilota.

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Introduzione L’insieme delle attività progettuali riguardanti tutte le costruzioni, pubbliche e private, ha come riferimento indispensabile la caratterizzazione e la modellazione geotecnica del sito, al fine di garantire la sicurezza globale e locale, in base alle nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni. In particolare tali norme hanno introdotto, per quanto concerne la progettazione e la verifica dei pali di fondazione, una metodologia agli Stati Limite, in sostituzione di quella alle Tensioni Ammissibili: la prima prevede l’utilizzo di coefficienti parziali di sicurezza, a differenza della seconda che impiegava un unico fattore di sicurezza globale. Va sottolineato come le vigenti Norme Tecniche, in materia geotecnica, costituiscano la più o meno precisa applicazione degli Eurocodici, ovvero le disposizioni fornite in ambito europeo; nello specifico però vengono variati i coefficienti numerici rispetto a quelli previsti dalle indicazioni europee stesse. Dunque nella prima parte della presente dissertazione sono presentate ed analizzate le sopracitate normative, sia dal punto di vista geotecnico generale che da quello geotecnico della progettazione di pali di fondazione. Si espone un confronto tra le nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni, e di interesse sarà il Cap. 6 del D.M. 14/01/2008, nonché il Cap. C6 della Circ. applicativa del 02/02/2009 n°617, e quelle vigenti in precedenza, in particolare si prende in considerazione il Cap. C5 del D.M. 11/03/1988. L’approccio progettuale e di verifica in materia geotecnica delle NTC 2008 è concettualmente identico a quello dell’EC 7 (Parte I) ma diverse, spesso, sono le disposizioni su alcune categorie di coefficienti numerici (esplicitamente citate); pertanto si è ritenuto utile tener conto anche della normativa europea, da cui essa prende spunto. Dunque in questa prima parte si riportano i risultati delle indagini dal solo punto di vista normativo, mettendo a confronto le strategie ed i criteri di progettazione delle norme analizzate. Si deve evidenziare che negli Stati Membri dell’Unione Europea, da marzo 2010, era prevista l’assunzione, all’interno delle normative nazionali, degli approcci e delle disposizioni dettate dagli Eurocodici. Come dimostrano le differenze sopraesposte, è stata concessa piena libertà ad ogni Stato nella scelta di alcune categorie di coefficienti da assumere, sulla base delle proprie usanze ed esperienze, nonché delle precedenti normative nazionali vigenti. Perciò il presente lavoro può costituire la base per un successivo ed analogo confronto con le disposizioni inglesi, francesi, piuttosto che tedesche o di qualsivoglia altro paese europeo, purché si tengano in conto le considerazioni qui esposte.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Serena Mocerino Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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