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Valutazione del trattamento di anoressia e bulimia in ambito residenziale e ambulatoriale

L’argomento centrale di questa tesi riguarda i disturbi alimentari, in particolare l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa. Dopo aver descritto i loro criteri diagnostici, i fattori eziopatogenetici, le loro conseguenze fisiche e psicologiche e le diverse tipologie di trattamento esistenti, è stata tracciata una panoramica dei trattamenti più noti e diffusi per la loro cura e sono stati esposti alcuni contribuiti di ricerca recenti sul tema della valutazione dell’efficacia dei trattamenti dell’anoressia e della bulimia.
Inoltre, è stato descritto brevemente il servizio per la cura dei Disturbi della Condotta Alimentare presso cui è stata condotta una ricerca quasi-sperimentale, con la presentazione del modello teorico di riferimento e la specificazione degli scopi e dei metodi del trattamento residenziale e di quello ambulatoriale proposti dal servizio stesso.
L' obiettivo di questo studio consiste nel contribuire ad arricchire la letteratura scientifica su questo tema delicato e fortemente dibattuto attraverso un confronto fra gli effetto a breve termine del trattamento ambulatoriale e di quello residenziale, entrambi condotti dalla stessa équipe multidisciplinare. in particolare, sono state coinvolte 30 pazienti in cura presso il Servizio D.C.A. dell’ospedale Sant’Anna (CO), di cui 15 pazienti riceventi un trattamento ambulatoriale e 15 riceventi quello residenziale presso la Comunità Terapeutica ubicata ad Asso (CO). Per raccogliere i dati è stata usata in entrambe le somministrazioni la stessa batteria di test, che comprende tre questionari self-report e standardizzati, quali l’Eating Disorder Inventory-3, il Cognitive Behavioural Assessment-Valutazione dell’Esito e l’Outcome Questionnaire-45.2.
Dopo 4 mesi e mezzo dall’inizio del periodo di osservazione, è stato verificata l’ipotesi iniziale secondo cui il trattamento residenziale è più efficace di quello ambulatoriale.
Nell'ultimo capitolo, interamente dedicato a questa ricerca, sono stati esposti in modo accurato gli obiettivi, le ipotesi di ricerca, i criteri metodologici rispettati e gli strumenti utilizzati, oltre che le analisi statistiche effettuate e i risultati evidenziati, accompagnati dalla loro discussione e dalle conclusioni relative.

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3 INTRODUZIONE “L’essenziale è invisibile agli occhi” A. de Saint-ExupØry Sentirsi male nel proprio corpo, avere un cattivo rapporto col cibo e non riuscire a piacersi mai: questa è la triste e stressante situazione che quotidianamente vivono le persone affette da disturbi del comportamento alimentare, le cui manifestazioni piø conosciute sono l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, spesso collegate tra loro. Nell’ultimo ventennio, questi disturbi, sovente accompagnati da disturbi dell’immagine corporea come la dismorfofobia, sono diventati una vera e propria emergenza di salute mentale per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di moltissimi adolescenti e giovani adulti. Essi sono un sintomo sociale, un’espressione radicalizzata di un disagio specifico, che si manifesta in primo luogo nelle società del benessere e la cui diffusione appare fortemente influenzata dal contesto sociale, dai condizionamenti del mercato e delle politiche commerciali, oltre che dai comportamenti individuali. La componente culturale, estetica e mediatica è, dunque, una concausa ambientale di un disagio clinico-psichiatrico che affonda le sue radici nella storia individuale delle persone che soffrono di queste patologie. Si tratta di una sorta di epidemia che attraversa tutti gli strati sociali e le diverse etnie, le cui conseguenze possono essere anche molto gravi: infatti, se non trattati in tempi e con metodi adeguati, i disordini alimentari possono diventare una condizione permanente e, nei casi piø gravi, possono portare perfino alla morte, che solitamente avviene per suicidio o per arresto cardiaco. Secondo l’American Psychiatric Association, infatti, essi sono la prima causa di morte per malattia mentale nei paesi occidentali. L’anoressia e la bulimia sono, dunque, malattie gravi che hanno radici profonde nella vita delle persone, il cui esordio spesso consiste in una banale dieta, una restrizione alimentare che si trasforma in altro: il controllo alimentare spesso diviene ingovernabile, riduce gli affetti e costringe a rifugiarsi nella solitudine e nella diffidenza nei confronti della vita stessa, negando la patologia e il bisogno di cure. Questi disturbi sono vere e proprie malattie mentali, ma comunemente vengono intese come un capriccio nei confronti del cibo, una questione estetica e, nonostante la loro estrema diffusione nella società moderna, non sono ancora sufficientemente inquadrati in

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Alice Sonvico Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

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