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Evoluzione negli anni dell'approccio clinico, sociale e sanitario all'autismo infantile in Albania

Questo lavoro nasce dalla mia esperienza professionale sul campo con bambini autistici presso il Centro Socio-Educativo Primavera di Tirana ed il mio lavoro di stagista all’Ufficio della Cooperazione Italiana allo Sviluppo in Albania – Ambasciata d’Italia durato 7 mesi, da maggio 2011 a novembre 2011.
L’elaborato è suddiviso in tre parti per far fare un breve e veloce viaggio lungo questa realtà albanese.
L’elaborato comincia con un breve excursus sulla storia della sindrome autistica rammentando le cause e le strategie d’intervento a riguardo. L’autismo, oggi, viene definito come un disturbo comportamentale complesso caratterizzato nell’80% dei casi da comportamenti stereotipati e difficoltà cognitive, difficoltà comunicative, limitati interessi, indifferenza nell’interazione sociale ma buone capacità spaziali e percettive. L’aspetto musicoterapico, che ho articolato ampiamente nell’elaborato, ha rappresentato, nella mia esperienza professionale a Tirana, una novità all’interno del Centro Primavera. L’unione delle attività didattiche e musicoterapiche ha espresso esiti positivi sui bambini, in particolare su El., un bambino che ho seguito personalmente insieme all’educatrice di riferimento.
Il lavoro dedica la sua parte centrale allo svolgimento di un’indagine svolta sul territorio albanese in tutti i centri che ospitano bambini disabili. Da questo studio sono risultati dei dati molto interessanti ma al tempo stesso inquietanti, come ad esempio la percentuale nettamente superiore di casi di autismo sui maschi rispetto alle femmine (69% maschi, 31% femmine). La diagnosi di questi bambini solo nel 47% dei casi è stata effettuata all’interno delle strutture adeguate ed attrezzate con personale qualificato, mentre il restante 53% la diagnosi è stata emessa in altre strutture, come l’ospedale psichiatrico e il Centro Nazionale per lo Sviluppo e la Riabilitazione del Bambino.
L’elaborato ha voluto raccontare in breve il lavoro in campo sociale e locale, che l’Albania sta svolgendo per innovarsi dopo un lungo periodo di silenzio.
Attualmente questa terra sta esaminando i propri punti salienti in modo da poter contare sulle proprie risorse per poi iniziare un cammino lungo verso il riconoscimento dell’Unione Europea.
In conclusione, rimanendo nel campo socio-sanitario, è importante che i percorsi terapeutici tengano in giusto conto le esigenze dei bambini e dei loro genitori, i quali devono intrattenere un dialogo costante con gli specialisti ed il personale delle strutture. Le famiglie devono poter esprimere liberamente le loro necessità ed avere la possibilità di partecipare attivamente a tutto il processo di cura, soprattutto nella fase di monitoraggio dei risultati ottenuti.
Per raggiungere tali obiettivi, gli interventi non devono rimanere sporadici, ma devono inserirsi in un sistema stabile e coerente che ne garantisca la continuità e l’efficacia. Questo è possibile solo attraverso la formulazione di un piano politico che promuova un sistema di accreditamento delle strutture operanti nel settore, adatto a garantire la continuità e stabilità dei servizi e la loro accessibilità da parte dei destinatari. Le istituzioni devono farsi garanti e promotori di una rete di supporto che veda l’impegno comune di tutti gli attori del settore nel garantire l’offerta di servizi rigorosi, ma allo stesso tempo flessibili e coerenti.

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5 ABSTRACT in lingua italiana Questo lavoro nasce dalla mia esperienza professionale sul campo con bambini autistici presso il Centro SocionullEducativo Primavera di Tirana ed il mio lavoro di stagista all’Ufficio della Cooperazione Italiana allo Sviluppo in Albania – Ambasciata d’Italia durato 7 mesi, da maggio 2011 a novembre 2011. L’elaborato è suddiviso in tre parti per far fare un breve e veloce viaggio lungo questa realtà albanese. L’elaborato comincia con un breve excursus sulla storia della sindrome autistica rammentando le cause e le strategie d’intervento a riguardo. L’autismo, oggi, viene definito come un disturbo comportamentale complesso caratterizzato nell’80% dei casi da comportamenti stereotipati e difficoltà cognitive, difficoltà comunicative, limitati interessi, indifferenza nell’interazione sociale ma buone capacità spaziali e percettive. L’aspetto musicoterapico, che ho articolato ampiamente nell’elaborato, ha rappresentato, nella mia esperienza professionale a Tirana, una novità all’interno del Centro Primavera. L’unione delle attività didattiche e musicoterapiche ha espresso esiti positivi sui bambini, in particolare su El., un bambino che ho seguito personalmente insieme all’educatrice di riferimento. Il lavoro dedica la sua parte centrale allo svolgimento di un’indagine svolta sul territorio albanese in tutti i centri che ospitano bambini disabili. Da questo studio sono risultati dei dati molto interessanti ma al tempo stesso inquietanti, come ad esempio la percentuale nettamente superiore di casi di autismo sui maschi rispetto alle femmine (69% maschi, 31% femmine). La diagnosi di questi bambini solo nel 47% dei casi è stata effettuata all’interno delle strutture adeguate ed attrezzate con personale qualificato, mentre il restante 53% la diagnosi è stata emessa in altre strutture, come l’ospedale psichiatrico e il Centro Nazionale per lo Sviluppo e la Riabilitazione del Bambino.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Laura Profazi Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1386 click dal 30/01/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.