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L’economia delle banche tra crisi finanziaria e nuove regole prudenziali e di vigilanza

Informazioni tesi

  Autore: Roberta Tosches
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e direzione delle imprese
  Relatore: Fabio Fortuna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

La banca è un’istituzione cardine dei sistemi economici nazionali ed internazionali: rappresenta il luogo in cui si incontrano la domanda di credito e l’offerta di risparmio. Il suo ruolo principale è quello di allocare in modo efficiente il risparmio, finanziando i soggetti più meritevoli, ovvero quelli in grado di investire in progetti capaci di generare maggior valore economico fungendo, in tal modo, da volano per lo sviluppo economico.
Negli ultimi due anni, si è verificata una profonda crisi finanziaria che ha turbato gli equilibri economici internazionali, mettendo in seria difficoltà, non solo il mondo delle istituzioni finanziarie, ma anche le imprese, ed ha dato inizio ad una fase di recessione economica globale, che ancora oggi non sembra conclusa.
Le banche, come più in generale, tutte le istituzioni finanziarie, hanno risentito della crisi, e anche laddove non vi è stata la necessità di interventi da parte dei governi nazionali per sfuggire alla minaccia di fallimento, hanno comunque visto la propria situazione patrimoniale gravemente compromessa.
In questo scenario si collocano le diverse iniziative, nazionali ed internazionali, di revisione delle regole che disciplinano il settore bancario.
In Europa, il 1° gennaio 2007, è entrato in vigore il Nuovo Accordo di Basilea, più noto come “Basilea 2”: un set di regole volte a promuovere l’adozione da parte delle banche di più solide prassi per la gestione del rischio. La crisi, però, mettendo a dura prova il settore bancario, ha favorito l’emergere di alcuni limiti di questa regolamentazione, richiedendo alle autorità competenti di rivederla e trovare soluzioni per le criticità emerse.
Il 17 dicembre 2009, il Comitato di Basilea ha così posto in pubblica consultazione due nuovi documenti, Strengthening the resilience of banking sector e International framework for liquidity risk measurement, standards and monitoring, che delineano le principali aree di intervento nelle regole del settore bancario, al fine di aumentarne la resistenza durante periodi di stress come quello appena vissuto.
L’entrata in vigore del nuovo set di regole, denominato Basilea 3, è prevista entro la fine del 2012, con un periodo di transizione, che permetta alle banche di adottare gradualmente le nuove regole.
Il presente lavoro mira quindi ad analizzare le banche alla luce della crisi finanziaria che tanto le ha scosse, le nuove regole che ne disciplineranno l’operato e i nuovi assetti strategici ed organizzativi che ne deriveranno.
Il primo capitolo analizza la crisi finanziaria, le sue cause e le sue conseguenze, soffermandosi in particolare sui limiti della regolamentazione bancaria emersi in seguito alla crisi.
Il secondo capitolo approfondisce, invece, il contenuto dei documenti di consultazione redatti dal Comitato di Basilea e le principali modifiche che questi apporteranno alle attuali regole.
Il terzo capitolo si sofferma sulla vigilanza bancaria, così come prevista dalla legge italiana, da Basilea 2 e le proposte di modifica avanzate dal Gruppo de Larosière. In particolare analizza la proposta, avanzata dal Gruppo, di affiancare alla vigilanza microprudenziale, che guarda ai singoli istituti finanziari, una vigilanza macroprudenziale, che guardi invece ai rischi sistemici, comuni a più istituti finanziari. Una delle grandi lezioni della crisi è, infatti, proprio l’aver evidenziato la forte correlazione presente nel settore bancario e la necessità di una vigilanza adeguata.
Infine, il quarto capitolo è una riflessione sull’evoluzione del rapporto banca-impresa. Questo rapporto è di vitale importanza non solo per i due soggetti che sono estremamente dipendenti l’uno dall’altro, ma anche per l’intera economia, in quanto come già detto, le banche finanziando i progetti d’investimento delle imprese possono favorire lo sviluppo economico dell’intero sistema Paese. Per questo motivo, il momento di difficoltà che sta attraversando il settore bancario in seguito alla crisi si ripercuote anche sul mondo delle imprese.
In conclusione del capitolo e dell’intero elaborato, inoltre si delineano alcuni tratti (mission, vision, strategia, ecc.) di quella che potrà essere la “nuova banca” alla luce degli insegnamenti dettati dalla crisi e delle nuove regole che in futuro ne disciplineranno l’operato.

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V Prefazione La banca è un’istituzione cardine dei sistemi economici nazionali ed internazionali: rappresenta il luogo in cui si incontrano la domanda di credito e l’offerta di risparmio. Il suo ruolo principale è quello di allocare in modo efficiente il risparmio, finanziando i soggetti più meritevoli, ovvero quelli in grado di investire in progetti capaci di generare maggior valore economico fungendo, in tal modo, da volano per lo sviluppo economico. Negli ultimi due anni, si è verificata una profonda crisi finanziaria che ha turbato gli equilibri economici internazionali, mettendo in seria difficoltà, non solo il mondo delle istituzioni finanziarie, ma anche le imprese, ed ha dato inizio ad una fase di recessione economica globale, che ancora oggi non sembra conclusa. Dal 1929 ad oggi, di crisi finanziarie se ne sono verificate molte e anche gravi, ma quella scoppiata negli Stati Uniti, patria del capitalismo occidentale, circa due anni fa, presenta particolari caratteristiche, che hanno colto totalmente impreparati non solo le autorità politiche internazionali, ma anche gli addetti ai lavori, ovvero le istituzioni finanziarie ed economiche internazionali. Innanzitutto, ha sorpreso la rapidità con cui la crisi si è diffusa: nata come “la crisi dei mutui sub-prime”, scoppiata nel settore immobiliare, ha contagiato in pochi mesi l’intero mondo finanziario, per ripercuotersi poi anche sull’economia reale. A tutto ciò va poi aggiunta la straordinaria portata globale che ha caratterizzato tale crisi. Era già un’evidenza diffusa che le barriere tra le diverse economie nazionali fossero ormai sempre più labili ed evanescenti, ma che esistesse una correlazione così intensa tra tutte le economie nazionali è emerso solo con la crisi e la propagazione dei suoi effetti. Si era, infatti, abituati a parlare di crisi dei mercati finanziari dell’America Latina, dei mercati asiatici: crisi con effetti sicuramente

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