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''Bellezza, è la stampa...!'' Giornali e giornalisti nel cinema italiano (1943-2009)

Il giornalista ricopre un ruolo fondamentale all’interno della società attuale e la sua attività è parte integrante delle nostre vite: leggere o anche solo sfogliare un quotidiano, guardare il telegiornale della sera o seguire in TV un programma di approfondimento politico sono tutte azioni che fanno parte della nostra quotidianità. Tuttavia non è sempre stato così e, soprattutto, sin dall’invenzione della stampa, nei diversi paesi si sono andati sviluppando modelli assolutamente differenti di giornalismo. In particolare, nel mondo occidentale, si può parlare di quello di impronta anglosassone e quello dei paesi latini. Nel primo caso siamo di fronte ad un giornalismo che distingue nettamente i giornali di qualità da quelli popolari, con un continuo richiamo all’eredità della riforma protestante e dei fondamenti di libertà nati in Gran Bretagna e trapiantati negli Stati Uniti; nei paesi latini, il giornalismo risente di grandi tradizioni letterarie e forti passioni politiche. Tradizioni storiche, culturali e sociali, nonché i rapporti con le situazioni politiche ed economiche nelle quali si sono sviluppati i quotidiani, hanno determinato, inoltre, significative differenze nei tempi e modi di evoluzione delle testate giornalistiche e del ruolo del giornalista nei vari Paesi.
Partendo da questo presupposto, in questo lavoro si è voluto ricostruire l’evoluzione storica della figura del giornalista in Italia all’interno della società. Nel farlo si è reputato fondamentale tenere costantemente un occhio puntato sul sistema informativo degli Stati Uniti, storicamente riconosciuti come patria del giornalismo libero e indipendente, ma soprattutto si è deciso di affrontare l’argomento avvalendosi del prezioso contributo di forme di espressione artistiche, il cinema in particolare, che spesso si rivelano essere uno specchio fedele di particolari aspetti della società che si vogliono analizzare. In questo senso il confronto con il giornalismo americano si fa doppiamente significativo: se, infatti, in Italia la cinematografia ha concesso uno spazio marginale al mondo della stampa e ha affrontato le problematiche legate all’informazione subordinandole quasi sempre alle esigenze della commedia, negli Stati Uniti è fiorito un vero e proprio genere cinematografico, il newspaper movie, composto da centinaia di pellicole di ambientazione giornalistica, utilissime per una analisi più ampia. Questa caratteristica, sicuramente imputabile anche ad esigenze e particolarità proprie del diverso grado di sviluppo dell’industria cinematografica nei due diversi paesi, è sintomatica già di per sé, al di là del mito, della centralità della professione di giornalista nella società statunitense rispetto a quella italiana.

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4 Introduzione I l g i o r n a l i s t a r i c o p r e u n r u o l o f o n d a m e n t a l e a l l ’ i nterno della società attuale e la sua attività è parte integrante delle nostre vite: leggere o anche solo sfogliare un quotidiano, guardare il telegiornale della sera o seguire in TV un programma di approfondimento politico sono tutte azioni che fanno parte della nostra quotidianità. Tuttavia non è sempre stato così e, soprattutto, sin dall’invenzione della stampa, nei diversi paesi si sono andati sviluppando modelli assolutamente differenti di giornalismo. In particolare, nel mondo occidentale, si può parlare di quello di impronta anglosassone e quello dei paesi latini. Nel primo caso siamo di fronte ad un giornalismo che distingue nettamente i giornali di qualità da quelli popolari, con un continuo richiamo all’eredità della riforma protestante e dei fondamenti di libertà nati in Gran Bretagna e trapiantati negli Stati Uniti; nei paesi latini, il giornalismo risente di grandi tradizioni letterarie e forti passioni politiche. Tradizioni storiche, culturali e sociali, nonché i rapporti con le situazioni politiche ed economiche nelle quali si sono sviluppati i quotidiani, hanno determinato, inoltre, significative differenze nei tempi e modi di evoluzione delle testate giornalistiche e del ruolo del giornalista nei vari Paesi. Partendo da questo presupposto, in questo lavoro si è v o l u t o r i c o s t r u i r e l’evoluzione storica della figura del giornalista in Italia all’interno della società. Nel farlo si è reputato fondamentale tenere costantemente un occhio puntato sul sistema informativo degli Stati Uniti, storicamente riconosciuti come patria del giornalismo libero e indipendente, ma soprattutto si è deciso di affrontare l’argomento avvalendosi del prezioso contributo di forme di espressione artistiche, il cinema in particolare, che spesso si rivelano essere uno specchio fedele di particolari aspetti della società che si vogliono analizzare. In questo senso il confronto con il giornalismo americano si fa doppiamente significativo:

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Bianconcini Contatta »

Composta da 284 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.