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C'era una volta il giovanilese

Il presente lavoro si occupa di un tema di grande interesse attuale e cioè l’impatto delle nuove tecnologie sulle modalità scrittorie giovanili. E’ noto che i giovani utilizzano un loro codice nel parlato, nelle scritture epistolari tradizionali, nei diari, ma fino a che punto questi loro stilemi si stanno trasferendo nella trasmissione dei messaggi telematici? E, d’altra parte, quanto delle specifiche forme del linguaggio di internet e delle sue caratteristiche comunicative sta passando per osmosi nel linguaggio giovanile? Di certo stiamo assistendo a nuove forme di ibridazione, ma solo un vasto e continuativo monitoraggio di blog, forum, chat-lines e social networks potrà dar conto dei cambiamenti in atto.
Nasce da qui la mia indagine che è divisa in tre parti. La struttura del lavoro è stata elaborata da una parte tenendo conto di alcuni nodi tematici del linguaggio giovanile ampiamente analizzati dalla letteratura di riferimento e dell’altra esaminando concretamente attraverso un’analisi di alcuni testi giovanili on-line l’impatto che i nuovi media stanno avendo, soprattutto in questi ultimi anni, sulla scrittura giovanile.
Il primo capitolo, puramente teorico, è dedicato alla definizione del linguaggio giovanile. L’ampia panoramica di studi sull’argomento permette di collocarlo tra le varietà di una lingua piuttosto che tra i gerghi, con i quali non condivide né la dimensione ludica né quella personale di affermazione dell’ Io nei confronti del gruppo.
Il secondo capitolo, anch’esso puramente teorico, affronta la tematica della comunicazione mediata dal computer secondo un approccio prettamente linguistico. Fin dai primi studi sulla CMC, gli studiosi di linguistica e comunicazione hanno sottolineato come la tipologia di scrittura che origina dai nuovi media sia un’ibridazione delle varietà diamesiche in quanto commistione di oralità e scrittura. Con il diffondersi dei nuovi media molti giovani si sono riappropriati della scrittura come mezzo per comunicare con i loro coetanei e questa tendenza è stata rafforzata dalla rapida propagazione di canali comunicativi quali chat-lines, social networks, blog e forum di discussione. La scrittura ha assunto molti caratteri dell’oralità e per definire tale commistione sono state coniate molte espressioni.
Il terzo capitolo è dedicato all’analisi linguistica di alcuni testi giovanili. Il campione d’indagine è stato scelto in maniera casuale tra giovani di età compresa tra i 14 e i 24 anni. Le fonti appartengono alle due categorie dei sistemi comunicativi: quelli asincroni (forum di discussione di alcuni licei di Roma, Messina e Milano e social networks) e quelli sincroni (chat-lines). Sono stati numerati sia i testi che i turni conversazionali contenuti al loro interno ed è stata assegnata una legenda ai fenomeni più ricorrenti: in rosso sono state sottolineate le abbreviazioni, in blu le metafore, in viola le interiezioni, in verde gli internazionalismi. Il campione è stato analizzato secondo i diversi livelli del sistema linguistico (grafico, fonetico, morfologico, lessicale, sintattico) e in base al modello retorico e a quello dell’approccio pragma-linguistico.

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5 CAPITOLO UNO IL GIOVANILESE: UN NUOVO GERGO? 1.1 La dimensione internazionale del linguaggio giovanile Il primo studioso ad affrontare la questione della dimensione internazionale dei linguaggi giovanili è stato Edgar Radtke (1992). Le sue ricerche hanno messo in luce, agli inizi degli anni Novanta, due aspetti ben precisi della dimensione internazionale delle varietà giovanili: da un lato l‟esistenza di premesse socio-psicologiche che sembrano essere, pur in contesti socio-culturali diversi, molto omogenee; dall‟altro lato la tendenza ad accogliere e diffondere elementi lessicali internazionali sentiti in contrasto con la lingua di tutti i giorni. I movimenti giovanili vanno intesi come internazionali prima di tutto perché il loro status sociale in continuo mutamento, sotto qualsiasi cielo, in qualsiasi nazione, ha favorito la formazione di un nuovo sub standard linguistico che ha avuto, come prima conseguenza, l‟erosione dei dialetti un po‟ ovunque. I giovani, proprio per marcare la propria identità (sia dal punto di vista estetico attraverso varie mode tra cui piercing, tatuaggi, abbigliamento specifico ecc), tendono a distinguersi, anche linguisticamente, dagli altri gruppi e lo fanno sia utilizzando gli stessi processi morfologici di formazione delle parole, in particolare la suffissazione, che utilizzando figure retoriche quali la

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudia Amendola Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6218 click dal 24/01/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.