Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Aspetti pedagogici della comunicazione multimediale nella società complessa

Viviamo immersi in un mondo tecnologico dominato da macchine sempre più perfette, la cui presenza cambia il nostro rapporto con il tempo e con lo spazio. Dalle critiche postmoderne, che ritenevano la tecnologia «nociva» per l'uomo e la natura, all'attuale dibattito in campo scientifico e sociologico, la relazione uomo-macchina è sempre stata oggetto di studi e ricerche. Oggi, ancora di più, le tecnologie sono destinate a migliorare la nostra vita e ad ampliare le nostre possibilità soprattutto perchè risultano controllabili da ciascuno di noi. La scuola è chiamata a svolgere un compito di difficile mediazione tra la tecnologia e i suoi principali fruitori: i giovani, al momento i più aperti verso le nuove tecnologie e quindi più avvantaggiati nella transizione verso la società multimediale. Sulla base di questi presupposti, viene preso in esame il rapporto tra l'uomo (massa) e la tecnologia delle comunicazioni, che, in varie epoche ha accompagnato l'evoluzione sociale - dalla nascita della società di massa all'avvento della società narciconsumista - fino a permearla in ogni sua espressione. Oggi il dibattito tra apologeti ed apocalittici della multimedialità non deve essere caratterizzato da posizioni radicali: è essenziale la collaborazione, un punto di vista deve essere considerato tale, uno tra i tanti, e non esclusivo. La tecnologia non uccide la cultura tradizionale del libro, della parola, dell'opera d'arte, della storia etc…, ma attraverso nuove forme e nuovi strumenti offre, a tutti, in modo non costrittivo, la possibilità di accedere alla cultura di tutto il mondo. Ciò che è importante è non esagerare: sarebbero auspicabili, avvertenze del tipo «Troppo uso fa male» ma, al momento, le opinioni sono contrastanti. Per evitare rischi di «sindrome da dipendenza» o, peggio ancora, «da assuefazione» – legate entrambe ai tempi sempre più lunghi trascorsi in compagnia delle tecnologie - è necessario un «monitoraggio globale» ove ognuno (in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro, negli ambienti dell'intrattenimento) dia il proprio contributo di «vigilanza», chiudendo il «rubinetto» prima dell'»overdose» tecnologica. Al di là tutto ognuno di noi, consapevole dei vantaggi e svantaggi derivanti dalla tecnologia, ha piena libertà di scelta. Inoltre, bisogna prendere atto che la rivoluzione digitale è divenuta inarrestabile, rapida e globale. Il passaggio della «società complessa» alla multimedialità deve essere accompagnato e non ostacolato: la strada da percorrere verso i futuri scenari della globalizzazione elettronica passa per «Tecnopoli».

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE …”Ogni invenzione o tecnologia è un’estensione o un’autoamputazione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti o nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo…” (Marshall McLuhan, 1964). Oggi viviamo immersi in un mondo tecnologico dominato da macchine sempre più perfette, la cui presenza cambia il nostro rapporto con il tempo e con lo spazio. Alcune fanno parte della quotidianità in modo tanto usuale ed intimo da farci dimenticare la loro origine artificiale. Dalle critiche postmoderne, che ritenevano la tecnologia “nociva” per l’uomo e la natura, all’attuale dibattito in campo scientifico e sociologico, la relazione uomo-macchina è sempre stata oggetto di studi e ricerche. Con questa tesi, in particolare, intendiamo affrontare la problematica del rapporto tra l’uomo (massa) e la

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Gabriele Albano Contatta »

Composta da 220 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 15835 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.