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Aviatori e imprese aeronautiche. Effetti e fenomeni socio-culturali dei primi quarant'anni del Novecento

Ancora oggi, a distanza di oltre cento anni dal primo volo, osservare un aeroplano suscita in noi un fascino particolare. Possiamo quindi immaginare cosa volesse significare per i nostri bisnonni sollevare gli occhi al cielo e seguire le evoluzioni di un oggetto per l’epoca assolutamente nuovo, misterioso e, per alcuni, addirittura intriso di magia. L’aeroplano, fin dalla sua apparizione, ha incuriosito tutti, giovanissimi e anziani, affascinati o solo incuriositi da un mezzo che consentiva di fare ciò che per millenni era stato uno dei desideri più ricercati dall’uomo: sollevarsi da terra e librarsi in volo.
Col presente elaborato si vogliono pertanto approfondire alcuni aspetti della nascita dell’aviazione in Italia, prendendo in esame, senza alcuna pretesa di esaustività, un arco temporale di circa quarant’anni, dai primi del Novecento all’inizio del secondo conflitto mondiale, esaminando le ripercussioni che l’avvento del volo ha prodotto nella società italiana e nell’immaginario collettivo.
Si cercherà, inoltre, di fornire una giustificazione del perché il volo ha assunto un’importanza tanto grande per l’Italia dell’epoca, facendone addirittura una nazione tra le più progredite in ambito aeronautico in Europa. Si analizzeranno, pertanto, le circostanze che hanno contribuito alla realizzazione del successo aeronautico del nostro Paese, effettuando una breve carrellata delle condizioni economiche, politiche e sociali dei primi anni del Novecento.
Il mezzo aereo e alcune basilari distinzioni tecniche, i pionieri del volo, gli assi e le gesta dei trasvolatori atlantici, ma anche le influenze sull’arte, sul modo di interpretare gli eventi aeronautici, sull’uso propagandistico del volo da parte del regime fascista, sono pertanto alcuni degli argomenti che il presente lavoro ha sottoposto alla lente di ingrandimento della ricerca, della curiosità e della passione per la disciplina aeronautica civile e militare.
Un lavoro che, seppure per necessarie opportunità di brevità, non ha potuto esplorare tutti gli ambiti, sforzandosi però di estrapolare e proiettare le influenze del volo sulla vita della società dell’epoca e sui sogni dei più giovani. Il lavoro si sviluppa con una sintetica descrizione dei primi approcci al volo in Italia, a partire dai mezzi con i quali è stato possibile realizzarlo: il dirigibile, l’aeroplano e la sua derivazione, l’idrovolante. Prosegue poi con una breve descrizione delle imprese aeronautiche, dei record e delle competizioni che hanno suscitato grandi interessi nella popolazione dell’epoca. La società italiana del periodo in esame, i suoi sogni, le sue aspettative, la figura del mezzo aereo nell’immaginario collettivo, introducono la terza parte della ricerca, dando poi seguito all’influenza del mondo aviatorio nelle arti. La panoramica sullo stato dell’industria aeronautica e la nascita dei primi musei, istituiti a celebrazione della macchine volanti e a futura memoria delle gesta degli aviatori, introduce il tema della figura di Italo Balbo e dell’uso propagandistico che il regime fascista fece dell’aviazione. Poesia, letteratura, pittura, musica e cinematografia, folgorate dalla novità del volo, influenzate dalla corrente del Futurismo, svilupparono, accanto alle rappresentazioni più classiche, veri e propri filoni interamente dedicati all’aviazione e ai piloti, contribuendo ulteriormente alla mitizzazione del volo e dei suoi protagonisti.
L’aereo, dunque, oltre ad introdurre elementi di speranza nelle nuove generazioni, aprendo nuovi orizzonti di crescita economica e professionale, assurge al ruolo di novità a servizio delle arti, contribuendo efficacemente a fare dell’Italia una nazione all’avanguardia e un sicuro punto di riferimento per gli altri paesi europei.
Brevi, ma comunque indispensabili al fine di cogliere l’entità del fenomeno, sono anche i richiami all’aerofilatelia, alla posta aerea, alla stampa specializzata, ai cinegiornali, ai fumetti, anch’essi strumenti della funzione formativa della parte più giovane della società italiana. Le conclusioni dell’elaborato conducono all’affermazione della determinante importanza assunta dal volo durante i primi quattro decenni del Novecento, non solo dal punto di vista della scoperta e del successo ottenuto dai pionieri del volo, ma principalmente per le conseguenze che l’evento ha prodotto nella società italiana dell’epoca. Completano il lavoro alcuni brevi cenni all’opera meritoria di coloro che, spinti dalla passione, attraverso attività condotte da artisti, studiosi contemporanei e associazioni, tuttora contribuiscono a mantenere vivo il ricordo di quegli anni e degli uomini e delle donne che ne furono protagonisti.

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    INTRODUZIONE Ancora oggi, a distanza di oltre cento anni dal primo volo, osservare un aeroplano suscita in noi un fascino particolare. Possiamo quindi immaginare cosa volesse significare per i nostri bisnonni sollevare gli occhi al cielo e seguire le evoluzioni di un oggetto per l’epoca assolutamente nuovo, misterioso e, per alcuni, addirittura intriso di magia. L’aeroplano, fin dalla sua apparizione, ha incuriosito tutti, giovanissimi e anziani, affascinati o solo incuriositi da un mezzo che consentiva di fare ciò che per millenni era stato uno dei desideri più ricercati dall’uomo: sollevarsi da terra e librarsi in volo. Col presente elaborato si vogliono pertanto approfondire alcuni aspetti della nascita dell’aviazione in Italia, prendendo in esame, senza alcuna pretesa di esaustività, un arco temporale di circa quarant’anni, dai primi del Novecento all’inizio del secondo conflitto mondiale, esaminando le ripercussioni che l’avvento del volo ha prodotto nella società italiana e nell’immaginario collettivo. Si cercherà, inoltre, di fornire una giustificazione del perché il volo ha assunto un’importanza tanto grande per l’Italia dell’epoca, facendone addirittura una nazione tra le più progredite in ambito aeronautico in Europa. Si analizzeranno, pertanto, le circostanze che hanno contribuito alla realizzazione del successo aeronautico del nostro Paese, effettuando una breve carrellata delle condizioni economiche, politiche e sociali dei primi anni del Novecento. Il mezzo aereo e alcune basilari distinzioni tecniche, i pionieri del volo, gli assi e le gesta dei trasvolatori atlantici, ma anche le influenze sull’arte, sul modo di interpretare gli eventi aeronautici, sull’uso propagandistico del volo da parte del regime fascista, sono pertanto alcuni degli argomenti che il presente lavoro ha sottoposto alla lente di ingrandimento della ricerca, della curiosità e della passione per la disciplina aeronautica civile e militare. Un lavoro che, seppure per necessarie opportunità di brevità, non ha potuto esplorare tutti gli ambiti, sforzandosi però di estrapolare e proiettare le influenze del volo sulla vita della società dell’epoca e sui sogni dei più giovani. Il lavoro si sviluppa con una sintetica descrizione dei primi approcci al volo in Italia, a partire dai mezzi con i quali è stato possibile realizzarlo: il dirigibile, l’aeroplano e la sua derivazione, l’idrovolante. Prosegue poi con una breve descrizione delle imprese aeronautiche, dei record e delle competizioni che hanno suscitato grandi interessi nella popolazione dell’epoca. La società italiana del periodo in esame, i suoi sogni, le sue aspettative, la figura del mezzo aereo nell’immaginario collettivo, introducono la 9

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Roberto Senes Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

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