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La liberalizzazione del trasporto ferroviario nel diritto Comunitario

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Fassina
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Bruno Nascimbene
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

L'oggetto della tesi è un'analisi dei processi di regolamentazione del settore ferroviario nel diritto internazionale e Comunitario. Specifico e approfondito interesse è dato allo sviluppo delle normative di liberalizzazione del servizio di trasporto ferroviario nel contesto della dottrina delle c.d. "essential facilities".

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6 Introduzione Dalla data della sua nascita, il 27 settembre 1825, col viaggio della Locomotion tra Stockton On tees e Darlington in Inghilterra 1 , il treno, inteso come strumento per il trasporto di passeggeri e merci, ha percorso un lungo tragitto. Se nel primo periodo del suo utilizzo come mezzo di trasporto pubblico gli imprenditori erano essenzialmente privati, con lo svilupparsi della tecnologia ed un uso maggiormente diffuso (e la spinta data dall’utilizzo in tempi di belligeranza 2 ), i gestori hanno risentito sempre di più della presenza pubblica, specialmente nell’Europa continentale. Agli inizi della storia della ferrovia furono imprenditori come l’avvocato inglese William James o il costruttore Robert Stephenson a dare un impulso in avanti in quel difficile passaggio tra la realizzazione tecnica di un opera così complessa e la possibilità di creare le condizioni per darne la fruizione ad un pubblico il più ampio possibile. Quindi, tra il 1870 ed il 1880, in tutta Europa avvennero le grandi statalizzazioni delle compagnie ferroviarie private, con la motivazione di preservare la funzione pubblica del trasporto su rotaie che, se lasciato in mano di soli privati, avrebbe mancato di collegare la aree economicamente meno sviluppate, dando così adito all’esasperazione di quelle discrepanze geografiche e sociali di cui gli Stati di fine ‘800 già sentivano il peso. L’economia di tipo industriale si è servita puntualmente di un mezzo di trasporto economico, sicuro e di grande capacità, sia per lo sviluppo dei grandi impianti produttivi in ogni parte del mondo che per il trasporto passeggeri. Riguardo quest’ultimo punto è da rilevare come inizialmente il treno venne usato soprattutto per coprire tragitti a lunga percorrenza, mentre in aree urbane ancora poco concentrate lo si ritenne un mezzo troppo costoso, ovviamente con riguardo ai costi di realizzazione dell’infrastruttura. 1 D. Ross et al., The Encyclopaedia of Trains and Locomotives, San Diego, 2003. 2 Negli USA durante la guerra di secessione (1861-1865) le migliaia di chilometri di binari costruiti aumentarono in maniera esponenziale, cfr. John Keegan, La maschera del comando, Milano, 2006, p. 180.

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