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Overall Equipment Efficiency per l’analisi della capacità produttiva e ristrutturazione del layout: il caso del Lanificio Paultex

In Italia, tra i settori maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria ed economica internazionale, c’è sicuramente quello dell’industria tessile. Il distretto pratese ne è un chiaro esempio: l’attività produttiva è ai minimi storici, sia a causa delle difficoltà congiunturali, sia per la forte concorrenza delle imprese dei Paesi emergenti.
L’azienda oggetto di studio, caratterizzata da un ciclo produttivo verticalmente integrato e rappresentando quindi un’eccezione per il distretto, si inserisce proprio nel contesto sopra citato.
Le difficoltà incontrate soprattutto nell’ultimo anno, hanno portato l’azienda alla decisione di valutare la riduzione dei suoi siti produttivi, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse a disposizione. In questo elaborato si cercherà quindi di analizzare la capacità produttiva degli impianti posti più a monte nel ciclo produttivo aziendale.
Sarà quindi necessario individuare il collo di bottiglia della produzione, valutando la sua potenzialità produttiva teorica e quella effettiva. Per passare da potenzialità teorica ad effettiva verrà introdotto un indice di efficienza, costruito sulla base del metodo dell’Overall Equipment Efficiency (OEE). Questa tecnica, nata come supporto per la valutazione delle azioni intraprese sotto il paradigma Total Productive Maintainance (TPM), necessita di alcune modifiche per essere applicata al nostro studio. L’indice dovrà infatti includere tutte le perdite di efficienza che vanno a ridurre la produzione a partire dal tempo di apertura dell’impianto e, parallelamente, la potenzialità teorica.
L’obiettivo sarà quindi quello di valutare la differenza tra la capacità produttiva dell’azienda nella nuova configurazione rispetto ai valori storici di produzione.
Si cercherà poi di capire quali possono essere i margini di miglioramento, così da minimizzare tale differenza.
Per completare l’analisi, sarà necessario collocare all’interno degli stabilimenti rimanenti alcune attività svolte nello stabilimento di cui si prospetta la chiusura, cercando di mantenere i livelli di capacità produttiva prefissati.
L’approccio più utilizzato in letteratura per la progettazione del layout è sicuramente la procedura Systematic Layout Planning (SLP). L’approfondita conoscenza del processo produttivo e la numerosità dei vincoli imposti dal management, ci porteranno alla definizione di una procedura meno rigida e più qualitativa del SLP.

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9 EXTENDED ABSTRACT Riassunto Per l‟analisi della capacità produttiva di un‟azienda del settore tessile, nell‟elaborato viene definito un indice di efficienza che riduca, parallelamente, la potenzialità teorica e il tempo di apertura dell‟impianto. Viene poi introdotta una procedura per la progettazione del layout, che verrà applicata per completare la valutazione della riduzione dei siti produttivi dell‟azienda oggetto di studio. Introduzione L‟attuale situazione di crisi del settore tessile, ha portato un‟azienda operante nel distretto pratese alla scelta di valutare la riduzione dei suoi siti produttivi, con l‟obiettivo di ottimizzare le risorse a disposizione. Per effettuare tale valutazione è necessario individuare il collo di bottiglia della produzione e determinare la capacità produttiva dell‟impianto. Si rivela inoltre necessaria una revisione del layout degli stabilimenti, che dovrà essere tale da poter ospitare alcune attività oggi suddivise nei vari siti produttivi, ma di cui non si potrà fare a meno nella nuova configurazione. L‟attività di tirocinio, della durata di circa tre mesi, e l‟elaborato presentato, sono quindi finalizzati a questo studio.

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Antonio Palmieri Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

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