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Prospettive di sviluppo del Diritto Internazionale dell'Ambiente: l'ipotesi di creazione di un Tribunale Internazionale Penale per i Crimini contro l'Ambiente

La portata e la gravità dei danneggiamenti ambientali studiati, nonché delle prospettive catastrofiche a lungo termine della degradazione ecosistemica, hanno stimolato la ricerca dei meccanismi attualmente vigenti di tutela dell’ambiente, nonché di proposte e prospettive possibili per rendere più vincolante l’impegno degli Stati rispetto alla tematica. Esperienze come la Cumbre de Cochabamba, la redazione della Carta della Terra e la proposta dell’International Academy of Environmental Science sono manifestazioni concrete di una crescente sensibilità sociale rispetto alla questione ambientale, in aperta opposizione rispetto alla manifesta volontà politica di sottrarsi ad una tutela sovranazionale dell’ambiente.
Quest’analisi si propone di valutare in che termini ed in che sedi le istanze derivanti dalla volontà sociale possano trovare accoglimento nell’ambito del Diritto Internazionale. La struttura logica del lavoro è divisa in due fasi: la prima parte del lavoro è dedicata alla descrizione di alcuni elementi teorici e presupposti formali che saranno alla base della valutazione, svolta nella seconda parte, dell’opportunità di costituire effettivamente, a livello internazionale, la categoria dei crimini contro l’ambiente e, di conseguenza, di creare un’istanza giudiziaria dedicata alla materia.

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INTRODUZIONE La disciplina giuridica internazionale dell’ambiente è un fenomeno relativamente recente nella vita di relazione tra gli Stati indotto dalla crescente consapevolezza dell’impatto potenzialmente nocivo dello sviluppo tecnologico e dell’aumento della popolazione mondiale 1 . Una serie di problemi preliminari sorgono durante qualsiasi tentativo di identificare una “international environmental law” in quanto parte della dottrina non sembra riconoscere la materia come un corpo autonomo della normativa internazionale 2 . Sebbene la normativa ambientale costituisca parte del corpo generale, la peculiarità dell’oggetto è motivo sufficiente per accettare di indicarla come “Diritto dell’ambiente”, così come è prassi largamente accettata per il “Diritto del mare” o il “Diritto dell’economia”. La scelta della codificazione della materia rispecchia l'attribuzione di un valore intrinseco al bene giuridico “ambiente”: ne consegue la necessità di prevedere meccanismi di controllo e sanzione che garantiscano l´implementazione della normativa ambientale transnazionale. I limiti delle istanze giudiziarie internazionali quali corti, tribunali e tribunali arbitrali, si sono fatti particolarmente evidenti di fronte alle dispute che coinvolgono la protezione dell’ambiente. Diverse sono le argomentazioni avanzate a sostegno della creazione di un foro internazionale di giustizia dedicato all’ambiente: innanzitutto la necessità di garantire l’accesso alla giustizia ambientale ad individui e gruppi 3 e secondariamente la necessità di 5 1 Secondo un rapporto di inversa proporzionalità, infatti, alla crescita della popolazione corrisponde una riduzione dell’orizzonte temporale di esaurimento delle risorse e della resistenza ecosistemica. 2 BIRNIE P., BOYLE A., International Law and the Environment, Oxford, 2002. 3 Garantito internazionalmente dal terzo pilastro della Convenzione sui diritti umani ambientali di Aarhus.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Margherita Volpe Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4500 click dal 26/01/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.