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To Be or Not to Be: A Mousetrap in Reverse

La tesi analizza l'influenza del teatro shakespeariano in opere cinematografiche normalmente non prese in esame (se non per riferimento a titoli e citazioni). Principalmente, i due film "Essere o non essere" realizzati da Ernst Lubitsch nel 1942 ed il remake del 1983 ad opera di Mel Brooks, a prescindere dal titolo che cita il celebre monologo dell'Amleto. Si fa' riferimento ad altre opere cinematografiche e non (dal film Train de vie di R. Mihaileanu, a "Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio" di Freud fino a "Doppio sogno" di Arthur Schnitzler, per analizzare il tema del "doppio") attraverso una analisi della psicologia dei personaggi e delle dinamiche interne ed esterne alle opere stesse. Presenti anche brani tradotti, tratti da opere di Shakespeare, biografie di autori. Presenti nella tesi analisi di ulteriori opere di William Shakespeare e dei registi presi in considerazione e di altri (ad esempio Max Reinhardt), legati alla tradizione shakespeariana, nonché l'analisi di testi poco conosciuti ma legati ai temi trattati (si veda Wartime Lies di Louis Begley.

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4 INTRODUZIONE Il presente lavoro scaturisce da una investigazione impegnativa e riverente ma soprattutto avvincente del particolare rapporto intertestuale tra due pellicole cinematografiche e le opere di Shakespeare. Il termine particolare non a caso è stato evidenziato, poiché la loro tipologia - non sono, di fatto, trasposizioni cinematografiche di testi shakespeariani - potrebbe non rivelare apertamente tale intertestualità. Ci si riferisce a due film che in lingua originale hanno lo stesso titolo: To Be or Not to Be. Il primo, in bianco e nero, datato 1942, è firmato dal maestro berlinese Ernst Lubitsch, ( il pubblico italiano conosce la pellicola come Vogliamo Vivere!); il secondo - del 1983 - è quel che si dice un remake del primo, un rifacimento: ne è protagonista l‟istrionico attore e regista Mel Brooks, ed il titolo italiano del film è stato tradotto letteralmente in Essere o non essere. Secondo una efficace esemplificazione di Marie Anne Guerin, (docente di cinema presso l‟ Université de Paris III) il remake, se frutto del lavoro dell‟autore dell‟opera ispiratrice è “un‟eco cinematografica del lavoro del pittore o dell‟architetto, che può comporre una serie di quadri ispirati allo stesso soggetto” 1 . In questo caso, l‟autore non è lo stesso ma il tratteggio dell‟opera prima è rimasto, e vi è stato aggiunto il colore. Fin dal principio è necessario specificare che, mentre Lubitsch è regista del primo film, del secondo Brooks è attore e produttore, diretto da Alan Johnson. 1 GUERIN M.A., Le rècit de cinema. Edition Cahiers du cinèma, Paris 2003 (trad. it. Il racconto cinematografico, Lindau, Torino, 2006), p. 13.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberta Maciocci Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 558 click dal 02/02/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.