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Allargamento dell'Unione Europea ad Est e libera circolazione dei cittadini di etnia Rom

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Di Benedetto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Federico Lenzerini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 156

Il diritto alla libera circolazione e soggiorno delle persone all'interno del territorio dell'Unione Europea è uno dei cardini dell'impianto edificato dai Trattati. Tra le quattro libertà fondamentali, è quella che più delle altre si rivolge a tutti i cittadini di ogni Stato membro e li chiama a costruire il civis europeus. Non a caso, è questo il primo diritto indicato tra quelli che discendono in forza dello status di cittadino dell'Unione Europea. È proprio nel progetto di un'unione tra i diversi popoli che risiede il legame a doppio filo tra l'istituto della cittadinanza dell'Unione e il diritto a circolare e soggiornare liberamente in tutto il territorio europeo.
La forza e la serietà di questo progetto è, però, messa a dura prova da quando Romania e Bulgaria sono diventati Stati membri e le loro grandi comunità di persone di etnia Rom hanno conseguentemente acquisito la titolarità dei diritti di cittadinanza europea.
La minoranza etnica più numerosa del Continente, martoriata da una secolare storia di soprusi ed emarginazione, si è trovata per la prima volta tutelata da una miriade di diritti e garanzie, in astratto idonei non solo ad emanciparla dal proprio stato di cronica sottomissione e debolezza, ma altresì a riconoscerla e valorizzarla come una risorsa per l'Europa.
Le reazioni degli altri Stati membri, però, sono state di chiusura e di respingimento. Sono nate inaspettate difficoltà nel recepimento del diritto di libera circolazione all'interno degli ordinamenti nazionali, e insospettabili resistenze a garantire i diritti cui sono ora titolari i cittadini europei di etnia Rom. All'interno del dibattito politico dei vari Paesi membri, i cittadini Rom sono stati additati alla stregua di un problema da risolvere, e la loro persecuzione si è spesso tradotta in motivo di vanto presso l'elettorato. L'Europa è andata in direzione opposta rispetto a quella di favorire l'inclusione sociale dei Rom e, di conseguenza, il benessere dell'intera collettività.
Il presente lavoro ha lo scopo di indagare in che misura la libertà fondamentale di circolazione viene rispettata e promossa, con particolare riguardo ai punti critici concernenti i cittadini Rom, nella convinzione che - in una fase storica di crisi politica ed economica dell'Unione – tale analisi può offrire una affidabile cartina di tornasole circa il reale valore del progetto europeo.

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Introduzione Il diritto alla libera circolazione e soggiorno delle persone all'interno del territorio dell'Unione Europea è uno dei cardini dell'impianto edificato dai Trattati. Tra le quattro libertà fondamentali, è quella che più delle altre si rivolge a tutti i cittadini di ogni Stato membro e li chiama a costruire il civis europeus . Non a caso, è questo il primo diritto indicato tra quelli che discendono in forza dello status di cittadino dell'Unione Europea. È proprio nel progetto di un'unione tra i diversi popoli che risiede il legame a doppio filo tra l'istituto della cittadinanza dell'Unione e il diritto a circolare e soggiornare liberamente in tutto il territorio europeo. La forza e la serietà di questo progetto è, però, messa a dura prova da quando Romania e Bulgaria sono diventati Stati membri e le loro grandi comunità di persone di etnia Rom hanno conseguentemente acquisito la titolarità dei diritti di cittadinanza europea. La minoranza etnica più numerosa del Continente, martoriata da una secolare storia di soprusi ed emarginazione, si è trovata per la prima volta tutelata da una miriade di diritti e garanzie, in astratto idonei non solo ad emanciparla dal proprio stato di cronica sottomissione e debolezza, ma altresì a riconoscerla e valorizzarla come una risorsa per l'Europa. Le reazioni degli altri Stati membri, però, sono state di chiusura e di respingimento. Sono nate inaspettate difficoltà nel recepimento del diritto di libera circolazione all'interno degli ordinamenti nazionali, e insospettabili resistenze a garantire i diritti cui sono ora titolari i cittadini europei di etnia Rom. All'interno del dibattito politico dei vari Paesi membri, i cittadini Rom sono stati additati alla stregua di un problema da risolvere, e la loro persecuzione si è spesso tradotta in motivo di vanto presso l'elettorato. L'Europa è andata in direzione opposta rispetto a quella di favorire l'inclusione sociale dei Rom e, di conseguenza, il benessere dell'intera collettività. Il presente lavoro ha lo scopo di indagare in che misura la libertà fondamentale di circolazione viene rispettata e promossa, con particolare riguardo ai punti critici concernenti i cittadini Rom, nella convinzione che - in una fase storica di crisi politica ed economica dell'Unione – tale analisi può offrire una affidabile cartina di tornasole 5

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