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Tradizione e innovazione nel mondo poetico e musicale di Bob Dylan

Il presente lavoro è nato da una lunga consuetudine con i generi musicali folk e popular e da un amore e una curiosità per le loro musiche e testi. Tali repertori hanno trovato nell'arte di Dylan un importante punto d'incontro, generando la prima espressione di quel linguaggio musicale, definito rock, che oggi rappresenta la maggior parte della produzione pop americana ed europea.
Consapevole delle difficoltà che comporta lo studio di un fenomeno musicale contemporaneo, sono altresì convinto dell'importanza che una simile riflessione può assumere se vogliamo comprendere le numerose forme e modalità di sviluppo del genere rock.
Questa ricerca si propone di sondare alcune canzoni di Dylan attraverso un'analisi musicale e letteraria con l'idea fondamentale di cercare i legami fra il ''nuovo'' e la ''tradizione''. Il percorso innovativo dell'opera di Dylan assume progressivamente valore soprattutto tra gli anni 1962 e 1965 quando, con l'abbandono della stretta adesione agli stili e agli idiomi del folk music revival - fenomeno culturale americano dei primissimi anni Sessanta - egli realizza quel passaggio dalle sonorità acustiche a quelle elettriche che considero un momento cruciale della sua produzione musicale.
Mi preme sottolineare che gli effetti di questo passaggio riguardano non solo la produzione artistica di Dylan, quanto l'intera popular music. Dylan ha realizzato in questa circostanza una interessante attività sincretica, che ha unito le tradizioni dei canti e delle ballate della cultura ''bianca'' agli stili e ai gerghi del rhythm and blues ''nero''. Tale svolta rock ha in questo modo rappresentato una apertura verso inesplorate possibilità espressive che, lungo gli anni, si sono concretizzate in nuove forme e generi musicali.
Mi è sembrato opportuno aprire l'esposizione con alcune considerazioni sociologiche e tecnico-musicali sul folksong revival, ovvero l'ambiente culturale in cui il giovane Dylan cresce artisticamente e da cui riceve la passione e il sentimento di attenzione per le canzoni e gli stili della tradizione.
Nel secondo capitolo ho approfondito le relazioni fra le prime composizioni di Dylan e i linguaggi musicali e letterari del folk nord americano.
Le novità idiomatiche della produzione folk-rock che Dylan ha sviluppato dopo il 1964 sono invece argomento del terzo capitolo. All'interno dei tre capitoli un'opportuna selezione di testi segna le tappe dell'evoluzione artistica di Dylan.
Ho cercato, in questo modo, di trovare un equilibrio tra gli spazi accordati all'analisi tematica e formale del testo e quelli riservati alla critica musicale. Essendo la ''canzone'' un prodotto particolare, l'approccio musicale è fortemente legato alle considerazioni linguistico-letterarie; i testi e le musiche sono ancora più inscindibili nel momento in cui diamo valore alle parole di Allen Ginsberg, scrittore della beat generation, che definiscono Dylan come il primo poeta del Juke-box.
Naturalmente assai profondo è il debito di questa tesi nei confronti di chi mi ha preceduto nella difficile esplorazione del mondo poetico e musicale di Bob Dylan; in particolare modo per Nemesio Ala, Wilfrid Mellers e Michael Gray, autori che mi hanno fornito molti spunti di riflessione.
Un ringraziamento particolare va al dott. Carlo Feltrinelli che mi ha gentilmente messo a disposizione la sua personale biblioteca, ricca delle più rare edizioni e studi sull'argomento.

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IL FOLK SONG REVIVAL DEGLI ANNI SESSANTA Capitolo I

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe De Biasio Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8333 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.