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Valutazione delle performance ambientali di sistemi ortofrutticoli

Informazioni tesi

  Autore: Michele Bounous
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Cristiana Peano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

Il dibattito su sviluppo sostenibile e sostenibilità ambientale è particolarmente attuale poiché, nonostante sia trascorso molto tempo dalle prime riflessioni al riguardo, è relativamente recente l’inserimento di queste tematiche all’interno delle strategie di decisione aziendale. Le considerazioni sulla sostenibilità ambientale e la ricerca di soluzioni per rendere “eco-friendly” le produzioni implicano non solo un nuovo approccio ed una nuova visione delle attività produttive nella direzione della cosiddetta green economy (combinazione di sostenibilità ambientale, economica e sociale) ma anche della società nel suo insieme.
I “consumatori critici”, una categoria in forte espansione, raccolgono informazioni sul comportamento delle imprese ed agiscono di conseguenza, premiando o boicottando un’azienda e/o un brand per mezzo del proprio “voto” economico, che si esprime attraverso le preferenze di spesa quotidiana.
Negli ultimi anni, le grandi imprese dell’agroalimentare a livello mondiale si sono preoccupate di comunicare, attraverso percorsi su base volontaria, certificazioni ed etichette “ecologiche”, la sostenibilità dei loro processi produttivi e ciò ha determinato, inevitabilmente, la necessità che tutti gli attori delle filiere, a partire da quelli della produzione primaria, siano coinvolti in tali processi, possibilmente come parte attiva e propositiva e non solo come parte di un ingranaggio.
Partendo da tali presupposti ed analizzando quelle che sono oggi le possibilità di analisi ambientale del settore agroalimentare (indicatori, metodologie, normative) si è voluto avviare un percorso di valutazione delle performance ambientali di piccoli frutti e fragole prodotti dalla Cooperativa Agrifrutta di Peveragno (CN). Queste produzioni da alcuni anni sono commercializzate con il marchio “Delizie di Bosco del Piemonte”, con il principale obiettivo di differenziare e distinguere il prodotto su mercati nazionali ed extra nazionali, evidenziandone il forte legame con il territorio di origine.
La governance della Cooperativa ha deciso di rafforzare l’immagine aziendale e del marchio in uso, non solo producendo frutti di alta qualità con metodi colturali rispettosi dell’ambiente, ma anche quantificando e comunicando tali percorsi. I percorsi scelti allo scopo sono stati:
1. Life Cycle Assessment (LCA) delle filiere di fragola e piccoli frutti attraverso uno studio dettagliato delle filiere, elaborando filiere standard e valutandone le performance ambientali in termini di global warming potential (GWP) e utilizzo di energie da fonti non rinnovabili.
2. Compensazione delle emissioni dei prodotti a marchio. All’interno delle aziende aderenti alla cooperativa, in buona parte caratterizzate da un’elevata diversificazione colturale, si è quantificata la compensazione utilizzando la metodologia IPCC attraverso colture legnose ad alto fusto presenti nelle aziende associate alla Cooperativa.
L’applicazione della metodologia LCA alle filiere considerate ha quantificato che le emissioni di fragole e piccoli frutti commercializzati con il marchio “Delizie di bosco del Piemonte”, per l’anno 2010, secondo la categoria di impatto GWP, sono state di 209 t CO2eq, interamente compensate all’interno della Cooperativa attraverso il sequestro di CO2 effettuato da 21 ha di castagneti di proprietà dei soci della Cooperativa.
Lo studio ha messo in luce quali sono oggi gli impatti delle filiere considerate e le principali criticità in tema di sostenibilità ambientale. Dallo studio si evince che l’uso di materiali plastici tradizionali sia nella fase di campo (vivaio e coltivazione) sia in quella del post-raccolta (packaging) determinano i maggiori impatti.
Il calcolo delle emissioni e della compensazione ha consentito alla governance della Cooperativa di implementare un modello per le future strategie di sviluppo sostenibile partendo da dati oggettivi. Considerando la forte crescita nelle vendite nei prossimi anni dei prodotti a marchio, è infatti ipotizzabile un aumento delle emissioni e quindi la necessità di ottimizzare le filiere in modo da non perdere l’innegabile vantaggio di poter offrire al consumatore produzioni di alta qualità, con un forte legame con il territorio di origine e a ‘impatto zero’. L’approccio adottato per lo svolgimento della ricerca, se da un lato permette di valorizzare il comportamento virtuoso della Cooperativa Agrifrutta che potrà comunicare al consumatore in modo trasparente le caratteristiche del proprio prodotto a marchio (“Delizie di bosco del Piemonte”), dall’altro permette di valorizzare le produzioni locali e le risorse del territorio.
Si auspica inoltre che modello e approccio metodologico sperimentati possano essere impiegati per calcolare emissioni e compensazioni in altre filiere agroalimentari.

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4 Summary Il dibattito sullo sviluppo sostenibile e la sostenibilità ambientale è particolarmente attuale poichØ, nonostante sia trascorso molto tempo dalle prime discussioni al riguardo, è relativamente recente l’inserimento di queste tematiche all’interno delle strategie di decisione aziendale. Se i primi settori ad essere influenzati da queste scelte sono stati quelli reputati di maggiore impatto, come ad esempio quello automobilistico, oggi tale tendenza si sta diffondendo trasversalmente a tutti i settori, dalla produzione primaria al terziario avanzato. Le considerazioni sulla sostenibilità ambientale implicano non solo un nuovo approccio ed una nuova visione delle attività produttive che vanno nella direzione della cosiddetta green economy (combinazione di sostenibilità ambientale, economica e sociale) ma anche della società nel suo insieme. Tutti noi, nell’atto dell’acquisto e del consumo di beni e/o servizi, siamo coinvolti nel percorso dello sviluppo sostenibile e, attraverso le nostre scelte, abbiamo l’opportunità di orientare il mercato verso produzioni piø rispettose delle condizioni di lavoro, dell’ambiente e della salute. I “consumatori critici”, una categoria in forte espansione, raccolgono informazioni sul comportamento delle imprese ed agiscono di conseguenza, premiando o boicottando un’azienda e/o un brand per mezzo del proprio “voto” economico, che si esprime attraverso le preferenze di spesa quotidiana. Nonostante tale processo di greening debba essere fortemente implementato dal punto di vista politico, legislativo ed applicativo, è necessario, anche per le imprese dell’agroalimentare italiano e piemontese, non perdere l’occasione di partecipare a questo processo di innovazione. Le grandi imprese del mondo dell’agroalimentare, a livello mondiale, si sono interessate, negli ultimi anni, a dimostrare, attraverso percorsi su base volontaria, certificazioni ed etichette “ecologiche”, la sostenibilità dei loro processi produttivi. Ciò ha determinato, inevitabilmente, la necessità che tutti gli attori delle filiere, a partire dalla produzione primaria, siano coinvolti in tali processi, possibilmente come parte attiva e propositiva e non solo come parte di un ingranaggio. Partendo da tali presupposti ed analizzando quelle che sono oggi le possibilità di analisi ambientale (indicatori, metodologie, normative) del settore agroalimentare si è

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