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A Room with a View: traduzione e analisi dell'adattamento televisivo.

La presente tesi propone un’analisi teorica sulla traduzione audiovisiva e sui problemi riscontrati dal dialoghista. A quest'analisi segue uno studio sulla vita e delle opere di Edward Morgan Forster e in particolare è stata studiata l'opera "A Room with a View" del 1908 prestando attenzione ai temi trattati e ai personaggi. Segue un' analisi contrastiva tra l'opera dell'autore inglese e la versione cinematografica del 1985 di James Ivory e successivamente vengono presentate delle osservazioni sui dialoghi del film. Viene proposto poi un confronto tra la versione di Ivory e la versione televisiva di Andrew Davies a cui segue la traduzione con testo a fronte dei dialoghi del film di Davies inediti in Italia. Il capitolo successivo alla traduzione presenta l’analisi traduttologia, la quale presta particolare attenzione a casi di plurilinguismo e alla presenza di elementi culturospecifici.

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2 INTRODUZIONE L‟avvento del sonoro nel cinema nei primi anni del XX secolo rappresentò un cambiamento epocale, oltre che estetico. A partire dalla fine degli anni Venti iniziarono a circolare in tutti gli Stati europei i film in lingua originale corredati di dialoghi trascritti sulla pellicola che riportavano le battute tradotte. Questo metodo, che riprendeva la struttura dei film muti, si era rivelato un fallimento poiché, oltre a rendere poco interessante la visione del film a causa delle continue pause necessarie alla visione dei dialoghi, era accessibile solo al pubblico più alfabetizzato. Per fare in modo che i film fossero accessibili ad un pubblico più ampio, i produttori cinematografici americani optarono per una soluzione piuttosto avanguardistica: le scene venivano girate più volte in lingue diverse. Questa pratica ebbe vita breve per l‟alto costo che queste riprese comportavano, consentendo la nascita di un procedimento traduttivo che si è perfezionato nel corso del tempo tanto da essere stato definito come “l‟ottava arte”: il doppiaggio. A partire dal 1933 e fino ai giorni nostri tutte le pellicole americane furono pubblicate con lingue diverse dall‟originale, consentendo così il fiorente sviluppo del mercato del doppiaggio cinematografico. In Italia, in particolare, questa pratica fu favorita dall‟avvento del regime fascista, il quale, applicando una rigida censura, intendeva preservare la purezza della lingua italiana dalla contaminazione di termini stranieri. Quando si pensa al doppiaggio però si commette l‟errore di immaginare che si tratti della mera trasposizione dei dialoghi dalla lingua d‟origine a quella di arrivo. Questo non è esatto. Il testo doppiato, a differenza di quello letterario ha la particolarità di essere multisemiotico, ossia al suo interno sono presenti oltre ai dialoghi, anche una componente visiva data dalle immagini e una componente sonora data dagli elementi di sottofondo e dalle musiche. Il traduttore/dialoghista pertanto, oltre a dover affrontare le normali problematiche presenti nella trasposizione da una lingua all‟altra, deve anche riuscire a ricreare i dialoghi tenendo conto delle limitazioni imposte dagli elementi visivi e sonori del film. Quando si affronta la

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luisa Marchese Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.