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Le missioni della Guardia di Finanza all'estero

Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Sgroi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Emanuela Del Re
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

La tensione, durata circa mezzo secolo, generata dalla contrapposizione venutasi a creare alla fine della seconda guerra mondiale tra i due blocchi internazionali: occidente (gli Stati Uniti d’America e gli alleati NATO) e oriente (l’Unione Sovietica e gli alleati del Patto di Varsavia ) storicamente riconosciuta con il nome di “Guerra Fredda”, non si concretizzò mai in un conflitto militare diretto, ma di fatto generò una spietata corsa agli armamenti, soprattutto nel campo nucleare, nonché, una competizione nel settore scientifico e nell’industria. In seguito, già dagli inizi degli anni ottanta i due blocchi avviarono un graduale processo di distensione e di disarmo facendo coincidere la fine di questo periodo storico con la caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989). Di fatto le missioni internazionali, sotto direzione delle Nazioni Unite, hanno costituito un punto di svolta nell’evoluzione delle operazioni militari di pace, il quale obiettivo principale era di impedire l’insorgere di conflitti, grazie alla cooperazione internazionale il quale interesse mirava alla ricerca di un benessere globale. Grazie all’adesione da parte degli Stati Uniti d’America e da altri Stati alleati NATO, hanno fatto sì che il loro contributo aiutasse in modo efficace a rafforzare l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ovvero diventare un’organizzazione a carattere mondiale. L’Italia, già membro NATO, con la sua adesione all’ONU realizzò uno dei passi più efficaci all’adempimento dell’articolo undici della Costituzione italiana volto al riconoscimento e allo sviluppo delle organizzazioni internazionali orientate al consolidamento della pace tra le nazioni. Nel panorama delle numerose missioni multinazionali autorizzate dalle Nazioni Unite l’Italia, con la sua partecipazione ha sempre dato un contributo considerevole pagando a volte un alto tributo in termini di vite umane; teatri principali sono stati i Balcani, regione alla cui stabilizzazione e sviluppo è particolarmente interessata per ragioni geopolitiche. Forte è stata anche la partecipazione alle missioni a fini umanitari soprattutto nel continente africano (Somalia e Mozambico), dove è stato anche necessario evacuare cittadini italiani in pericolo. La volontà italiana di aiutare popolazioni disagiate in tutto il mondo, come in Iraq (Kurdistan), è sempre stata costante, ma più di recente l’Italia ha anche eseguito diversi interventi contro il terrorismo internazionale, come in Afghanistan. Nel corso degli anni l’Italia è andata assumendosi sempre maggiori responsabilità per il mantenimento della pace nel mondo e il suo contributo si è sempre ispirato a spirito di solidarietà, ad un impegno per la ricostruzione e al consolidamento della pace, tutto questo è stato riconosciuto al nostro Paese a livello internazionale. I più recenti interventi delle Nazioni Unite presentano caratteristiche sostanzialmente nuove rispetto al passato: i mandati stabiliti dal Consiglio di Sicurezza non coprono più’ soltanto gli aspetti militari e di sicurezza, ma un insieme di attività volte al consolidamento della pace che vanno dall’ordine pubblico all’amministrazione civile, dallo Stato di diritto al controllo delle frontiere, di tali attività l’Italia invoca un più funzionale coordinamento tra i programmi promossi dall’ONU fornendo il proprio contributo, in termini economici, alle agenzie specializzate, nonché da Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie internazionali. L’Italia è in grado di contribuire a questo processo attraverso il crescente coinvolgimento di un’ampia gamma di amministrazioni centrali e locali, nonché di specialisti ed esperti provenienti dalla società civile. Insieme con altri Paesi europei, l’Italia ha appoggiato fin dal principio questa nuova tendenza arricchendo la propria tradizionale partecipazione attraverso qualificati contingenti militari e crescente invio di personale specializzato appartenente alle Forze di Polizia, in particolare del Corpo della Guardia di Finanza e della Giustizia. Si tratta, in questi ultimi casi, di professionalità molto richieste dalle Nazioni Unite e verso le quali andrà qualificandosi ulteriormente il contributo offerto dall’Italia al mantenimento della pace. In particolare, in Afghanistan, l’Italia è il paese leader nell’opera di riforma del sistema giudiziario, attraverso il riassetto dell’ordinamento, la ricostruzione delle strutture dell’amministrazione giudiziaria, con la relativa istruzione del personale locale (lead Giustizia Afghanistan). In Eritrea e in Etiopia, l’Italia è impegnata nell’opera di delimitazione e demarcazione delle frontiere tra i due paesi. Riprendendo il discorso dell’impiego di personale specializzato delle forze di Polizia nelle operazioni internazionali di Pace ci occuperemo del Corpo della Guardia di Finanza, specificando, nel corso della storia, il ruolo e le funzioni affidategli nell’ambito delle missioni estere.

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1. I COMPITI ISTITUZIONALI DELLA GUARDIA DI FINANZA La Guardia di Finanza è uno speciale Corpo di Polizia dello Stato Italiano che dipende direttamente dal ministro dell'Economia e delle Finanze, è organizzato secondo un assetto militare e fa parte integrante delle Forze Armate dello Stato oltre che della Forza Pubblica. I compiti della Guardia di Finanza sono sanciti dalla legge di ordinamento del 23 aprile 1959, n. 189 e consistono nella prevenzione, ricerca e denunzia delle evasioni e delle violazioni finanziarie, nella vigilanza sull’osservanza delle disposizioni d’interesse politico-economico, nella sorveglianza in mare per fini di polizia finanziaria, concorre al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica e la difesa politico militare delle frontiere. Il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68 ha previsto, in attuazione dei principi direttivi della legge n. 78/2000: la missione della Guardia di Finanza come Forza di polizia a competenza generale su tutta la materia economica e finanziaria; l'estensione delle facoltà e dei poteri riconosciuti per legge ai militari del Corpo in campo tributario a tutti i settori in cui si esplicano le proiezioni operative della polizia economica e finanziaria; l'affermazione del ruolo esclusivo della Guardia di Finanza quale polizia economica e finanziaria in mare; la legittimazione del Corpo a promuovere e sviluppare, coma 2

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