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Educazione alle famiglie con paziente affetto da morbo di Parkinson: ricerca quali-quantitativa

La malattia di Parkinson è una patologia degenerativa del Sistema Nervoso Centrale caratterizzata da rallentamento motorio, rigidità muscolare e tremore e, da un punto di vista morfologico, dalla degenerazione dei neuroni della sostanza nera del mesencefalo ventrale. I neuroni della sostanza nera producono Dopamina, che agisce da messaggero chimico sulle cellule nervose del tessuto striato, portando informazioni fondamentali per il controllo dei movimenti, dell’equilibrio, della marcia e della postura del corpo.Nel momento in cui le cellule danneggiate raggiungono l’80% iniziano a manifestarsi i primi sintomi della Malattia di Parkinson.
La durata media stimata della malattia è di 8-10 anni.Sia l’incidenza che la prevalenza aumentano con l’età, infattiL’ INCIDENZA in Italia è di 20 nuovi casi/100.000 ab. anno Età ≤ 40 a.a. e di 120nuovi casi/100.000 ab. anno Età ≥ 70 a.a:LA PREVALENZA in Italia cresce in modo lineare con l’aumentare dell’età; infatti è di 70 casi/100.000 ab. Età ≤ 50 a.a e 260 casi/100.000 ab. Età ≥ 70 a.a
Si prevede che la prevalenza della malattia aumenterà di circa 3 volte nei prossimi 50 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione. Questo lavoro nasce dall’interesse sorto durante il tirocinio svolto presso il CAD dell’ASL RMF/1 di Civitavecchia, dove mediante un’osservazione partecipata del ricercatore e rivolgendo alcune domande (il tempo dedicato all’educazione sanitaria, la percezione, dei pazienti e dei familiari, circa il lavoro svolto dall’operatore del CAD, l’organizzazione dell’assistenza, e le informazioni fornite agli utenti) agli operatori del servizio, utilizzando un’intervista semi strutturata a risposta aperta, si è potuto percepire una buona qualità di assistenza. Il bacino di utenza dell’ASL RM/F1 è di 80.000 abitanti, i pazienti in carico al CAD sono 350, i quali sono assistiti da 12 infermieri appartenenti alla cooperativa e 5 infermieri del ASL che si occupano della parte amministrativa. Il rapporto infermiere/paziente è di 1/29 pazienti.
Il campione intervistato ha un'età compresa tra i 25 e 40 anni, con anni di servizio in media di 3 anni. In letteratura il paziente con Parkinson, viene definito un anziano fragile, la fragilità è data dalla presenta di un’età avanzata, polipatologia, disabilità, e una compromissione fisica, psichica e sociale, pertanto necessità di un’assistenza domiciliare costante, in cui diverse figure professionali che costituiscono un’èquipe multidisciplinare, devono realizzare un piano di intervento individualizzato e personalizzato attraverso la valutazione dei bisogni del pz stesso.Gli infermieri del CAD dell’ASL RM/F1, per la valutazione infermieristica seguono il proposto della teorica Virginia Henderson basato sui 14 bisogni fondamentali di ogni essere umani.
Partendo dalla percezione avuta durante il tirocinio, ho voluto valutare, oggettivamente, il grado di soddisfazione degli utenti e familiari con malattia di Parkinson assistiti dagli infermieri del CAD dell’ASL RM/F1, ipotizzando che i pazienti sono soddisfatti dell’assistenza erogata dagli infermieri del CAD.Il campione preso in esame è di convenienza, 20 pazienti, con un’ età media di 75 anni, con diagnosi di Parkinson da più di 6 anni, che sono in carico al CAD e hanno una presenza costante di un familiare 30% e/o badante 70% 14 su 20; sono stati esclusi i pazienti con Parkinson domiciliati nelle strutture sanitarie residenziali, non seguiti dal CAD, che non hanno un referente stabile, familiare o badante.E’ stata effettuata una ricerca quantitativa, attraverso un questionario strutturato, validato, suddiviso in due sezioni, la prima sezione rappresentata da una parte introduttiva anagrafica del paziente in cui veniva chiesto:1.età del paziente; media 75 anni2. sesso del paziente; 16 uomini 4 donne3.da quanti anni è affetto dalla patologia; media 6-10 anni 4.da chi e assistito quotidianamente. 14 badante 6 familiare
La seconda sessione del questionario è suddivisa il 5 are1.Organizzazione,costituita da n.3 item;2.Stile empatico, costituita da n.6 item (da n.4 a n.9);3.Stile professionale, costituita da n.5 item (da n.10 a n. 14);4.Comunicazione e informazione, costituita da n.5 item (da n. 15 a n. 19);5.Educazione terapeutica, costituita da n.2 item (n. 20 e n. 21).Le 5 aree sono composte da 21 domande a risposta chiusa tipo scala Likert a 4 risposte (mai, qualche volta, spesso, sempre), tranne gli item n.9 e n.10 che hanno come risposta si o no.I dati sono stati analizzati ed elaborati tramite un sistema di statistica descrittiva.

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III INTRODUZIONE Nell’ultimo secolo si è verificato un progressivo e costante allungamento della vita media della popolazione, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. Secondo le stime della Commissione Europea nel 2020 l’incidenza degli anziani raggiungerà in Europa una quota compresa tra il 25% e il 29% della popolazione. L’età avanzata, la polipatologia, il rischio di compromissione fisica, di disabilità, la compromissione funzionale, psichica e sociale, costituiscono gli elementi caratterizzanti della cosiddetta “fragilità” dell’anziano. Da un punto di vista clinico, l’anziano fragile ha bisogno di un'integrazione di servizi sanitari e sociali finalizzati a realizzare, attraverso diverse figure professionali, un piano di intervento individualizzato e personalizzato tramite una adeguata valutazione delle aree problematiche del paziente stesso. Lo scopo dell’assistenza all’anziano è di garantire un piano di intervento ad ampio raggio e al tempo stesso individualizzato per quella specifica situazione di fragilità attraverso una duplice funzione, quella valutativa e quella relativa all’intervento. L’infermiere ricopre un ruolo determinante nel processo di assistenza rivolto al paziente e alla sua famiglia. Egli, è situato all’interno di un'équipe multidisciplinare che interagisce con la famiglia e con il paziente stesso, coinvolgendoli attivamente nel piano di cura. Il ruolo infermieristico nell’educazione sanitaria è quello di trasferire conoscenze atte a mantenere il più a lungo possibile, e ripristinare ove possibile, il maggior grado di autonomia del paziente e della diade paziente-famiglia, dando a quest’ultima gli strumenti più idonei per affrontare una condizione così articolata e complessa. La malattia di Parkinson è una malattia terribile, insanabile e cronica; è una patologia nota da tempo e i progressi della medicina l’hanno resa una malattia la cui affezione permette diversi anni di sopravvivenza, tuttavia non se ne conoscono né le cause né le terapie efficaci per una guarigione. La prevalenza della malattia, in Italia è di 260 casi /100.000 abitanti.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Monica Pinardi Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5837 click dal 15/02/2012.

 

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