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Variabilità interannuale delle caratteristiche termoaline nel Canale di Sicilia da campagne oceanografiche

Informazioni tesi

  Autore: Elisabetta De Leo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
  Relatore: Marco Marcelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

Studi climatici recenti hanno mostrato un’alta sensibilità del Mar Mediterraneo agli effetti prodotti dal sistema atmosferico a larga scala. Questi cambiamenti hanno prodotto una rapida modificazione della cella termoalina del bacino orientale.
La rapida risposta del bacino Mediterraneo fornisce un importante segnale della variabilità interannuale della circolazione che può persino prevalere sul ciclo annuale.
I due sottobacini, il Mediterraneo occidentale e orientale,sono soggetti a differenti regimi sia atmosferici che idrologici che possono essere per questo ben identificati monitorando, a lungo termine, le proprietà delle masse d’acqua passanti attraverso il così detto “triangolo” i cui vertici coincidono con la Sardegna, Tunisia e Sicilia, regione chiave per il controllo dello scambio di masse di acqua tra il Mediterraneo occidentale ed orientale. Canali e stretti, quali zone di transizione, rappresentano integratori delle variabilità che avvengono nei bacini adiacenti.
L’osservato aumento dagli anni ‘80 ad oggi della temperatura e del contenuto di sale delle masse d’acqua intermedie e profonde del Mediterraneo orientale indotto dall’EMT (Eastern Mediterranean Transient), si sono manifestate allo Stretto di Sicilia con sensibili variazioni nei trasporti di volume, calore e sale. Il monitoraggio di questi parametri consente, quindi, di avere a disposizione un indicatore della variabilità climatica dell’intera circolazione termoalina.
Lo scopo di questo lavoro si inserisce in questo scenario. Ad una prima analisi sinottica,necessaria per definire la dinamica della circolazione delle sezioni studiate (Canale di Sicilia e passaggio Sicilia-Sardegna) tramite l’utilizzo dei dati idrologici delle campagne oceanografiche MATER7 e MEDOCC05, segue un’analisi di tipo climatica in cui la circolazione termoalina, in particolare l’acqua levantina, verrà esaminata prima e dopo il periodo transiente. Tale analisi ha fornito risultati che confermano gli effetti dell’evento transiente, fornendo un’ulteriore prova di un costante aumento nei valori di temperatura e salinità sia negli strati intermedi che profondi. L’individuazione di una massa d’acqua presente nei transetti monitorati durante la medocc05, e non riscontrata nella mater7, suggerisce come il segnale dell’EMT non si ripercuote soltanto nelle proprietà della LIW (massima salinità), ma come si sia propagato in tutto il bacino mediterraneo apportando la formazione di nuove acque dense. Tale massa d’acqua è la WIW (Winter Intermediate Water), prodotta nell’ovest Mediterraneo e legata alle interazioni aria-mare.
Questo lavoro da solo non ha potuto dimostrare l’esistenza della variabilità interannuale del bacino per questo motivo i dati ottenuti saranno comparati con quelli utilizzati a lungo termine esaminati da Gasparini et al.,2005.

Le acque del Mediterraneo hanno sulla circolazione dell’oceano globale un’importanza notevole; il continuo monitoraggio si rende quindi necessario per poter identificare i cambiamenti nel periodo in cui accadono e per poterne seguire la loro evoluzione.

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5 Abstract Studi climatici recenti hanno mostrato un’alta sensibilità del Mar Mediterraneo agli effetti prodotti dal sistema atmosferico a larga scala. Questi cambiamenti hanno prodotto una rapida modificazione della cella termoalina del bacino orientale. La rapida risposta del bacino Mediterraneo fornisce un importante segnale della variabilità interannuale della circolazione che può persino prevalere sul ciclo annuale. I due sottobacini,il Mediterraneo occidentale e orientale,sono soggetti a differenti regimi sia atmosferici che idrologici che possono essere per questo ben identificati monitorando,a lungo termine,le proprietà delle masse d’acqua passanti attraverso il così detto “triangolo” i cui vertici coincidono con la Sardegna,Tunisia e Sicilia,regione chiave per il controllo dello scambio di masse di acqua tra il Mediterraneo occidentale ed orientale. Canali e stretti,quali zone di transizione, rappresentano integratori delle variabilità che avvengono nei bacini adiacenti. L’osservato aumento dagli anni ‘80 ad oggi della temperatura e del contenuto di sale delle masse d’acqua intermedie e profonde del Mediterraneo orientale indotto dall’EMT (Eastern Mediterranean Transient),si sono manifestate allo Stretto di Sicilia con sensibili variazioni nei trasporti di volume, calore e sale. Il monitoraggio di questi parametri

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Parole chiave

variabilità interannuale
canale sicilia
winter intermediate water

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