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Spunti di critica all'idealismo crociano: Giuseppe Rensi lo scettico credente

Oggetto del presente lavoro è quello di approfondire il pensiero politico di due filosofi ed intellettuali italiani: Benedetto Croce e Giuseppe REnsi. Da un parte, B. Croce, una figura intorno alla quale ruota gran parte della vita politica e culturale italiana nella prima metà del diciannovesimo secolo. Dall'altra parte il pensiero di Rensi, non ancora molto conociuto, in particolar modo in ambiente accademico, il quale però si caratterizza in modo rilevante soprattutto grazie alla sua eccentricità. La tesi si propone di evidenziare il pensiero di REnsi mettendolo in diretta relazione con quello di Croce, cercando di evidenziare le differenti strade percorse dai due alla luce degli eventi storici di cui entrambi furono attori fondamentali.

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Spunti di critica all'idealismo crociano: Giuseppe Rensi lo scettico credente Introduzione Di là dalla nostra coscienza di uomini e da quanto vive, muore e puzza nella nostra coscienza, la storia sembra aver preso impegno di giustificare come necessaria e logica sulla linea di un fatale progresso, ogni cosa accaduta. E in definitiva può esser così perchè ogni male in cui si spegne un bene ha sempre finito per riprodurre nuovo e giovane e più grande quel bene. Ma che da questo esser così si tragga poi, come la serena constatazione storica porta, una specie di fede dottrinaria nella necessità, nella fatalità delle cose che avvengono è pericolosissimo. Una simile fede non fa che arrestare l'uomo e distoglierlo dal combattimento. È il 1937 e la guerra si appresta nuovamente a scuotere gli animi di coloro che hanno avuto la (s)fortuna, di vivere quegli anni di atroci dolori e, insieme, di esaltanti passioni. Con queste parole Elio Vittorini apre un suo piccolo saggio sui Vespri Siciliani pubblicato nella rivista Letteratura . Sfortunatamente, per quanto degno di interesse speculativo, questo non sarà l'argomento sul quale ci soffermeremo nel presente lavoro; tuttavia queste, seppur poche parole sono significative perchè racchiudono inaspettatamente il nocciolo del nostro discorso, a dimostrazione di come le speculazioni teoriche trovino costantemente eco anche in ambiti diversi da quelli loro propri, liquefacendosi nell'opinione pubblica e divenendo materia di dibattito, potremmo dire, magari azzardando, popolare. Lo scrittore ha espresso, in questi due periodi, con particolare efficacia due punti centrali di un discorso che gli autori da noi presi in considerazione nel presente lavoro, Croce e Rensi, affrontano con particolare intensità, approdando a diverse conclusioni. In primis la necessarietà del male nella storia , in secondo luogo la V

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo D'Alessandro Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 701 click dal 14/02/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.