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"I nuovi principi" : Machiavelli nel dibattito sui totalitarismi del XX secolo

In questa tesi sono analizzate solo alcune delle più rilevanti espressioni della sterminata produzione storiografica su Machiavelli, che soprattutto nei primi decenni del 1900, ha visto il nome di Machiavelli associato agli esiti della catastrofe europea novecentesca e quindi lo ritroviamo nel dibattito sui totalitarismi del ventesimo secolo.
Il primo capitolo è improntato sull’analisi della prassi storica e politica di Machiavelli di come si è sviluppato il suo pensiero. Inoltre viene effettuato un breve excursus del machiavellismo nella letteratura fino al 1900, con un paragrafo specifico su Raymond Aron, che a differenza degli autori citati nei capitoli successivi, è stato il primo ad approfondire esplicitamente la questione machiavelliana in riferimento ai totalitarismi.
Il secondo capitolo analizza l’ utilizzazione e la presenza di Machiavelli nel regime fascista e nazista, in particolare soffermandoci sulle letture più significative di Machiavelli nei primi decenni del ventesimo secolo, improntate sul rapporto fra il capo e le masse. Abbiamo un interpretazione secondo cui la relazione fra il principe e le masse doveva essere risolta da una politica autoritaria e spregiudicata, quindi con una politica che non ha alcun rapporto con la morale, ma è l’opera del più forte.
Il terzo capitolo è caratterizzato da una mitologia rivoluzionaria di ascendenza marxista. Nel totalitarismo sovietico, da Lenin a Stalin, il Segretario fiorentino è poco presente, ad eccezione dei simpatizzanti di Trockij, che attraverso l’opera machiavelliana si confrontavano con la contemporanea realtà russa. L’unico che nella tradizione marxista si cimentò a teorizzare la lezione di Machiavelli fu Gramsci.

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INTRODUZIONE Analizzando la produzione letteraria su Machiavelli non ci si deve stupire di fronte all’enorme quantitativo di pubblicazioni incentrate sugli scritti e sugli insegnamenti del Segretario. Assistiamo, di fatto, alla pubblicazione e alla divulgazione di un notevole numero di monografie e manuali ad hoc , che sradicano un complesso armamentario teorico, sviluppato nel XVI secolo, per riadattarlo, totalmente o in parte, alle problematiche della società contemporanea. Ed è interessante notare come Machiavelli, addirittura, possa “entrare” in ogni ambito, non solo quello politico. A dimostrazione di ciò è opportuno citare Antony Jay , u n economista anglosassone, che nel 1968 ha pubblicato un libro su Machiavelli e i dirigenti d’azienda in cui i grandi imprenditori industriali vengono raffigurati come novelli principi e il neo-capitalismo , nel suo sviluppo, è visto addirittura secondo le teorie machiavelliane sui principati. Quindi scopriamo così l’esistenza di un Machiavelli fonte di consigli per manager che desiderano incrementare la loro leadership aziendale, un Machiavelli che assurge al ruolo di guru del marketing 1 , uno per femministe 2 , uno ispiratore delle attività di lobby presso le Istituzioni Europee 3 , uno il cui pensiero può in qualche modo giustificare lo sgancio della bomba atomica 4 . Troviamo poi un Machiavelli dedicato ai bambini, anche in versione a fumetti, uno per professori universitari, principi del mondo accademico, uno per i 1  T. Michael, Niccolò Machiavelli as relationship marketing guru , in P. Harris, A. Lock e P. Rees, Machiavelli, marketing and management , London, Routledge, 2000. 2  R. Harriet, The Princessa: Machiavelli for women , Dell Publishing 1997. 3  R. Van Schendelen, Machiavelli in Brussels The art of lobbying in the Eu, Amsterdam, Amsterdam University Press, 2002. 4  M. Elton, Machiavelli and the atomic bomb 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Carmela Vottariello Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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