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Indagine conoscitiva nella pratica clinica infermieristica: EBN e resistenza al cambiamento

Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Paparella
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Luciana Moschettini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 177

Nell’indagine che ho svolto nel corso di questi mesi, ho cercato di “dipingere” la realtà delle UU.OO. di medicina e di chirurgia dell’A.C.O. San Filippo Neri, in merito alle resistenze al cambiamento che avvengono quotidianamente, in rlazione alle nuove evidenze scientifiche, non tralasciando il fatto che un bagaglio di cultura, informazione e dinamismo verso il futuro, possono certamente precludere la strada a queste barriere. Ma per fare ciò dobbiamo prima cambiare il nostro modus vivendi e il nostro modus operandi.

Il disegno che ne è uscito fuori, però, rappresenta relativamente ciò che realmente gli operatori della salute conoscono e non conoscono, sanno o non sanno fare, le motivazioni che li spingono o meno a progettare un cambiamento, le convinzioni da cui sono “affetti” e perché no, anche dal regime di risorse sanitarie di cui sono dotati, sia che esse siano risorse intrinseche che estrinseche all’equipe. Ma purtroppo non possiamo farci nulla, noi “possiamo dipingere solo con i colori che ci hanno dato”.

Il mio lavoro di ricerca è servito semplicemente ad invitare nuovamente l’equipe infermieristica a tastare nuovi terreni e valutare nuovi confini, oltre che certamente a dare a me stessa una fortissima soddisfazione, per avere intrapreso un argomento di ricerca che non credo sia mai stato affrontato da qualsiasi studente proveniente dalla laurea di base.

Dalla ricerca da me effettuata è possibile vedere come molti infermieri pur non sapendo assolutamente che cosa si intendesse per EBN, procedura, protocollo e linea guida, oppure la confondendole con altre affermazioni, assrivano comunque che attraverso le loro esperienze e le loro abilità sarebbero stati in grado di mettere in atto il contenuto delle linee guida, oppure che non si sono mai interessati di verificare quali fossero le ultime evidenze scentifiche.

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INTRODUZIONE Le motivazioni che mi hanno indotto ad elaborare una tesi su questo argomento sono legate al tirocinio previsto nel mio piano di studi, effettuato nell’ A.C.O. San Filippo Neri di Roma, che mi ha permesso di osservare molto da vicino i comportamenti degli infermieri e di valutare sulla bilancia il peso delle loro esperienze e delle loro conoscenze. Infatti troppe volte mi sono trovata di fronte alla medesima situazione, cioè il fatto che molto spesso ciò che studiavo sui libri universitari risultava essere in antitesi con ciò che veniva realmente effettuato. Per fare un esempio, quando mi trovavo di fronte ad una medicazione nessun infermiere ha mai saputo citarmi alcuna linea guida o comunque un sito web dal quale avrei potuto estrarre delle informazioni preziose in merito all’argomento, oppure mi sentivo ripetere spesso che “ciò che si studia sui libri non è conforme alla realtà, che quello che serve è solo l’esperienza e che se fino ad oggi si è sempre medicato in quel modo allora è giusto che si continui così”. Così dal ripetersi di questa frase, seppure con parole diverse, è suscitato in me il desiderio di indagare il perché gli infermieri risultino essere così restii alle nuove evidenze, alle nuove scoperte e soprattutto perché si da così poco peso alla conoscenza e così tanto invece all’esperienza. Da questa domanda è scaturita un’ “indagine conoscitiva nella pratica clinica infermieristica” per capire se, come e quanto gli infermieri conoscano le “evidenze scientifiche” e quali

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