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Potere del Web/potere nel Web. La metamorfosi delle categorie politiche al tempo dei Social Network.

Tesi sperimentale tripartita: opinione pubblica, propaganda e social network. Come l'introduzione del Web 2.0, a partire dal 2001, abbia influenzato la comunicazine politica, rovesciato le dinamiche di eterodirezione a favore di una partecipazione degli utenti/cittadini nell'informazione e nella comunicazione politica. La figura dell'uomo-nodo come nuovo idealtipo umano nei tempi del social network e della società in rete.
La prima parte è dedicata all’opinione pubblica, o per meglio dire all’analisi che Habermas fa dell’opinione pubblica all’interno della sua opera Storia e critica dell’opinione pubblica e ad un commento strutturato storicamente. Seguendo il testo di riferimento e incrociando le sue tesi con un lavoro di ricerca più psicologica che sociologica (La spirale del silenzio di Elisabeth Noelle-Neumann) si tenta di inquadrare storicamente quella che è stata definita nei secoli, con molteplici sfaccettature, come “opinione pubblica”. Ripercorrendo il pensiero di autori fondamentali della filosofia moderna e contemporanea, si tenta di familiarizzare con i non immediati concetti di opinione e pubblico che compongono lo stesso “concetto esteso” preso in esame. […]
La seconda parte della tesi si concentra per questo in maniera più puntuale sulla propaganda, su questo strumento a disposizione delle minoranze dominanti per influenzare e manipolare le masse, anche grazie all’uso delle innovazioni in campo tecnologico. Per andare oltre la fase pionieristica, ma già rappresentativa, della prima guerra mondiale, si approfondisce l’uso quasi artistico che della propaganda e della manipolazione totalitaria di corpi e menti fece il regime nazionalsocialista seguendo il ministro Joseph Goebbels. Le tecniche usate dal nazionalsocialismo, come Adorno ci aiuta a sottolineare nella sua critica, non ebbero fine con esso e con il suo folle sogno di dominio planetario, bensì andarono ad implementare le tecniche propagandistiche della società dei consumi, politicamente libera, ma – ancora secondo il francofortese – sostanzialmente assoggettata al dominio del “bisogno indotto” fin nel suo aspetto più marginale: il consumo della popular music. […]
La terza parte della tesi propone il nostro ragionamento filosofico-politico e sociologico sul Web 2.0, ossia sull’innovazione tecnologica che, a nostro modo di ragionare, avrebbe messo in difficoltà lo schema televisivo così ben descritto da Sartori in questo estratto. Nel Web 2.0, per le possibilità che noi ci vediamo e qui vogliamo evidenziare, l’etero-direzione troverebbe delle cariche resistenti costituite dai legami tra gli utenti interconnessi e da nuove sfere di pubblica discussione, a cui il cittadino globale, fin qui travolto dalla liquidità senza appigli della modernità, darebbe un valore di dignità di fede altro e di sempre maggiore influenza rispetto a quello del mezzo di comunicazione dominante.

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4 INTRODUZIONE “Non è il caso né di aver paura né di sperare, ma bisogna cercare nuove armi.” 1 G. Deleuze Il lavoro di tesi che il candidato vuole qui proporre è un approfondimento volto ad analizzare la mutazione delle categorie politiche negli ultimi dieci anni, alla luce dell’introduzione del Web 2.0 e dei Social Network. La tesi è stata suddivisa in tre parti principali in modo da creare, in maniera che si vorrebbe lineare, un discorso che porti alle speculazioni presenti nell’ultimo capitolo, ossia alla proposta di un nuovo idealtipo umano: quello dell’uomo-nodo al tempo della società in Rete. La prima parte è dedicata all’opinione pubblica, o per meglio dire all’analisi che Habermas fa dell’opinione pubblica all’interno della sua opera Storia e critica dell’opinione pubblica e ad un commento strutturato storicamente. Seguendo il testo di riferimento e incrociando le sue tesi con un lavoro di ricerca più psicologica che sociologica (La spirale del silenzio di Elisabeth Noelle- Neumann) si tenta di inquadrare storicamente quella che è stata definita nei secoli, con molteplici sfaccettature, come “opinione pubblica”. Ripercorrendo il pensiero di autori fondamentali della filosofia moderna e contemporanea, si tenta di familiarizzare con i non immediati concetti di opinione e pubblico che compongono lo stesso “concetto esteso” preso in esame. Importante è per noi attraversare il pensiero di Locke, ad esempio, per chiarire da subito come l’opinione, in quanto credenza, giudizio di valore, doxa, colpisca dapprima il soggetto, per poi essere esteso alla sua dimensione sociale delle moderne masse creando una sorta di alone di mistico dominio sull’uomo, maggiore rispetto alla ragione e alle sue leggi: “Il raisonnement è illuminante, stimolante, interessante, ma non può esercitare una pressione tale che non una su diecimila persone le rimanga indifferente – per citare la Law of Opinion di Locke. […] Il concetto di opinione pubblica razionale è basato sulla nozione di cittadino responsabile (solo una piccola porzione informata e impegnata della popolazione partecipa effettivamente) […] mentre il concetto di “opinione pubblica come controllo sociale” riguarda tutti i membri della società. Si 1 Deleuze, G., Poscritto sulle società di controllo (1990), in Id., Pourparler, Quodlibet, Macerata, 2000, p. 235.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Huber Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.