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La maschera nelle avanguardie teatrali del Novecento

Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Aiale
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Linguaggi Multimediali e Informatica Umanistica
  Relatore: Lorenzo Mango
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

La scelta dell'argomento di questa tesi nasce dalla volontà di seguire, seppure limitatamente all'ambito teatrale novecentesco, il percorso e l'evoluzione di uno degli oggetti più antichi al mondo: la maschera.
L'arco di tempo selezionato ha portato all'analisi, nel primo capitolo, della poetica e degli studi di personaggi chiave del Novecento, quali sono stati Edward Gordon Craig e Oskar Schlemmer, per poi estendere la ricerca ai movimenti avanguardisti che hanno avuto grande influenza nel medesimo periodo. Ciò che è emerso è una impellente necessità di mettere in atto delle riforme che possano andare incontro al generale clima di crisi che colpisce la nozione di realtà e che, ovviamente, si riversa sull'individuo. L'uomo inizia così a riflettere su se stesso e a produrre alter-ego di vario tipo, come la maschera, il robot o la marionetta che generano il grande tema del Doppio, leitmotiv di gran parte del teatro del primo Novecento.
La ricerca è stata poi circoscritta ad una determinata area geografica, la Francia dove, grazie a Jacques Copeau, si sviluppa un modo nuovo di pensare alla maschera, prettamente pedagogico: la maschera non più come "oggetto utile", ma come "mezzo necessario".

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Introduzione “Ci fu un tempo in cui la maschera serviva per la guerra, quando la guerra era considerata arte. Ci fu un tempo in cui la maschera veniva usata per le cerimonie, perché si pensava che il solo volto non fosse abbastanza forte. Venne il momento in cui la maschera fu scelta dai grandi del teatro classico: Eschilo, Sofocle, Euripide. Venne il tempo in cui l’attore superbo non volle coprire il suo volto e gettò la maschera. Un tempo per il gioco dei bimbi e le feste mascherate. Oggi dobbiamo creare una maschera nuova, rifiutando di ricorrere all’archeologia del passato, che riesca a dare un volto all’anima dell’attore per fare più grande il teatro”. 1 E. G. Craig, The Mask. A Monthly Journal of the Art of the Theatre , 1908-1929 La scelta dell'argomento di questa tesi nasce dalla volontà di seguire, seppure limitatamente all'ambito teatrale novecentesco, il percorso e l'evoluzione di uno degli oggetti più antichi al mondo: la maschera. L'arco di tempo selezionato ha portato all'analisi, nel primo capitolo, della poetica e degli studi di personaggi chiave del Novecento, quali sono stati Edward Gordon Craig e Oskar Schlemmer, per poi estendere la ricerca ai movimenti avanguardisti che hanno avuto grande influenza nel medesimo periodo. Ciò che è emerso è una impellente necessità di mettere in atto delle riforme che possano andare incontro al generale clima di crisi che colpisce la nozione di realtà e che, ovviamente, si riversa sull'individuo. L'uomo inizia così a riflettere su se stesso e a produrre alter-ego di vario tipo, come la maschera, il robot o la marionetta che generano il grande tema del Doppio, leitmotiv di gran parte del teatro del primo Novecento. La ricerca è stata poi circoscritta ad una determinata area geografica, la Francia dove, grazie a Jacques Copeau, si svilppa un modo nuovo di pensare alla maschera, prettamente pedagogico: la maschera non più come 'oggetto utile', ma come 'mezzo necessario'. Protagonista di questa importante svolta è la maschera neutra, la cui popolarità sarà consolidata da 1 Cit. in Donato Sartori, La casa delle maschere , www.delfinierranti.org 2

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Parole chiave

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