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Le Commissioni per la Verità e la Riconciliazione: Profili di Diritto Internazionale

L'esperienza delle Commissioni per la Verità e la Riconciliazione e la sua conformità alle norme del diritto internazionale, del diritto penale internazionale e ai principi fondamentali di tutela dei diritti umani fondamentali.
Nel corso del secolo appena terminato l’umanità è stata testimone, e insieme vittima e responsabile, di una serie di crimini che, per violenza e barbarie, non hanno eguali nelle epoche precedenti. Sarà qui sufficiente ricordare l’avvento al potere di regimi sanguinari, lo scoppio di due guerre mondiali e di una miriade di conflitti in ogni angolo del mondo, l’impiego di armi dalla carica distruttiva non immaginabile fino a un recente passato e le feroci repressioni subite da civili inermi per la loro appartenenza etnica o altre ragioni discriminatorie.
L’ordine che regolava i rapporti internazionali, fondato sul precario equilibrio di potenza tra gli Stati e gli Imperi di allora, non poteva che risentire in particolare di quanto accadde in Europa e nel mondo tra il 1939 e il 1945.
Il periodo che va dal secondo conflitto mondiale a oggi ha costituito un momento critico nel processo evolutivo del diritto internazionale, in cui si è potuto assistere se non a una vera e propria rottura con il passato, al verificarsi di fatti e alla comparsa di istanze che ne hanno condizionato il successivo evolversi. L’esigenza di tutelare i diritti umani fondamentali, particolarmente sentita dopo i massacri commessi, può essere considerata come il principale fattore di tale cambiamento e trovò una prima attuazione in tre momenti di eccezionale importanza: la creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, la cui Carta istitutiva fu firmata a S. Francisco il 26 giugno del 1945 ed entrò in vigore il 24 ottobre dello stesso anno, l’istituzione del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, la cui prima sessione si tenne a Berlino il 18 ottobre del 1945 e l’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il 10 dicembre del 1948. L’istituzione dell’ONU aveva come principali obbiettivi il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo, senza distinzione di razza, sesso, lingua e religione. Costituiva il coronamento di un processo che, fin dal tempo della Società delle Nazioni, mirava alla soluzione delle controversie internazionali mediante gli strumenti della cooperazione e dell’integrazione, non più intese come mere somme di accordi bilaterali, ma istituzionalizzate in un’organizzazione dotata di mezzi e poteri che consentissero il perseguimento dei fini ad essa assegnati su base convenzionale.

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CAPITOLO PRIMO Il fardello del passato e la battaglia per la verità Sommario: 1.1. Introduzione; 1.2. La comparsa delle commissioni per la verità; 1.3. Cenni sulle commissioni fino a oggi istituite. Africa; 1.3.1. America Latina; 1.3.2. Asia; 1.3.3. Europa; 1.4. Una possibile definizione; 1.5. Il problema dei rimedi. 1.1. INTRODUZIONE Nel corso del secolo appena terminato l’umanità è stata testimone, e insieme vittima e responsabile, di una serie di crimini che, per violenza e barbarie, non hanno eguali nelle

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberto Marchegiani Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.