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La certificazione energetica - Analisi delle normative europee

Informazioni tesi

  Autore: Simona Calusini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Architettura
  Corso: Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
  Relatore: Vincenzo Corrado
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

L’attenzione all’ambiente ed al risparmio energetico è diventata negli ultimi decenni una delle costanti nel panorama non solo scientifico ma anche architettonico mondiale. La riduzione dei consumi di energia e la conseguente diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra sono salite dunque ai primi posti tra le preoccupazioni dei Capi di Stato e delle organizzazioni mondiali, in modo da garantire alle generazioni future un pianeta vivibile.
E’ in questa direzione che si è mossa l’Unione Europea sin dal 2002 attraverso la direttiva 2002/91/CE ed i provvedimenti seguenti (fino ad arrivare all’ultima direttiva emanata, la 2010/31/UE), mirati ad incentivare l’utilizzo di tecnologie intelligenti e fonti di energia alternative, nonché metodologie di costruzione ‘intelligenti’.
Tagli agli sprechi, sviluppo di tecnologie a basso impatto, attenzione alle caratteristiche climatiche locali, è quanto viene chiesto dall’Unione attraverso le direttive europee ad ogni Stato membro, tenuto a sviluppare una propria normativa nazionale che sia in linea con le aspettative e gli obiettivi comunitari e allo stesso tempo capace di interpretare le necessità proprie del territorio.
Fulcro di tutto il processo è l’Attestato di Certificazione Energetica, richiesto dall’Unione Europea per ogni edificio di nuova costruzione e, in caso di vendita o affitto, per gli edifici esistenti. Questo certificato è infatti segno di una volontà di cambiare non solo le regole, ma la stessa mentalità delle persone: rendendo più semplice ed immediata la conoscenza delle caratteristiche fisico-ambientali della propria abitazione, nonché dando la possibilità di beneficiare di incentivi economici in caso di costruzioni a basso impatto ambientale, i governi mirano infatti a sviluppare una coscienza che miri a sviluppare, con intenti comuni, un interesse globale per la salvaguardia degli ecosistemi e uno sfruttamento razionale e lungimirante delle risorse energetiche.
Lo scopo di questo elaborato è dunque di analizzare le diverse metodologie utilizzate ai vari livelli istituzionali, a partire dall’Unione Europea fino ai principali Stati membri, per conseguire gli obiettivi comuni. Si arriva quindi a confrontare tra di loro i risultati raggiunti dalle normative nazionali nell’ottica dell’efficienza energetica delle costruzioni, che siano esse di nuova progettazione oppure preesistenti.
Proprio partendo da questi presupposti, nel secondo capitolo si analizzano non solo gli obiettivi fissati dall’UE per il risparmio energetico nell’edilizia, ma anche gli strumenti messi a disposizione dall’Unione stessa per raggiungere i predetti obiettivi: commissioni, procedure, campagne di informazione e norme tecniche.
Lasciato alle spalle il contesto più generico delle linee guida europee, nel terzo capitolo si scende nello specifico con un’analisi delle metodologie utilizzate da alcuni degli Stati membri (Italia in primis, ma anche Regno Unito, Francia e Germania) ed il recepimento delle indicazioni date dalle direttive europee. Grande attenzione viene prestata alle diverse forme di attestati energetici.
La certificazione energetica, nonostante possa essere intesa come l’ennesimo obbligo normativo dettato dalla burocrazia, deve invece essere considerata un’importante opportunità, non solo per la valorizzazione delle stesse costruzioni (sulla base dell’efficienza energetica), ma soprattutto per le considerevoli ricadute in termini di risparmio economico e di salvaguardia ambientale.

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1 1 - INTRODUZIONE L’attenzione all’ambiente ed al risparmio energetico è diventata negli ultimi decenni una delle costanti nel panorama non solo scientifico ma anche architettonico mondiale. La riduzione dei consumi di energia e la conseguente diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra sono salite dunque ai primi posti tra le preoccupazioni dei Capi di Stato e delle organizzazioni mondiali, in modo da garantire alle generazioni future un pianeta vivibile. E’ in questa direzione che si è mossa l’Unione Europea sin dal 2002 attraverso la direttiva 2002/91/CE ed i provvedimenti seguenti (fino ad arrivare all’ultima direttiva emanata, la 2010/31/UE), mirati ad incentivare l’utilizzo di tecnologie intelligenti e fonti di energia alternative, nonché metodologie di costruzione ‘intelligenti’. Tagli agli sprechi, sviluppo di tecnologie a basso impatto, attenzione alle caratteristiche climatiche locali, è quanto viene chiesto dall’Unione attraverso le direttive europee ad ogni Stato membro, tenuto a sviluppare una propria normativa nazionale che sia in linea con le aspettative e gli obiettivi comunitari e allo stesso tempo capace di interpretare le necessità proprie del territorio. Fulcro di tutto il processo è l’Attestato di Certificazione Energetica, richiesto dall’Unione Europea per ogni edificio di nuova costruzione e, in caso di vendita o affitto, per gli edifici esistenti. Questo certificato è infatti segno di una volontà di cambiare non solo le regole, ma la stessa mentalità delle persone: rendendo più semplice ed immediata la conoscenza delle caratteristiche fisico-ambientali della propria abitazione, nonché dando la possibilità di beneficiare di incentivi economici in

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