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Bologna sulla via del ferro. Progetto di un integratore di mobilità metropolitana per la stazione CAAB

Informazioni tesi

  Autore: Sara Belluzzi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile
  Relatore: Giorgio Praderio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

Il lavoro di tesi si basa su uno studio preliminare svolto a proposito del sistema ferroviario metropolitano bolognese, con particolare attenzione per la linea denominata SFM6, asse ferroviario di cintura, attualmente adibito al solo traffico merci, che il progetto prevede di rifunzionalizzare per garantire anche il trasporto passeggeri, al fine di creare un collegamento stabile tra la Stazione di Bologna Centrale e l’ambito Caab (Centro Agro-Alimentare, distretto commerciale Meraville; Business Park, Facoltà di Agraria, scalo merci San Donato e quartiere Pilastro). Viene inoltre prevista l’ipotesi di realizzare un collegamento ferroviario diretto tra l’Aeroporto G. Marconi e la tratta Bologna-Verona (corridoio I europeo), in questo modo si creerebbe un nuovo sistema di stazioni metropolitane, facenti capo alla Stazione Centrale, oggetto di ampia e diffusa riqualificazione. La tesi si è concentrata in modo particolare sulla progettazione della stazione dislocata allo Scalo merci San Donato, ritenuto ambito di fondamentale importanza per la riorganizzazione e rivitalizzazione dell’intero comparto denominato Caab, oggetto anch’esso di importanti trasformazioni.

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3 INTRODUZIONE Il viaggio inizia qui, in un’area sconosciu- ta ai più della Città di Bologna, la cui ca- ratteristica è richiusa in un acronimo: CAAB, che per molti può risultare incomprensibile. All’inizio lo è stato anche per me, perchè la mia conoscenza di questa città, sviluppatasi durante gli anni di studio universitario, fino ad allora si era limitata alle aree più rino- mate della città, quelle del centro storico e della zona universitaria. Poi, il mio relatore, Prof. Praderio, mi ha parlato di quest’area, da lui definita come un “cestino” perchè negli ultimi anni ha raccolto al suo interno alcune funzioni, peraltro altamente strategiche, che non potevano - o non volevano - essere collo- cate altrove. Il Centro Agro-Alimentare Bolognese - è que- sta è la soluzione dell’acronimo - ospita prin- cipalmente l’apparato distributivo del setto- re agro-alimentare cittadino, ed è proprio da qui che nascono i principali problemi di que- sto ambito. La struttura, che ospita numerosi depositi e punti di stoccaggio, è attualmen- te sovradimensionata rispetto alle esigenze ed alle richieste del mercato, tanto che parte di questi capannoni non sono utilizzati. E’ chia- ro che una struttura distribuitva di queste dimensioni comporta regimi di traffico e neces- sità infrastrutturali rilevanti e sprattutto necessita di un’attenta analisi urbanistica, per evitare che la sua posizione e l’eventuale interferenza con altre funzionalità presenti nel contesto circostante ne minino l’efficacia. Le difficoltà distributive nel comparto Caab ha generato ulteriori problematiche che hanno coinvolto gli isolati vicini: è il caso, per esempio, della realizzazione nelle immediate vicinanze della nuova sede della Facoltà di Agraria. Il decentramento delle sedi universi- tarie è stato proposto ed appoggiato dall’in- tera Amministrazione per evitare un sovraffol- lamento nelle zone del centro-città, ma questo specifico caso risulta piuttosto controverso in quanto l’edificio di recente realizzazione che ospita la Facoltà, inizialmente progettato per diventare l’area amministrativa e direzionale del Centro Agro-Alimentare, non dispone di spa- zi adibiti a serre e a laboratori specifici. Gli errori, in termini di progettazione e pro- grammazione urbanistica, possono coinvolgere comparti sempre più ampi e generare difficoltà trasportistiche e funzionali sull’intero con- testo. La prima parte del progetto a base della tesi nasce proprio da queste considerazioni: quando il Prof. Praderio mi ha proposto di stu- diare una soluzione per riqualificare e rior- ganizzare l’intero comparto, il primo problema che ho riscontrato è stato proprio relativo alla mobilità, in particolare quella pubblica. L’analisi iniziale ha dimostrato che allo stato attuale il sistema trasportistico si basa fon- damentalmente sul mezzo privato, e questo vale non soltanto per il trasporto passeggeri, ma anche per quello delle merci, tanto che l’Ita- lia è il fanalino di coda dell’Europa nel tra- sporto ferroviario delle merci. Devo dire che tutto ciò mi ha abbastanza stupito perchè nel nostro Paese esiste una rete ferroviaria mol- to diffusa che, se migliorata ed implementata, migliorerebbe sensibilmente la situazione del traffico stradale, uno dei problemi principali che coinvolgono le nostre Città. Un’inversione di tendenza in questo senso si rivela strate- gico soprattutto se si considera il periodo storico in cui viviamo. Questo è un momento in cui si possono contare numerosi nuovi pro- getti in termini di viabilità e trasporti, che coinvolgono l’intero terriotrio europeo e che permetterebbero un traffico più fluido e veloce tra un Paese e l’altro, nell’ottica di quella interazione ed interoperabilità tra gli Stati, così tante volte elogiata. Risulta per questo indispensabile puntare su una politica di mi- glioramento e di incentivo verso tutti quei modelli di mobilità sostenibili, in termini economici ed ambientali, che garantiscono una grande efficacia tecnologica ed ambientale. Questo tipo di indagine è stata poi svol- ta nell’ambito bolognese oggetto della tesi, e devo dire che anche in questo caso non sono mancate le sorprese. In primo luogo ho notato l’abitudine ad edificare interi quartieri, con funzioni potenzialmente molto attrattive, sen- za aver prima svolto un’indagine ed una proget- tazione accurata del sistema degli spostamen- ti. L’ambito Caab, per esempio, può contare in termini di trasporto pubblico solo su un paio di linee di autobus che esercitano un servi- zio piuttosto ridotto e con cadenzamenti trop- po elevati che ne disincentivano l’utilizzo, non garantendo una sufficiente regolarità. Per quanto riguarda le infrastrutture dedicate al trasporto privato risultano abbastanza adegua- te, in quanto il traffico è per lo più spora- dico e convergente nel distretto commerciale

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Parole chiave

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ferrovia
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servizio ferroviario metropolitano
rifunzionalizzazione di linee ferroviarie
centro agro alimentare

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