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Il debito pubblico Italiano

Informazioni tesi

  Autore: Dario Pepe
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle imprese e dei mercati
  Relatore: Francesco Flaviano Russo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

In questo trattato si cerca di affrontare il problema del debito pubblico Italiano, analizzandolo e osservandolo nella sua evoluzione nella storia recente italiana in confronto con altri paesi europei, dopo averne studiato in maniera generale sia la formazione che le caratteristiche, senza tralasciare le modalità di rientro di cui tanto si parla.
Particolare attenzione è stata fatta per le dinamiche e le cause che hanno portato nel corso degli anni ad un debito pubblico odierno intorno al 120% del Pil.

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3 INTRODUZIONE Il debito pubblico costituisce da tempo uno dei principali problemi strutturali dell’economia italiana. Come ridurre il debito pubblico è ormai diventata la preoccupazione costante di ogni governo, di qualsiasi maggioranza politica esso sia espressione. Quotidianamente sentiamo parlare del problema del debito pubblico italiano e delle preoccupazioni degli economisti, dei politici e delle autorità dell’Unione Europea a riguardo. In questo trattato si cerca pertanto di affrontare tale tema, analizzandolo e osservandolo nella sua evoluzione nella storia recente italiana in confronto agli altri paesi europei, dopo averne studiato in maniera generale sia la formazione che le caratteristiche, senza tralasciare le modalità di rientro di cui tanto si parla. Particolare attenzione è stata fatta per le dinamiche e le cause che hanno portato nel corso degli anni ad un debito pubblico odierno intorno al 120% del Pil, valore del rapporto secondo solo a quello del Giappone e della Grecia. Il primo capitolo chiamato Struttura, cause e conseguenze di un debito pubblico elevato e relative modalità di rientro analizza dal punto di vista generale questioni riguardanti il debito pubblico, e le problematiche collegate ad esso. In questa prima parte si cerca di mettere in luce i meccanismi che portano alla formazione del debito pubblico e che tendono a farlo espandere continuamente, e di discutere in quali circostanze e per quali ragioni questo possa diventare un danno per l’economia. Difatti dopo aver illustrato il vincolo di bilancio del governo, verrà utilizzato lo stesso per analizzare le modalità di rimborso del debito; si ragionerà poi sul valore del debito rapportato al Pil, come misurazione più attendibile del grado di solvenza dello stesso, analizzando sia le dinamiche di breve periodo che quelle di lungo periodo con la relativa sostenibilità. Si parlerà poi di teorie alternative sul debito e il deficit pubblico, quale nel nostro esempio quella di Barro-Ricardo. Verranno peraltro illustrate le dinamiche e le problematiche derivanti da un finanziamento dello stesso attraverso la creazione di moneta, arrivando a parlare del signoraggio, e delle conseguenze inflattive di questo metodo di finanziamento. In un ultimo paragrafo vengono illustrati i pericoli e le differenti modalità di rientro da un debito pubblico elevato, passando poi ad analizzare una possibile “teoria politica” del debito pubblico. Si focalizzerà dunque l’attenzione su come diverse politiche possano generare differenti effetti redistributivi e suscitare differenti gradi di approvazione in diversi gruppi sociali. Con il secondo capitolo si entra nella vera e propria Storia del debito pubblico italiano analizzata dagli anni ’60 ad oggi. Il capitolo è suddiviso in quattro paragrafi temporali: gli anni ’60-’70, gli anni ’80, gli anni ’90 e il Trattato di Maastricht e i giorni nostri. La necessità di partire dagli anni ’60 analizzando praticamente più di 50 anni di storia economica italiana, nasce dall’esigenza di dover carpire gli elementi strutturali, e le problematiche che fin da quegli anni hanno dato il via libera ad un accumulo patologico

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