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Il 1799 nell'area del Vulture-melfese. Istituzioni e Ceti dirigenti

Informazioni tesi

  Autore: Sonia Vetrano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi della Basilicata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: CURRICULUM FILOSOFICO
  Relatore: Antonio Lerra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

Nell’ambito del più recente dibattito storiografico sull’esperienza della Repubblica napoletana del 1799, peculiare ed insistita attenzione è stata posta alla ricostruzione ed alla lettura dei variegati contesti provinciali entro i quali si articolò il processo di repubblicanizzazione e quello, altrettanto vario e complesso, di controrivoluzione, in bilico tra realizzazione “organizzata” - che finì per identificarsi con il cardinale Fabrizio Ruffo di Bagnara - e insorgenze.
In tale contesto, particolare interesse riveste l’analisi e la lettura, ormai avviata con successo da alcuni anni, del contesto della provincia di Basilicata, una delle realtà più variegate e vitali all’interno dell’alveo di cultura e pratica politica della Repubblica napoletana, nella sua peculiare connotazione di provincia ad alta concentrazione feudale e che, nelle diverse aree, fu una provincia nella quale, con tempi e modi diversi, le Municipalità repubblicane furono espressione evidente dei contrasti interni tra i gruppi dirigenti locali.
l presente percorso di ricerca ha inteso focalizzare l’attenzione sul Vulture-Melfese, un’area di confine con Terra di Bari e Capitanata, caratterizzata da dinamiche socio-economiche di grande rilievo e da grande apertura ai traffici commerciali con le aree contermini, nonché connotata da solida presenza, oltre che di un grande “Stato” feudale come quello dei Doria, di una nascente borghesia terriera e delle professioni che già negli anni Ottanta del XVIII secolo aveva dato prova di notevole tenacia nella difesa dei diritti delle Università contro le usurpazioni delle terre da parte dei locali feudatari.
Nel primo capitolo, dunque, si è contestualizzata l’esperienza del 1799 come uno dei più importanti riflessi della Rivoluzione francese in Italia, inquadrandone i presupposti ed opportunamente analizzando le condizioni generali dell’esperienza napoletana nel più generale contesto dell’età napoleonica, nel contempo ponendo particolare attenzione ai procedimenti attuativi del Governo provvisorio, tra i quali ampio spazio è stato dedicato a ruoli e funzioni dei singoli Comitati e delle diverse “correnti giacobine”, onde meglio evidenziare il terreno di cultura e pratica politica che avrebbe dato i propri frutti sul territorio.
Nel secondo capitolo sono stati evidenziati modi e forme della repubblicanizzazione in Basilicata, nel contempo evidenziandone le peculiarità socio-economiche ed istituzionali che connotarono l’ampio ventaglio di Municipalità repubblicane, espressione evidente della cultura politica e dei progetti di governo di ceti e gruppi dirigenti locali, protagonisti di prima fila nel movimento di repubblicanizzazione e, parallelamente, della controrivoluzione organizzata, “pilotando”, in molti casi, le stesse insorgenze popolari.
Il terzo ed il quarto capitolo, partendo da tale, più generale, contesto, hanno tracciato una mappa dell’azione di repubblicanizzazione prima, di controrivoluzione parallela e successiva, nella cruciale area del Vulture-Melfese, nel contempo ponendo particolare attenzione non solo ai modi ed alle forme di tali processi, ma anche, e soprattutto, all’articolazione socio-professionale dei maggiori esponenti del movimento repubblicano. In particolare, nel quarto capitolo si è focalizzata l’attenzione sui percorsi di cultura e pratica politica dei “rei di Stato” del Vulture-Melfese, molti dei quali sarebbero tornati ad esercitare cariche di rilevante caratura politica nel corso del Decennio napoleonico.
In Appendice, infine, sono stati trascritti alcuni dei documenti di maggior rilevanza tra i tanti consultati, lungo un percorso di studio e di ricerca che, naturalmente, necessita di ulteriori sviluppi e approfondimenti.

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1 INTRODUZIONE Nell’ambito del più recente dibattito storiografico sull’esperienza della Repubblica napoletana del 1799, peculiare ed insistita attenzione è stata posta alla ricostruzione ed alla lettura dei variegati contesti provinciali entro i quali si articolò il processo di repubblicanizzazione e quello, altrettanto vario e complesso, di controrivoluzione, in bilico tra realizzazione “organizzata” - che finì per identificarsi con il cardinale Fabrizio Ruffo di Bagnara - e insorgenze. In tale contesto, particolare interesse riveste l’analisi e la lettura, ormai avviata con successo da alcuni anni, del contesto della provincia di Basilicata, una delle realtà più variegate e vitali all’interno dell’alveo di cultura e pratica politica della Repubblica napoletana, nella sua peculiare connotazione di provincia ad alta concentrazione feudale e che, nelle diverse aree, fu una provincia nella quale, con tempi e modi diversi, le Municipalità repubblicane furono espressione evidente dei contrasti interni tra i gruppi dirigenti locali. Il presente percorso di ricerca ha inteso focalizzare l’attenzione sul Vulture-Melfese, un’area di confine con Terra di Bari e Capitanata, caratterizzata da dinamiche socio-economiche di grande rilievo e da

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