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L’Efficienza Energetica degli Edifici Pubblici: Il Caso del Comune di Monte di Procida

È ricorrente nel quotidiano sentir parlare di prestazioni energetiche dell’involucro edilizio, quale terminologia per indicare il comportamento in uso (ovvero durante la vita utile) degli elementi costruttivi costituenti le "chiusure" di un edificio, rispetto a sollecitazioni indotte da azioni termiche e igrometriche. Il termine "chiusura" (utilizzato nella scomposizione del sistema tecnologico nella UNI 8290:1981) è stato di recente sostituito dal più completo "involucro edilizio", a sottolineare il concetto di globalità delle parti che definiscono un ambiente interno (caratterizzato da condizioni "climatico/ambientali" stabili) rispetto ad un ambiente esterno (variabile per natura). Le prestazioni dell'involucro devono garantire il comfort termico e igrometrico degli spazi confinati e il contenimento dei consumi energetici mediante il soddisfacimento dei seguenti requisiti prestazionali:
- Requisiti ambientali: Mantenimento della temperatura dell'aria negli spazi abitativi nelle stagioni di esercizio degli impianti di riscaldamento entro i limiti di legge di 20 – 22 °C; Mantenimento delle condizioni di comfort termico negli ambienti interni nel periodo estivo.
- Requisiti tecnologici: Controllo dei fenomeni di condensa superficiale e interstiziale; Controllo della combinazione "Temperatura – Umidità – Ventilazione"; Resistenza termica e inerzia termica ai fini del risparmio energetico e del comfort ambientale interno.
Riprendendo la definizione di R. Banham si possono descrivere le prestazioni energetiche dell'involucro architettonico secondo quattro modelli di controllo ambientale: Involucro conservativo, Involucro selettivo, Involucro rigenerativo e Involucro bioclimatico avanzato.
Altri autori identificano un quinto modello di controllo ambientale: Involucro architettonico intelligente, adattivo e interattivo: progettato e realizzato per adattarsi come un vero e proprio essere vivente al variare delle condizioni ambientali.
Pertanto l'involucro, come "pelle", svolge un ruolo determinante quale sistema dinamico di filtro ambientale, capace non solo di regolare i flussi di calore, radiazione, aria e vapore, ma anche di convertire la radiazione in energia (termica ed elettrica). Analizzando le prestazioni energetiche dell'involucro si dovrebbe considerare anche la possibilità di produrre energia attraverso le sue componenti, oltre a quella di conservare energia a favore dell'ambiente interno. L'intelligenza di un componente di facciata si può, quindi, misurare in relazione alle modalità secondo cui esso sfrutta le fonti energetiche rinnovabili per assicurare il mantenimento di condizioni confortevoli al suo interno in termini di riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e illuminazione naturale. L'involucro architettonico si è lentamente evoluto da elemento barriera prevalentemente protettivo in complesso sistema-filtro selettivo e polivalente, dove forma e funzione hanno registrato nel tempo un'evoluzione sostanziale sia nell'uso dei materiali sia nelle prestazioni dei suoi componenti. Dal concetto di involucro come elemento energeticamente passivo, di separazione tra ambiente interno e esterno, si passa al concetto di involucro come elemento dinamico e interattivo del complesso sistema energetico che regola il funzionamento dell'edificio e ne caratterizza l'immagine, dove l'evoluzione tecnologica delle prestazioni energetiche dell'involucro architettonico è registrabile e percepibile attraverso la smaterializzazione delle superfici che lo costituiscono. Gli elementi opachi massivi di chiusura verticale e orizzontale vengono bucati da superfici trasparenti di dimensioni sempre maggiori che conferiscono sempre più spazio alla trasmissione della luce per un'adeguata illuminazione degli ambienti interni.

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- 3 - 1) INTRODUZIONE È ricorrente nel quotidiano sentir parlare di prestazioni energetiche dell’involucro edilizio, quale terminologia per indicare il comportamento in uso (ovvero durante la vita utile) degli elementi costruttivi costituenti le “chiusure” di un edificio, rispetto a sollecitazioni indotte da azioni termiche e igrometriche. Il termine “chiusura” (utilizzato nella scomposizione del sistema tecnologico nella UNI 8290:1981) è stato di recente sostituito dal più completo "involucro edilizio", a sottolineare il concetto di globalità delle parti che definiscono un ambiente interno (caratterizzato da condizioni “climatico/ambientali” stabili) rispetto ad un ambiente esterno (variabile per natura). Le prestazioni dell‟involucro devono garantire il comfort termico e igrometrico degli spazi confinati e il contenimento dei consumi energetici mediante il soddisfacimento dei seguenti requisiti prestazionali:  Requisiti ambientali:  Mantenimento della temperatura dell‟aria negli spazi abitativi nelle stagioni di esercizio degli impianti di riscaldamento entro i limiti di legge di 20 – 22 °C;  Mantenimento delle condizioni di comfort termico negli ambienti interni nel periodo estivo.  Requisiti tecnologici:  Controllo dei fenomeni di condensa superficiale e interstiziale;  Controllo della combinazione “Temperatura – Umidità – Ventilazione”;  Resistenza termica e inerzia termica ai fini del risparmio energetico e del comfort ambientale interno.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Architettura

Autore: Andrea Piccolo Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.