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Das Parfum: solitudine e alienazione in un romanzo postmoderno

A partire dalla pubblicazione di Das Parfum nel 1985, Patrick Süskind si è reso gradualmente invisibile come personaggio pubblico, restando tuttavia presente come scrittore nel panorama letterario degli anni Ottanta e Novanta con le sue opere. Süskind non rilascia interviste, non vuole essere fotografato, non partecipa ai programmi televisivi e, addirittura, non ritira i premi che gli vengono assegnati, ma nonostante questo, grazie al suo bestseller, egli è uno dei più noti e versatili autori tedeschi del XX secolo.
Si possono fare tante congetture sul perché egli abbia deciso di non mostrarsi più in pubblico e sulle ragioni per le quali, dopo Il Profumo, non abbia più scritto romanzi: da allora le opere che ha pubblicato sono diventate sempre più brevi. Forse il suo stesso successo lo ha ostacolato, o forse la sua assenza appartiene all’immagine di scrittore che vuole comunicare di sé, oppure si tratta di una strategia per accrescere la curiosità dei lettori e l’interesse della stampa. Queste sono solo supposizioni e tali rimarranno, dato che non sono di nessun interesse per lo studio condotto.
Il presente lavoro si propone di analizzare Das Parfum, partendo dall’ipotesi che il romanzo tematizzi il motivo della solitudine, dell’alienazione, e che questo processo di isolamento percorra tutta l’opera come un Leitmotiv, segnando la vita del protagonista, Jean-Baptiste Grenouille. Fin dalla nascita l’eroe è rifiutato, abbandonato dalla madre, che dovrebbe allevarlo con affetto e invece intende lasciarlo morire, e da coloro i quali dovrebbero fare le veci dei genitori e al contrario lo allontanano e se ne sbarazzano disgustati. Causa di questa repulsione è una strana caratteristica di Jean-Baptiste, che lo rende diverso da tutti gli altri uomini e gli dà una connotazione negativa. La diversità del protagonista rispetto all’ambiente umano, unita all’incomprensione e all’allontanamento dei suoi simili, conduce il personaggio al ritiro, alla solitudine, che è sia interiore (spirituale) sia esteriore (fisica). In un primo momento si tratta di un isolamento all’interno della società, perché l’eroe si sente solo pur vivendo tra gli uomini e pur avendo dei rapporti con loro, in un secondo momento invece si attua una vera e propria esclusione, un rifiuto della vita sociale: Jean-Baptiste si separa dagli uomini e conduce per sette anni un’esistenza da anacoreta, una vita interiore, organizzata secondo un proprio sistema, in base al quale tutto viene interiorizzato ed esperito solo nello spirito, nell’animo. Nulla avviene veramente, ad eccezione delle azioni legate alle funzioni vitali primarie, niente esiste realmente, tutto è frutto della fantasia e si svolge nella coscienza del giovane.
L’analisi del romanzo tenta di dimostrare che la solitudine non è solo una peculiarità della vita del protagonista, bensì un discorso, un tema di riflessione, che l’autore conduce.
Noto per essere un uomo molto schivo, che tende a condurre una vita estremamente ritirata, Süskind conduce a mio parere uno studio sull’alienazione per conoscere le cause di questo fenomeno che attanaglia l’uomo contemporaneo, per capire quali sono i motivi (personali, interiori o esteriori) che spingono l’uomo ad estraniarsi dalla sua attività, dalla vita pratica, e quali siano i meccanismi mediante i quali si attua l’isolamento. Essendo una persona molto introversa, poco avvezza a parlare di sé e dei suoi sentimenti , si può supporre che attraverso questo romanzo, lo scrittore bavarese abbia cercato di sublimare il suo bisogno di solitudine, la sua chiusura verso gli altri, e di superare la timidezza e le difficoltà di comunicazione, aspetti che lo accomunano al personaggio che ha creato. Sicuramente Süskind non ha problemi con la lingua, con le parole, anzi mostra un’ eccellente padronanza linguistica. I suoi problemi riguardano l’esternazione delle emozioni.

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1 INTRODUZIONE A partire dalla pubblicazione di Das Parfum nel 1985, Patrick Süskind si è reso gradualmente invisibile come personaggio pubblico, restando tuttavia presente come scrittore nel panorama letterario degli anni Ottanta e Novanta con le sue opere. Süskind non rilascia interviste, non vuole essere fotografato, non partecipa ai programmi televisivi e, addirittura, non ritira i premi che gli vengono assegnati, ma nonostante questo, grazie al suo bestseller, egli è uno dei più noti e versatili autori tedeschi del XX secolo. Si possono fare tante congetture sul perché egli abbia deciso di non mostrarsi più in pubblico e sulle ragioni per le quali, dopo Il Profumo, non abbia più scritto romanzi: da allora le opere che ha pubblicato sono diventate sempre più brevi. Forse il suo stesso successo lo ha ostacolato, o forse la sua assenza appartiene all’immagine di scrittore che vuole comunicare di sé, oppure si tratta di una strategia per accrescere la curiosità dei lettori e l’interesse della stampa. Queste sono solo supposizioni e tali rimarranno, dato che non sono di nessun interesse per lo studio condotto. Il presente lavoro si propone di analizzare Das Parfum, partendo dall’ipotesi che il romanzo tematizzi il motivo della solitudine, dell’alienazione, e che questo processo di isolamento percorra tutta l’opera come un Leitmotiv, segnando la vita del protagonista, Jean- Baptiste Grenouille. Fin dalla nascita l’eroe è rifiutato, abbandonato dalla madre, che dovrebbe allevarlo con affetto e invece intende lasciarlo morire, e da coloro i quali dovrebbero fare le veci dei genitori e al contrario lo allontanano e se ne sbarazzano disgustati. Causa di questa

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Mariamichela Crescenzo Contatta »

Composta da 294 pagine.

 

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