Skip to content

Il Giardino di Shirin Neshat

Informazioni tesi

  Autore: Elena Dalla Costa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Annamaria Sandonà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

L’errare, in moltissime tradizioni e culture, è paradigma per eccellenza della condizione umana, dove la parabola della vita è spesso associata ad un cammino incerto o incomprensibile in vista di un traguardo altrettanto inconoscibile, per alcuni, o, per altri, verso un destino certo che dà senso al precedente percorso . Tale concetto è legato all’idea di un viaggio, un cammino verso una destinazione sconosciuta, una finalità non immediata e esteriore , opposto al fuggire o al semplice muoversi.
Dall’Ulisse omerico, ai pellegrini cristiani, dal Wanderer dallo Sturm und Drang al Flâneur di Baudelaire, sino alle esperienze contemporanee, l’errare è sempre stato tema fortemente trattato e discusso, nella letteratura come nell’arte.
Sin dalle origini della videoarte, embrione nelle avanguardie storiche, auspicata già nel 1946 da Fontana nel Manifesto Blanco e dovuta alle sperimentazioni di Nam June Paik alla fine degli anni ’60, numerosi sono gli artisti che hanno trattato questo tema per mezzo del video. Già nel 1976 Charlemagne Palestine elegge la telecamera ad unico testimone della ricerca di una via di fuga da un’isola, luogo delimitato per antonomasia, in sella ad una motocicletta alle Hawaii. Nel 1997 Pipilotti Rist con Ever is Over All compie un viaggio dissacrante e liberatorio. A man of the Crowd, realizzato nel 2003 da Mattew Buckingham ed ispirato a L’uomo della folla di Edgar Allan Poe, è centrato su un’assurda camminata lunga ventiquattro ore svolta da un individuo che, incapace di affrontare la solitudine, è costretto ad errare alla ricerca della propria strada. Dello stesso anno è l’opera di Martijn Veldhoen, Momentum, alla base del quale vi è un inseguimento, attraverso una sequenza continua di stanze, cortili, terrazze e strade di una città vuota, di un qualcosa definitivamente perduto e richiamato dalla voce fuori campo. All’anno precedente risale Going Forth by Day di Bill Viola, video dominato dall’estrema nitidezza di ogni piano visivo, in cui un flusso ininterrotto di persone che camminano lungo un sentiero nel bosco, simbolo della transitorietà dell’essere umano. Sono questi solo alcuni esempi di una ricerca non esaurita nella quale si inserisce a pieno titolo Shirin Neshat, per la quale l’errare è strettamente legato alla perdita e alla ricerca spasmodica di equilibrio nella propria condizione di esule.
Scopo del presente elaborato è analizzare come Neshat utilizzi nei suoi lavori la simbologia del giardino, cara alla cultura e alla religione islamica, ma non solo.
Nel primo capitolo si è cercato di delineare un quadro generale inerente la poetica adottata da quest’artista già a partire dai primi lavori. Mediante l’uso di diversi mezzi e linguaggi espressivi, come la fotografia, che l’ha fatta conoscere al mondo della critica e del pubblico internazionale, al video, che ne ha sancito il suo riconoscimento grazie al Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 1999, dalla performance e al film, che l’ha fatta scoprire ad un audience più vasta, Neshat attinge dal proprio vissuto per toccare valori simbolici e universali e soprattutto per opporsi alle odierne e facili semplificazioni circa le tradizioni e la storia del suo paese d’origine. In Soliloquy, ad esempio, ella non sceglie fra l’Oriente e l’Occidente preferendo rimanere esule in entrambi i luoghi, così come in altri lavori solleva domande ma non fornisce risposte nella volontaria ambiguità del finale aperto di molte sue opere. Ella utilizza un registro poetico radicato nella cultura iraniana finalizzato ad un lavoro concettuale figlio dell’arte occidentale tramite l’utilizzo di immagini, simboli, concetti tra loro contrastanti come maschile/femminile, occidente/oriente, pubblico/privato. Per produrre questi scarti lo spazio, sia fisico che virtuale, gioca un ruolo fondamentale. Architetture cariche di significato, come in Soliloquy o Rapture, a cui si aggiunge lo spazio fra gli schermi in cui lo spettatore non è chiamato a vedere ma a partecipare, come in Turbulent.
In quest’ottica Neshat introduce la simbologia del giardino a partire dal 2002. Nel secondo capitolo, quindi, grazie ad un excursus centrato sul significato dell’immagine e della simbologia del giardino nelle culture persiana, da cui il concetto di pairidaeza trae origine, islamica, che ne ha fatto uno dei motivi fondamentali, ma anche ebraica e cattolica, si pensi al giardino di Eden nel libro della Genesi, l’attenzione è focalizzata sull’analisi di Tooba e dei cinque video che compongono la serie denominata Women Without Men, ispirata all’omonimo libro di Shahrnush Parsipur. In Mahdokht, Zarin, Munis, Faezeh e Farokh Legha il giardino diviene infatti trait d'union tra le cinque vicende nonché chiave di lettura principale ed univoca.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE L‟errare, in moltissime tradizioni e culture, è paradigma per eccellenza della condizione umana, dove la parabola della vita è spesso associata ad un cammino incerto o incomprensibile in vista di un traguardo altrettanto inconoscibile, per alcuni, o, per altri, verso un destino certo che dà senso al precedente percorso 1 . Tale concetto è legato all‟idea di un viaggio, un cammino verso una destinazione sconosciuta, una finalità non immediata e esteriore 2 , opposto al fuggire o al semplice muoversi. Dall‟Ulisse omerico, ai pellegrini cristiani, dal Wanderer dallo Sturm und Drang al Flâneur di Baudelaire, sino alle esperienze contemporanee, l‟errare è sempre stato tema fortemente trattato e discusso, nella letteratura come nell‟arte. Sin dalle origini della videoarte, embrione nelle avanguardie storiche, auspicata già nel 1946 da Fontana nel Manifesto Blanco 3 e dovuta alle sperimentazioni di Nam June Paik 4 alla fine degli anni ‟60, numerosi sono gli artisti che hanno trattato questo tema per mezzo del video. Già nel 1976 Charlemagne Palestine elegge la telecamera ad unico testimone della ricerca di una via di fuga da un‟isola, luogo delimitato per antonomasia, in sella ad una motocicletta alle Hawaii. Nel 1997 Pipilotti Rist con Ever is Over All compie un viaggio dissacrante e liberatorio. A man of the Crowd, realizzato nel 2003 da Mattew Buckingham ed ispirato a L’uomo della folla di Edgar Allan Poe, è centrato su un‟assurda camminata lunga ventiquattro ore svolta da un individuo che, incapace di affrontare la solitudine, è costretto ad errare alla ricerca della propria strada. Dello stesso anno è l‟opera di Martijn Veldhoen, Momentum, alla base del quale vi è un inseguimento, attraverso una sequenza continua di stanze, cortili, terrazze e strade di una città vuota, di un qualcosa definitivamente perduto e richiamato dalla voce fuori campo. All‟anno precedente risale Going Forth by Day di Bill Viola, video dominato dall‟estrema nitidezza di ogni piano visivo, in cui un flusso ininterrotto di persone che 1 L. Quattrocchi, Percorsi erratici: dallo Sturm und Drag alla videoarte, in O. Mileti e L. Quattrocchi (a cura di), Erranti / Wanderers nella videoarte contemporanea / in contemporary video art, catalogo della mostra, Palazzo Pubblico Magazzini del Sale, Siena, 17 febbraio – 30 marzo 2008, p. 11. 2 Ibidem. 3 Fontana teorizza una radicale evoluzione dell‟arte fondata su una nuova sintesi fra scienza (come dimensione teorica del moderno), creatività (come dimensione spirituale e subconscia dell‟arte) e applicazioni tecnologiche (come mezzo della trasformazione materiale della vita). 4 Si rimanda ai testi V. Fagone, L'immagine video, Feltrinelli, Milano, 1990 e S. Bordini, Videoarte & Arte. Tracce per una storia, Lithos Editrice, Roma, 1995.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

cinema
arte
video
videoarte
giardino
paradiso
eden
neshat
shirin neshat
mahdokht
munis
zarin
faezeh
farokh legha
tooba
zanan-e bedun-e mardan
women without men
donne senza uomini
parsipur
giardino persiano
paradise
pairidaeza

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi