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La traduzione in italiano del romanzo di Mark Twain ''Le Avventure di Huckleberry Finn''

Questo lavoro prende in esame le varie traduzioni in italiano del romanzo di Mark Twain Le Avventure di Huckleberry Finn, analizzando le similarità e differenze riscontrate nelle diverse trasposizioni. La prima parte, di carattere generale, introduce la vita e le opere di Mark Twain, con particolare rilevanza data al romanzo preso in analisi, soffermandosi sulla sua importanza nel contesto della produzione letteraria americana ottocentesca, la sua stesura e pubblicazione, l’accoglienza del pubblico e gli aspetti critici. In seguito sono approfonditi le innovazioni e le peculiarità del linguaggio utilizzato nel romanzo, costruito prettamente di forme dialettali e gergali, prestando particolare attenzione ai due aspetti principali che lo rendono un’opera fondamentale nell’ambito linguistico e narrativo della nascente letteratura americana: la narrazione in prima persona da parte del protagonista, e l’uso del dialetto.
Nella seconda parte si è proceduto con un breve excursus sulla storia della traduzione italiana del romanzo e le difficoltà riscontrate dai vari traduttori che si sono cimentati nella sua trasposizione, con particolare rilevanza data alle edizioni prese in esame ai fini dell’analisi. Sono stati inoltre inseriti dei brani tratti da alcune delle introduzioni delle edizioni in italiano, in cui il traduttore stesso spiega i criteri e le metodologie scelti per il suo lavoro di traduzione. Si è quindi proceduto all’analisi vera e propria attraverso la selezione di alcuni passaggi significativi del romanzo che esemplificano i diversi tipi di linguaggio e dialetto utilizzati, prendendo come criterio le specificità linguistiche dei personaggi maggiormente rilevanti: Huckleberry Finn, Jim lo schiavo, Buck Grangerford, i due imbroglioni, e infine Tom Sawyer, mettendo in rilievo i diversi metodi d’approccio utilizzati dai traduttori nel passaggio di questi brani in italiano. Si sono evidenziati i diversi modi di tradurre, nelle sei traduzioni del romanzo scelte per l’analisi, attraverso sei brani, più o meno lunghi, che si sono ritenuti significativi per quanto riguarda le diversità degli idiomi dei personaggi.
Sono state messe a fuoco le differenze riscontrate nelle varie traduzioni, ma anche le loro similarità, nonché i veri e propri errori di traduzione o i fraintendimenti e il cambio di senso rispetto all’edizione originale. Nel corso dell’analisi si è notato che le traduzioni variano l’una dall’altra in particolar modo per la distanza temporale: vi è, fra una prima edizione e le ultime, una notevole evoluzione del linguaggio con una conseguente modernizzazione delle espressioni figurate, cosa a cui non sfuggono le traduzioni quivi prese in esame.
Le traduzioni analizzate, tutte di buona qualità, raggiungono quasi sempre questo scopo, a volte con traduzioni simili, altre molto distanti fra loro, altre ancora stridenti e discordanti. Infine, fortunatamente, si sono riscontrati solo rarissimi casi di malinteso e incomprensione del testo di partenza.
Huckleberry Finn è un romanzo di difficile traduzione: le difficoltà di adattamento si manifestano poiché il tipo di linguaggio non letterario utilizzato, anche e soprattutto nei dialoghi, rende la traduzione in altre lingue molto complessa. Il traduttore, dovendo adattare in una lingua di arrivo, completamente diversa, espressioni dialettali tipiche e peculiari della lingua di partenza, compie un lavoro molto faticoso ed impegnativo.
La difficoltà nella traduzione di questo romanzo sta tutta nell’utilizzo del linguaggio dialettale, con modi di dire propri del tempo e del luogo in cui si svolgono i fatti narrati. La grande innovazione di Twain sta proprio nell’utilizzo del linguaggio comune per raccontare la storia di due personaggi ai margini della società “bene”, affatto integrati con essa, e anzi addirittura reietti: il giovane paria del villaggio e lo schiavo nero in fuga dai propri padroni, entrambi solidali nella ricerca della propria libertà. Jim evade dalle catene della schiavitù e Huck fugge da tutto ciò che gli altri vorrebbero fare di lui: la società che lo vorrebbe un ragazzo per bene, e suo padre che vorrebbe derubarlo e farlo infine diventare come lui, un ubriacone meschino e disonesto.
I testi integrali di tutti i passaggi scelti e le relative traduzioni si trovano in Appendice. Senza anticipare troppo le conclusioni, da questo quadro emerge una varietà estremamente ampia di criteri, metodi di trasposizione e trattamenti, offerti nelle pubblicazioni italiane, quasi come se l’opera di Twain si possa considerare tuttora un grande cantiere aperto per gli studi, non solo legati alla traduzione, ma anche, in senso più lato, alla analisi dei testi di un romanziere tuttora annoverato tra i grandi maestri della letteratura americana e mondiale.

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3 Introduzione Questo lavoro prende in esame le varie traduzioni in italiano del romanzo di Mark Twain Le Avventure di Huckleberry Finn, analizzando le similarità e differenze riscontrate nelle diverse trasposizioni. La prima parte, di carattere generale, introduce la vita e le opere di Mark Twain, con particolare rilevanza data al romanzo preso in analisi, soffermandosi sulla sua importanza nel contesto della produzione letteraria americana ottocentesca, la sua stesura e pubblicazione, l‘accoglienza del pubblico e gli aspetti critici. In seguito sono approfonditi le innovazioni e le peculiarità del linguaggio utilizzato nel romanzo, costruito prettamente di forme dialettali e gergali, prestando particolare attenzione ai due aspetti principali che lo rendono un‘opera fondamentale nell‘ambito linguistico e narrativo della nascente letteratura americana: la narrazione in prima persona da parte del protagonista, e l‘uso del dialetto. Nella seconda parte si è proceduto con un breve excursus sulla storia della traduzione italiana del romanzo e le difficoltà riscontrate dai vari traduttori che si sono cimentati nella sua trasposizione, con particolare rilevanza data alle edizioni prese in esame ai fini dell‘analisi. Sono stati inoltre inseriti dei brani tratti da alcune delle introduzioni delle edizioni in italiano, in cui il traduttore stesso spiega i criteri e le metodologie scelti per il suo lavoro di traduzione. Si è quindi proceduto all‘analisi vera e propria attraverso la selezione di alcuni passaggi significativi del romanzo che esemplificano i diversi tipi di linguaggio e dialetto utilizzati, prendendo come criterio le specificità linguistiche dei personaggi maggiormente rilevanti: Huckleberry Finn, Jim lo schiavo, Buck Grangerford, i due imbroglioni, e infine Tom Sawyer, mettendo in rilievo i diversi metodi d‘approccio utilizzati dai traduttori nel All modern American literature comes from one book by Mark Twain called Huckleberry Finn... American writing comes from that. There was nothing before. There has been nothing as good since. Ernest Hemingway

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Frida Bifolchetti Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4047 click dal 01/03/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.