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Il museo dell'Ara Pacis di Richard Meier: dialogo tra antico e moderno a piazza Augusto Imperatore

Il lavoro da me svolto nasce dall'idea di analizzare il rapporto tra l'architettura antica e quella contemporanea, prendendo in esame la realtà di piazza Augusto Imperatore a Roma. Qui l'intervento dell'architetto americano Richard Meier ha dato vita ad una diatriba tra coloro che si esprimono favorevolemte nei confronti di interventi contemporanei all'interno di centri storici ben radicati e coloro che invece condannano tali soluzioni giudicate delle intrusioni in realtà a loro del tutto estranee, che appartengono al passato. Proprio partendo dall'analisi di queste divergenze ho tentato di carpire il legame con la tradizione che Meier ha cercato di esaltare, ripercorrendo l'intera vicenda che ha visto sovrapporsi in piazza Augusto testimonianze di epoche diverse. In particolare ho evidenziato le relazioni che intercorre tra il precedente intervento dell'epoca fascista da parte dell'architetto Vittorio Ballio Morpurgo e il nuovo museo dell'Ara Pacis.

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3 INTRODUZIONE “L’architettura abbraccia l’intero ambiente della vita e rappresenta l’insieme delle trasformazioni operate sulla superficie terrestre in vista delle necessità umane” William Morris Lo scorrere del tempo genera dei cambiamenti: la società evolve, mutando di volta in volta i propri valori, i propri bisogni. Inevitabilmente cambiano anche le espressioni e i “segni” con cui questa società si esprime e si manifesta. Naturalmente anche il campo dell’estetica e dell’arte, in particolare quella architettonica, vengono investiti da una serie di trasformazioni che rispecchiano il bisogno di soddisfare le necessità umane, attraverso interventi operati sulla superficie terrestre che tendono a migliorare la realtà. L’architettura, dunque, è l’espressione visibile dei cambiamenti sociali: da sempre l’uomo è intervenuto sul territorio per modificarlo in base alle proprie esigenze, così da permetterne anche una migliore fruizione, tramite costruzioni e soluzioni che hanno continuamente trasformato l’aspetto delle nostre città e del nostro paesaggio, generando così una serie di stratificazioni che non sono altro che la prova evidente dei vari cambiamenti sociali generati dal passare del tempo. Questo richiama direttamente il tema attorno al quale si svilupperà questo lavoro, ossia il problema del rapporto tra antico e moderno: da sempre si discute sulla difficoltà di far convivere sullo stesso territorio una testimonianza passata con la rappresentazione del contemporaneo e a prima vista questo sembrerebbe un binomio inconciliabile. Il timore è che la funzione e i valori della città storica possano essere eclissati da esigenze moderne che in nessun modo corrispondono a quelle passate, facendo così nascere quelle contraddizioni visive che ci propongono un contrasto apparentemente insanabile tra le due città 1 . I punti di vista attraverso cui si può 1 Mario Manieri Elia, “Il nuovo nell’esistente, un innesto possibile”, in Manutenzione e recupero nella città storica. L’inserzione del vecchio nel nuovo a trent’anni da Cesare Brandi, ARCO (Associazione per il recupero del costruito) a cura di Alessandra Centroni, Roma Gangemi, 2004, pag. 10

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Beni culturali

Autore: Federica Ruggieri Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.