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Surrogates, Daybreakers, Repo Men – Il corpo in sparizione nel cinema contemporaneo

Nella parte introduttiva si espone il quadro di orientamento generale relativo ai temi della crisi della rappresentazione del corpo nel cinema contemporaneo, delle particolari modificazioni e riconfigurazioni che il corpo subisce, una volta entrato in contatto, nella realtà e sullo schermo, con l’avanzatissimo arsenale tecnologico e mediale che caratterizza la società odierna. A titolo di premessa, vengono presi in esame alcuni contributi teorici che illustrano lo statuto, le articolazioni e le forme che il corpo assume nella rappresentazione cinematografica, con particolare riguardo all’analisi delle interazioni, delle contaminazioni e delle influenze reciproche che si registrano da sempre tra il mezzo cinematografico e le figurazioni corporali. Assunto poi come testo di riferimento l’opera di Gianni Canova L’alieno e il pipistrello. La crisi della forma nel cinema contemporaneo (Bompiani, 2000) , si passa ad una disamina dello scenario mediale, culturale e socio-tecnologico contemporaneo, che va sotto l’etichetta del “postmoderno”, in cui nel cinema si registra una progressiva erosione della fiducia nella realtà, nella fisicità e nella materialità dei corpi che si vorrebbero ritrarre sullo schermo, corpi invece sempre più tratteggiati come presenze vacue ed evanescenti, deboli, incerte, come soggetti manchevoli, inadeguati e incompleti, come figure ambigue, scisse, lacerate, frammentate. Ci si sofferma in particolare sul ruolo e sul peso che l’avvento della virtualità e delle sofisticatissime e pervasive tecnologie moderne assumono nel trasformare i corpi degli individui e le relazioni umane, elementi che diventano oggetto di riprogettazione anche nel cinema.
La seconda parte del lavoro analizza invece in modo più concreto i temi e i concetti teorici passati in rassegna nell’introduzione, attraverso la presentazione e la discussione analitica di alcune casistiche, ritenute efficaci e pregnanti, a titolo di esempio. Si tratta di tre film recenti (Surrogates, 2009; Daybreakers, 2009; Repo Men, 2010) che rendono conto di come nel cinema contemporaneo venga spesso tematizzata, nei contenuti narrativi, e rappresentata, nell’ apparato visuale, la contraddizione costitutiva che il corpo vive nello scenario attuale: si trova cioè in bilico tra permanenza come presenza incerta e residua ed elemento di scarto destinato alla sparizione e alla smaterializzazione completa, dalla realtà e dallo schermo. Nello specifico, viene condotta una riflessione, supportata da riferimenti teorici generali e spunti offerti dalla critica, su un corpo immobilizzato, confinato e isolato nel film Surrogates, un corpo brutalmente assoggettato e a rischio di estinzione in Daybreakers, e un corpo violato, scarnificato e assottigliato dall’invadenza delle tecnologie in Repo Men.

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Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniele Badella Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 593 click dal 05/03/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.