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Un approccio alla progettazione di attività di prevenzione antincendio boschivo a scala comunale

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Trombetta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Franco Siccardi
Coautore: Alberto Cervo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

Un fuoco di vegetazione è una combustione che interessa materiale vegetale. Si tratta di un fenomeno fisico-chimico che separa rapidamente le componenti delle sostanze vegetali, liberando energia sotto forma di calore e restituendo all’ambiente tutta la materia organica e inorganica bloccata nella biomassa vegetale. Quando il fuoco ha la possibilità di propagarsi senza controllo nello spazio perché il combustibile non è circoscritto, consumando materiale vegetale cioè alberi, arbusti, erbe, lettiera ed humus, si parla di incendio di vegetazione. La definizione poi di incendio boschivo scaturisce dalla Legge n°35 del 21-11-2000 che fissa le disposizioni finalizzate alla conservazione e alla difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale; in particolare esso viene definito come: “un fuoco con suscettività ad espandersi su aree boscate, cespugliate o erborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree”.

Di fatto gli incendi di vegetazione, e quelli boschivi in particolare, rappresentano nell’accezione comune gli eventi più catastrofici; il fuoco provoca sull’ambiente delle alterazioni profonde che, oltre al danno economico e alle possibili vittime, determinano una modificazione tale nel paesaggio da richiedere per rimarginarsi tempi lunghissimi e non di rado gli scompensi ecologici dovuti all’azione del fuoco non vengono più recuperati.
Quando in un bosco si sviluppa un incendio di chioma il fuoco provoca la distruzione della vegetazione arborea, arbustiva, erbacea e della lettiera, risparmiando pochi elementi in grado di sopravvivere (semi interrati, organi sotterranei, ecc.) grazie ai quali nell’ecosistema, all’indomani dell’evento, si innesca una successione dinamica che si manifesta con l’insediamento di nuove specie vegetali la cui composizione muta nel tempo e si evolve attraverso una serie di stadi intermedi. Poiché la distruzione dello strato arboreo determina un cambiamento nelle condizioni ecologiche (maggiori escursioni termiche, minore umidità relativa dell’aria, maggiore insolazione ed erosione del suolo), nel processo di colonizzazione successivo all’incendio alcune specie vegetali risulteranno avvantaggiate rispetto ad altre (specie pioniere, pirofile). Le formazioni vegetali che si susseguono (erbacee, arbustive, arboree) nel tempo nell’area percorsa dal fuoco modificano a loro volta progressivamente le condizioni edafiche del suolo e il microclima in prossimità dello stesso, per cui preparano le condizioni all’insediamento di nuove specie più esigenti, contraddistinte da un accrescimento più lento. In questo senso il mosaico delle comunità vegetali che vediamo oggi sul territorio è il risultato di queste successioni secondarie.

Si ritiene importante far notare che gli incendi boschivi sono un fenomeno particolarmente complesso, in quanto regolati da numerose variabili tra loro interdipendenti alcune delle quali, come i fattori climatici, sono in continua evoluzione. In tal senso è fondamentale conoscere le caratteristiche di queste variabili per poter intervenire ai fini della prevenzione e dello spegnimento.

L’obiettivo di questa tesi è focalizzato sulla progettazione di attività di prevenzione antincendio boschivo. Dopo una ricerca riguardante il Fire Management a livello internazionale analizzando più Stati appartenenti a diversi Continenti, si è puntata l’attenzione sul territorio della Regione Liguria definendo delle zone omogenee in riferimento al regime di incendio boschivo. Si è calcolata poi la Pericolosità sempre a scala regionale.
Si è in seguito studiata la Vulnerabilità a livello della Provincia di Savona, per poi effettuare il calcolo del Rischio, considerando gli elementi esposti, a scala comunale sul territorio del Comune di Vado Ligure (SV).
I risultati ottenuti sono quindi stati utilizzati per perseguire l’intento di questo lavoro, ovvero fornire una proposta di approccio, nell’ambito degli incendi boschivi, alla prevenzione descrivendo e dando un esempio di applicazione a scala comunale.

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8 CAPITOLO 1 FIRE MANAGEMENT A LIVELLO INTERNAZIONALE INTRODUZIONE AL FIRE MANAGEMENT Il fuoco è un componente naturale di molti ecosistemi forestali, ma al tempo stesso può rappresentare una minaccia significativa per la pubblica sicurezza, le proprietà private e le risorse forestali stesse. Il termine “fire management” è pertanto un termine molto vasto che identifica la disciplina preposta alla gestione dell‟utilizzo del fuoco per raggiungere obiettivi che riguardano la gestione del territorio, la salvaguardia della popolazione e delle sue proprietà, la tutela delle risorse e dell‟ambiente, ma anche obiettivi riguardanti il ruolo che gli incendi hanno negli ecosistemi e nella cultura delle persone. Questi obiettivi sono raggiunti attraverso attività di prevenzione, avvistamento, controllo e spegnimento degli incendi che interessano le foreste e le altre aree vegetate. Il fire management non può essere visto solo come la risposta alla minaccia degli incendi ma come un sistema ampio di pianificazione, prevenzione, controllo, monitoraggio, spegnimento e bonifica. Esso inoltre non è solo indirizzato agli incendi delle foreste poiché questi ultimi si muovono attraverso il territorio interessando tutti i tipi di vegetazione, anche quelle su cui sorgono abitazioni ed infrastrutture dell‟uomo. Un efficiente programma di fire management deve considerare le peculiarità dell‟area su cui è applicato e il regime d‟incendio della stessa. In molti casi mantenere un regime d‟incendi appropriato o reintrodurre il fuoco, quando esso fa parte degli ecosistemi, è importante tanto quanto prevenire gli incendi indesiderati che causano danni. Nelle aree dove il fuoco è parte del ciclo naturale e molto spesso anche della cultura e delle tradizioni della popolazione, esso deve essere pianificato e gestito con una visione più olistica e riferita al contesto in cui si sta lavorando. Lo stesso avviene per gli incendi delle aree di interfaccia urbano-forestale, aree dove l‟uomo e le sue abitazioni sono a contatto diretto con l‟ambiente naturale e rurale. Il forest fire management deve essere visto come uno strumento per ottenere il regime di incendio più appropriato per una determinata area in termini di

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