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Lo Scudo Fiscale nel decreto "anticrisi"

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Lestini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Marco Boccaccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

L’elaborato presentato ha lo scopo di definire le caratteristiche, il contesto e gli effetti di quello che è stato denominato fin da subito “scudo fiscale-ter”. Nel capitolo 1 verrà affrontato il contesto economico e politico, nonché il contesto normativo nel quale il decreto anticrisi si sviluppa: verrà analizzato il concetto di Paradiso Fiscale e verranno individuati quei Paesi appartenenti alla cosiddetta Black-list definita dall’OCSE. Il capitolo 2 effettua un’analisi che tende a differenziare l’istituto del condono fiscale propriamente detto dallo scudo fiscale, classificando quindi il decreto legislativo n°78 come appartenente della seconda categoria. L’intero capitolo 3 è dedicato alle peculiarità caratterizzanti il provvedimento in analisi: definizione dei soggetti interessati al provvedimento, modalità con le quali lo scudo si realizza (regolarizzazione e rimpatrio), aliquota applicata per la determinazione dell’imposta straordinaria, effetti dello scudo nonché le cause ostative che ne precludono l’uso. Il capitolo 4 valuta l’efficacia del provvedimento, tenendo conto di quei risultati in termini di gettito fiscale, che derivano dall’applicazione dell’art.13-bis. Analizzando gli effetti che il decreto in esame ha comportato, è stato possibile infatti stabilire una serie di conclusione relative all’evasione fiscale; tra le più importanti c’è il primato detenuto dall’Italia in termini di evasione fiscale, che si attesta intorno al 54,4% del reddito imponibile non dichiarato. Questo primato negativo dovrebbe far riflettere sulla situazione in cui verte il Paese, dove probabilmente la sola applicazione di questi provvedimenti non è sufficiente per ottenere un cambiamento profondo che migliori la situazione.

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2 1. “SCUDO FISCALE-TER”: nascita del decreto anticrisi Il decreto legge n°78 del 1 luglio 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge del 3 ottobre 2009 n°141, venne definito fin da subito “decreto anti-crisi”, in risposta alla situazione in cui verteva l’intera economia, non solo a livello nazionale, ma soprattutto a livello internazionale. Occorre innanzitutto porre una distinzione tra il contesto in cui si sviluppa il decreto n°78/2009 e il contesto dello scudo fiscale risalente al 2001 (legge n°409/2001). Innanzitutto definire il decreto come “anti-crisi” significa assegnare a questo provvedimento una chiara e precisa funzione, configurandolo come una modalità di risoluzione ad una particolare situazione economica del Paese: all’art.1 si trova la disciplina relativa al premio di occupazione e al potenziamento degli ammortizzatori sociali, l’art.1-bis si occupa degli ammortizzatori per i settori non coperti dalla cassa integrazione guadagni, l’art.3 riguarda la riduzione del costo dell’energia per imprese e famiglie, fino ad arrivare all’ art.13-bis che definisce i profili peculiari dello “scudo fiscale”. Oltre all’inserimento dell’art.13-bis, relativo al rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori del territorio dello Stato, risultano di grande importanza anche gli articoli 12 e 13, in quanto, unitamente all’art.13-bis, definiscono l’intenzione di reagire alla grave recessione dell’economia mondiale. All’ articolo 12 si legge: “le norme del presente articolo danno attuazione alle intese raggiunte tra gli Stati aderenti alla Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in materia di emersione di attivita' economiche e finanziarie detenute in Paesi aventi regimi fiscali privilegiati, allo scopo di migliorare l'attuale insoddisfacente livello di trasparenza fiscale e di scambio di informazioni, nonche' di incrementare la cooperazione amministrativa tra Stati.” E ancora all’art.13 si legge : “Per analogia e armonizzazione con quanto gia' disposto in altri ordinamenti europei, allo scopo di evitare indebiti arbitraggi fiscali l'accesso a regimi che possono favorire disparita' di trattamento, con particolare riferimento ad operazioni infragruppo, e' sottoposto ad una verifica di effettivita' sostanziale”. La disciplina dello scudo fiscale si trova, quindi, inserita all’interno di un progetto sostenuto a livello europeo,

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Parole chiave

paradisi fiscali
evasione
scudo fiscale
black list
white list
decreto anticrisi
scudo fiscale ter
decreto legge 78/2009
imposta straordinaria

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