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Paternità in carcere: una ricerca esplorativa

Tutelare la paternità in stato di reclusione significa non soltanto salvaguardare il diritto del genitore alla propria genitorialità, ma soprattutto quello del bambino che necessità di questa fondamentale figura per uno sviluppo e un adattamento all'ambiente positivi.
Partendo da un'analisi della letteratura relativa alla figura del padre, ai suoi ruoli, compiti e funzioni, abbiamo proseguito con una panoramica sulla legislazione attuale in riferimento al tema dell'affettività e della tutela della paternità – problematiche rispetto alle quali ci sarebbe ancora molto da lavorare in ambito legislativo –, nonché descrivendo quali effetti può avere sui figli la separazione forzata dal padre.
L'obiettivo principale del presente elaborato è quello di indagare la presenza di alcuni fattori di rischio connessi alla paternità in situazione di detenzione. Sono stati utilizzati due diversi strumenti per indagare il modello di attaccamento del genitore (mediante Adult Attachment Projective - AAP) e l'eventuale presenza di sindromi cliniche nei soggetti del campione (attraverso il Millon Clinical Multiaxial Inventory-III - MCMI-III); infine, è stata verificata la possibile esistenza di interazioni tra i disturbi psicopatologici e i pattern di attaccamento rilevati in precedenza.
Lo studio ha evidenziato un'alta percentuale di modello di attaccamento disorganizzato (70%) – rispetto al modello di attaccamento organizzato (30%) – che, a sua volta, mostra punteggi più alti in quasi tutte le scale del MCMI-III con punteggi significativamente più patologici in tre pattern di personalità: schizoide (p=0,02), evitante (p=0,04) e nel pattern della depressione maggiore (p=0,05) che fanno riferimento rispettivamente al Disturbo Schizoide di Personalità, al Disturbo Evitante di Personalità e ai disturbi della scala delle sindromi cliniche gravi.

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Introduzione. Quando le persone cominciano a scrivere pensano di dover scrivere qualcosa di definito […]. Credo che ciò sia fatale. Lo stato d'animo in cui mettersi a scrivere è “Devo proprio raccontare una storia interessante. Spero che interessi qualcuno. Comunque è il meglio che posso fare per ora”. Se si adotta questa linea di condotta si comincia a lavorare e non ci si pensa più. (John Bowlby) Nella realtà italiana al 31 dicembre 2011 si riscontrava la presenza di 66897 detenuti di cui 64089 di sesso maschile 1 , ovvero il 95,80% dell'intera popolazione detenuta. In Italia sono circa 75000 ogni anno i bambini che hanno almeno un genitore recluso. Il 30% di questi è a rischio criminalità intergenerazionale 2 . Da questi dati nasce la volontà di concludere il corso di studi affrontando il tema della carcerazione e, insieme, della paternità. Volontà che sfocia nell'esigenza di dar voce ad un problema che ha diritto ad un'attenzione del tutto particolare, non solo da parte di chi lavora nell'ambito del sociale, ma che troppo spesso viene “dimenticato” o trattato “unilateralmente”. Difatti, la maggior parte della letteratura reperibile che riguarda la “genitorialità reclusa” affronta tale questione quasi esclusivamente dal punto di vista della maternità, delle “carceri-asilo” o, ancora, di quali effetti produce nei bambini la separazione dalla madre. Alla base di questo lavoro c'è la considerazione del fatto che tutelare il padre detenuto nell'esercizio delle proprie funzioni significa non solo salvaguardare il diritto del padre stesso alla propria genitorialità, ma anche e soprattutto quello del bambino che necessita di tale fondamentale figura per il proprio sviluppo e la propria crescita, dal momento che il problema della detenzione riguarda maggiormente (in termini 1 Rapporto mensile sulla popolazione detenuta, MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria – Ufficio per lo sviluppo e la gestione del Sistema Informativo Automatizzato – Sezione Statistica http://www.ristretti.it 2 Da www.bambinisenzasbarre.org/RICERCAEUROPEAsegue.htm anno 2010. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Luna Ferri Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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