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Il canto e la danza nel libro VIII dell'Odissea

La tesi si concentra sullo studio antropologico e letterario del canto e della danza nell'epos omerico, nell'ambito della famosissima scena dell'ottavo libro dell'Odissea . Dopo un breve capitolo introduttivo di carattere metodologico, e dopo uno sguardo preliminare sulla figura del cantore di età omerica e quindi sul poeta-Omero stesso, la ricerca prende le mosse dallo studio della danza nell'antica Grecia da un punto di vista psico-pedagogico; ovvero come essa veniva percepita a livello sociale, secondo gli insegnamenti platonici. In considerazione anche del sostrato mitologico cui la danza fa riferimento, in special modo in relazione ai passi del libro VIII presi in esame dall'autore della tesi, la tematica si amplia fino a comprendere nelle scene di danza e canto una visione sacrale e rituale dei gesti descritti nei versi omerici. La danza serve a riproporre nella società una forma del mito riguardante Zeus infante, protetto dai Coribanti cretesi dalla furia del padre Crono: da qui la natura pedagogica della danza, la sua valenza di sacra educazione sociale. La ricerca focalizza l'attenzione a livello filologico sui termini chiave usati da Omero, in un'analisi dettagliata delle due scene di danza e nel loro significato nell'economia dell'intero poema. La danza come teofania, richiamo mitico-rituale del divino in terra, per il bene della società. Un capitolo conclusivo fa un sunto delle argomentazioni principali contenute nel testo. Un cospicuo apparato bibliografico chiude l'elaborato.

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IL CANTO E LA DANZA NEL LIBRO VIII DELL’ODISSEA 4 Introduzione Premessa: il criterio metodologico e l’intento Innanzitutto vorrei che il lettore fosse partecipe di un concetto, ovvero dell’idea cardine di carattere metodologico che soggiace e sostiene il presente elaborato scritto. Chi scrive, infatti, è stato condotto, in tutte le varie fasi di redazione, da una sua ben precisa idea di analisi letteraria. È bene perciò porre in chiaro fin da subito una circostanza preliminare e, per quanto mi riguarda, ineludibile: questa tesi di laurea non ha, né d’altronde potrebbe avere, la pretesa di essere un testo esaustivo per quanto concerne l’argomento trattato. L’intera ‚questione omerica‛ ha, infatti, una sua intrinseca natura problematica di fondo, chiara di per sé già nella sua stessa dicitura. Nel termine ‚questione‛, a mio modo di vedere, risiede infatti un’idea che da un punto di vista concettuale ne dichiara in modo quasi programmatico la non possibile soluzione definitiva, in quanto dibattito sempre aperto, continua ricerca e ‚richiesta‛ di conoscenza: questione appunto. Il fatto di essere un problema insolubile, non esclude né preclude ovviamente la possibilità di nuove scoperte archeologiche o letterarie, nuove prospettive d’interpretazione, nuovi ambiti di studio poco o per nulla frequentati in precedenza perché non ritenuti importanti ai fini della maggior perspicuità del testo. Anzi tutta la feconda messe di contributi critico-letterari relativi al mondo omerico, sia sociale sia strettamente letterario, esprime proprio questo continuo sforzo di raffinare sempre di più la ricerca, il

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Daniele Rastrello Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

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