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La multiproprietà

La tesi esamina le tematiche giuridiche ed economiche connesse alla multiproprietà: gli elementi che differenziano multiproprietà e comproprietà; la natura giuridica della multiproprietà ala luce del Dlgs. n. 427 del 1998; la diversa tipologia (alberghiera, azionaria, cooperativa); la tutela del consumatore; il mercato del timeshare in Europa. Gli aspetti teorici sono collegati alla realtà operativa attraverso l'esame di alcuni schemi-tipo di contratto, dal quale emergono scostamenti dalla disciplina giuridica. Anche le statistiche e le strategie di marketing contribuiscono ad una visione corretta del fenomeno oggi.

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CAPITOLO PRIMO Aspetti giuridici del sistema di godimento turnario e applicazione della nuova legge sulla cosiddetta multiproprietà 1.1 COMPROPRIETÀ E MULTIPROPRIETÀ: ANALOGIE E DIFFERENZE. La comproprietà o comunione è la situazione per la quale la proprietà o altro diritto reale sulla medesima cosa spetta in comune a più persone (art. 1100 c.c.). La coesistenza, sulla medesima cosa, dell’uguale diritto di più persone si realizza mediante l’ideale scomposizione della cosa in una pluralità di quote. Considerata la sua materialità, la cosa comune appartiene per intero a tutti i partecipanti: tutti ne sono comproprietari, senza possibilità di separare fisicamente parti della cosa spettanti all’uno o all’altro. Idealmente, invece, la cosa comune si scompone in tante quote quanti sono i partecipanti: la quota è una sua frazione ideale, determinata aritmeticamente: si può essere comproprietari di una cosa per un mezzo, per un terzo e così via. Essa segna dunque la misura della partecipazione di ciascuno alla comunione: la proporzione secondo la quale ciascun partecipante concorre nei vantaggi e nei pesi inerenti alla cosa comune (art. 1101, 2° c.). La facoltà di godimento e di disposizione della cosa spettano ai partecipanti alla comunione in modo, per certi aspetti, individuale e, per altri aspetti, collettivo. Si distinguono pertanto quattro situazioni nelle quali le prime due sono relative alla facoltà di godimento, mentre le altre alla facoltà di disposizione: a) l’uso della cosa comune: in linea di principio spetta, separatamente, a ciascun partecipante, il quale non deve alterare la destinazione economica e deve comportarsi in modo da non impedirne l’uso da parte di ciascun altro partecipante (art.1102); b) l’amministrazione della cosa comune: spetta collettivamente ai partecipanti, che deliberano a maggioranza, ma a maggioranza di quote (art.1105), non di numero: perciò il singolo partecipante, che detenga una quota superiore al cinquanta per cento, può imporre la propria volontà agli altri, anche se costoro sono numericamente in maggioranza; c) gli atti di disposizione della propria quota: ciascun partecipante può, senza dover chiedere consenso degli altri partecipanti, alienarla, darla in usufrutto, ipotecarla e così via (art. 1103);

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Adelaide Quaquaro Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.