Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Odissea nell'immagine - Analisi semiotica sull'opera di Stanley Kubrick

Stanley Kubrick, artista visionario che sposando il cinema come mezzo di espressione, ha aperto una porta nuova nella storia della cinematografia, una porta non spalancata ma socchiusa per consentire al suo pubblico di sbirciare all’interno di ognuno dei suoi film e scoprire volta per volta tracce della società contemporanea. Tratti salienti e costanti nelle sue opere sono la paradossalità dell’intreccio narrativo e la sua progressiva dissoluzione, la presenza pervasiva di un paradosso fondante anche ad altri livelli del testo filmico, da quello figurativo a quello “meta comunicativo”, la crisi della razionalità quale modello di controllo delle azioni umane e di organizzazione sociale, col conseguente sopravvento della dimensione pulsionale, istintiva, regressiva, psicotica e violenta. L’analisi che sarà affrontata nei capitoli successivi parte da un punto di vista puramente estetico qual è un singolo fotogramma o frame, per studiarne, o meglio percepirne i fenomeni di significazione e comunicazione. Per significazione si intende ogni relazione che lega qualcosa di materialmente presente (l’immagine stessa) a qualcos’altro di assente, perciò lo studio approfondito dei segni che si manifestano nell’immagine filmica.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Stanley Kubrick, artista visionario che sposando il cinema come mezzo di espressione, ha aperto una porta nuova nella storia della cinematografia, una porta non spalancata ma socchiusa per consentire al suo pubblico di sbirciare all’interno di ognuno dei suoi film e scoprire volta per volta tracce della società contemporanea. Tratti salienti e costanti nelle sue opere sono la paradossalità dell’intreccio narrativo e la sua progressiva dissoluzione, la presenza pervasiva di un paradosso fondante anche ad altri livelli del testo filmico, da quello figurativo a quello “meta comunicativo”, la crisi della razionalità quale modello di controllo delle azioni umane e di organizzazione sociale, col conseguente sopravvento della dimensione pulsionale, istintiva, regressiva, psicotica e violenta. L’analisi che sarà affrontata nei capitoli successivi parte da un punto di vista puramente estetico qual è un singolo fotogramma o frame, per studiarne, o meglio percepirne i fenomeni di significazione e comunicazione. Per significazione si intende ogni relazione che lega qualcosa di materialmente presente (l’immagine stessa) a qualcos’altro di assente, perciò lo studio approfondito dei segni che si manifestano nell’immagine filmica. Stanley Kubrick nasce il 26 luglio 1928 a New York, nel quartiere del Bronx da una famiglia ebrea di origini mitteleuropee. Ha tredici anni quando suo padre gli regala la sua prima macchina fotografica (Graphlex), e da questo punto in poi, inizierà il suo viaggio che lo porterà, a sviluppare sempre di piø, la sua sensibilità visiva. Quattro anni dopo, venderà la sua prima fotografia alla rivista “Look” che lo assumerà subito come reporter. A soli ventuno anni (1951) produrrà il suo primo cortometraggio-documentario, Day of the Flight, con un minimo budget (3900 dollari). Successivamente nasceranno altri due cortometraggi, Flying Padre e The Seafarers. Il suo primo lungometraggio sarà “Paura e desiderio” (Fear and Desire) del 1953, è un film completamente autoprodotto, considerato dallo stesso Kubrick poco piø che l'esercizio di uno studente di cinema. Già in questo suo primo film sono anticipati alcuni temi che il regista svilupperà nelle sue opere successive, cioè l’attrazione per la guerra ed i suoi drammi e la critica alla violenza. In seguito uscirà, “Il bacio dell’assassino” (Killer's Kiss) del 1955, “Rapina a mano armata” (The Killing) del 1956, “Orizzonti di gloria” (Paths of Glory) del 1957, film che gli consentiranno di farsi conoscere e di essere chiamato da Kirk Douglas (produttore e attore del film) per la regia di “Spartacus” del 1960. Il film ebbe un grande successo, vinse quattro premi Oscar, ma fra Kubrick e Douglas nacque una situazione di lenta competizione fredda, che alla fine lasciò Kubrick privo di qualsiasi entusiasmo per l'opera realizzata, al punto da quasi sconfessarne la paternità una volta terminata. Nonostante ciò, è da quest’ultima pellicola che nacque “Stanley Kubrick”, infatti, subito dopo, intuì che doveva iniziare una nuova era cinematografica,

Diploma di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Alessio Deluca Contatta »

Composta da 407 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2267 click dal 20/03/2012.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.