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Profili soggettivi della responsabilità delle persone giuridiche

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Toscano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Pasquale Bartolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

La tesi è incentrata in generale sulla forma di responsabilità autonoma per gli enti introdotta dal D.Lgs 231 del 2001,in caso di reato commesso da soggetto apicale o dipendente ad esso appartenente,soffermandosi però sull'elemento soggettivo della c.d. colpa di organizzazione,evidenziandone le sue peculiarità ed eventuali affinità con la colpa intesa in senso strettamente penalistico.Infine apre una finestra comparatistica sulla responsabilità degli enti,nei principali paesi Europei.

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Profili soggettivi della responsabilità delle persone giuridiche 5 INTRODUZIONE Dal societas delinquere non potest al societas delinquere potest et puniri debet,ragioni di una scelta. Societas delinquere non potest,costituisce un brocardo appartenente alla tradizione romanistica,attraverso il quale il diritto penale risponde ad un classico principio sulla responsabilità penale delle persone giuridiche. Tale noto principio tende ad escludere una responsabilità penale in capo alla persona giuridica,in quanto in essa, l assenza dell’ elemento soggettivo del reato,inteso come dolo o colpa, rende impossibile la realizzazione della fattispecie incriminatrice prevista dal legislatore. Con l introduzione del d.lgs 8 giugno 2001,n.231, tale brocardo cede il passo al societas delinquere potest et puniri debet,cioè al sorgere di una responsabilità(chiariremo piu avanti se amministrativa, penale o altro)in capo agli enti,persone giuridiche e non,per illeciti amministrativi dipendenti da reato. Date tali premesse è utile cercare la ratio di tale “sgretolamento” del brocardo societas delinquere non potest. In ogni testo giuridico che si rispetti si legge che solo l uomo è capace di progettare,di agire,di realizzare.Quando l uomo intende perseguire fini che “uti singuli”non riuscirebbe a compiere,costituisce con altri uomini dei gruppi variamente organizzati.Si dice appunto che nasca una “persona ficta”,ovvero una “finzione”definita persona giuridica,la quale viene riconosciuta dall’ordinamento titolare degli stessi diritti e doveri spettanti alle “semplici” persone fisiche. Ciò pone la riflessione che in realtà si tratti di una “strana finzione”(1).E’ strana, perché la persona giuridica è capace di perseguire fini produttivi e sociali impossibili per il singolo uomo,perché capace di divenire un centro economico-sociale di notevole importanza,perché,per ciò che in questa sede interessa, capace di compiere condotte illecite di altissimo disvalore sociale,impossibili da realizzare da un solo uomo! Quindi a questo punto, potremmo azzardare un terzo brocardo”societas saepe delinquit”,interrogandoci quindi su quale senso abbia ancora oggi il brocardo”societas delinquere non potest”. Alla base del superamento di tale brocardo si pongono inevitabilmente obiettivi di politica criminale,che rispondono ad esigenze di natura prettamente sociologica. Studi recenti infatti hanno evidenziato che il comportamento di un individuo, inserito in una organizzazione complessa come un impresa,subisce dei condizionamenti,derivanti dall”alto” o dai modelli comportamentali adottati dai colleghi aventi eguali mansioni. In questo contesto,assurge a significato unico e fondamentale il termine “agire per l impresa”o comunque a “beneficio di essa”e i soggetti apicali,ai fini di aumentare la produttività dell impresa,tendono a trasmettere ai loro dipendenti principi del tipo:”migliore è la posizione economica dell impresa nel mercato,migliore sarà il beneficio economico che voi ne trarrete”. Tutti questi meccanismi enormemente incentivanti,creano il c.d.”Spirito di gruppo”il quale,nel peggiore dei casi,può portare appunto anche all’utilizzo di strumenti illeciti,al fine di raggiungere gli obiettivi imposti dalla stessa impresa(persona giuridica),giungendo al paradosso che persone fisiche,che non avrebbero mai commesso reati, li compiono in nome e ad esclusivo vantaggio dell’ente per cui lavorano. (1) HART, Teoria della finzione,definizione e teoria,in « The Cambridge Law journal»:si osserva che l’affermazione di una volontà fittizia dell’ente”evoca tutto un quadro allegorico”,in cui il Diritto inserisce nella società una volontà,fittizia ma orientata verso il bene.

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