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La value relevance delle performance aziendali: il caso del FTSE 100 e FTSE 250

Questo studio esamina la capacità delle misure di reddito netto e total comprehensive income di fornire informazioni utili al mercato ai fini della determinazione del valore di mercato delle società quotate sul mercato del London Stock Exchange. Le ipotesi vengono testate su un campione di 348 società appartenenti agli indici FTSE 100 e FTSE 250 in un intervallo temporale di tre anni dal 2008 al 2011. L’analisi viene svolta sul campione complessivo, sul campione suddiviso per anni e sulla suddivisione per macro-settori. Il primo risultato ottenuto è che il total comprehensive income risulta in lieve misura più value relevant del reddito netto e che, dal confronto con gli studi precedenti, la value relevance dello stesso è aumentata negli ultimi anni nel mercato di riferimento. Il confronto tra i risultati ottenuti per l’ultimo anno e quelli ottenuti per il 2008 prova inoltre che le recenti decisioni dello IASB, ed in particolare la maggior chiarezza nella separazione del prospetto del comprehensive income dal prospetto di conto economico, hanno condotto verso una maggiore value relevance del total comprehensive income. Dall’analisi delle singole componenti dell’other comprehensive income è emerso inoltre che esse sono nel complesso value relevant, con maggior efficacia predittiva degli utili e perdite derivanti da variazioni di fair value delle attività disponibili per la vendita.

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1 Introduzione Prima della fine degli anni ’60 le ricerche in tema di rilevanza dei valori contabili si limitavano ad esporre una serie di argomenti a favore o contro un determinato principio contabile senza apportare prove empiriche a sostegno delle tesi sostenute. Nel 1968 due australiani, Ray Ball e Philip Brown applicarono per la prima volta un metodo tecnico scientifico a questo tipo di studi. Essi furono infatti i primi a raccogliere una grande quantità di dati, formulare delle ipotesi e a verificarne empiricamente la veridicità con l’obiettivo di studiare l’impatto della contabilità finanziaria sulle decisioni degli investitori, in particolare la reazione dei prezzi azionari a seguito dell’”earning announcement” e la capacità degli investitori di prevedere le notizie in base ai valori contabili presentati. Le ipotesi sulle quali era fondato lo studio erano: Gli investitori ritengono rilevante l’utile per azione Gli investitori sono in grado di prevedere l’utile per azione attraverso le informazioni contabili Gli investitori reagiscono agli errori di previsione portando ad una modifica del prezzo dell’azione Lo studio rivelò sorprendentemente che gli investitori avevano predetto l’80% delle notizie prima dell’earning announcement, rivelando un’efficienza così detta “semi- forte” del mercato, non escludendo dunque i fenomeni di insider trading. Il risultato apre le porte all’utilizzo di questa metodologia per tutte le seguenti verifiche sulla relazione tra le rappresentazioni contabili e i valori di mercato in quanto un mercato efficiente prevede che gli operatori siano consapevoli delle scelte effettuate, il che implica che essi sono in grado di valutare coerentemente il valore azionario delle società anche in base ai documenti presentati dalle stesse. Questa metodologia ebbe un gran successo, tanto che venne utilizzata successivamente in numerose ricerche in diversi mercati del mondo. La value relevance divenne dunque una tecnica scientifica riconosciuta a livello internazionale per la verifica della rilevanza dei dati posseduti dagli operatori ai fini

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Valerio Merlini Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.