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Gli Albanesi ad Altamura: tra immigrazione ed integrazione

La tesi del Corso di laurea magistrale in scienze della mediazione interculturale, discussa alla facoltà di lingue straniere in Bari dal titolo "Gli Albanesi ad Altamura: tra immigrazione e integrazione" parla del processo che ha portato la comunità albanese a inserirsi nella comunità del comune pugliese di Altamura.
Il lavoro consta di quattro capitoli: i primi due maggiormente teorici evidenziano da un punto di vista geografico-filosofico i concetti di immigrazione, identità, alterità in un contesto in cui il mondo globalizzato ha riscritto i termini in cui i popoli devono relazionarsi tra di loro e i modi con cui questo avviene (internet, evoluzione tecnologica della comunicazione). L'analisi focalizza i concetti di identità e alterità in un contesto globale dove è facile entrare in contatto con gente straniera, ma la demonizzazione e criminalizzazione che comporta oggi l'immigrazione clandestina e non solo produce una sorta di avversione e respingimento verso persone che non sentiamo partecipi della nostra società e del nostro territorio. L'immigrazione clandestina è oggi uno dei problemi più difficili che l'Italia e la sfera europea devono fronteggiare e gestire, ma l'immigrazione è costituita da persone che essendo portavoci di umanità devono essere considerate per il loro patrimonio che conservano e la ricchezza materiale e culturale che apportano alla nostra società.
Gli altri due capitoli parlano dell'immigrazione degli albanesi e la creazione di una piccola comunità nel comune pugliese di Altamura. Il terzo capitolo parla dell'immigrazione albanese da un punto di vista storico e sociale, il problema dell'immigrazione, la crisi finanziaria albanese degli anni 90, l'arrivo e le problematiche connesse alla lingua, al lavoro e alla ricerca di un alloggio. L'ultimo capitolo racconta le storie di dieci albanesi che si sono raccontati attraverso l'intervista biografica, uno strumento utile attraverso cui gli immigrati hanno finalemente potuto liberare il loro pensiero ed esprimere le loro idee riguardo le loro storie vissute, le loro condizioni, il loro rapporto con la società in cui vivono e le aspettative che da quest'ultima si aspettano per loro stessi e per i loro figli che rappresentano una seconda generazione integrata nel tessuto sociale locale.

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7 Introduzione Quando si pensa alla globalizzazione viene subito in mente una visione prettamente economica, la globalizzazione dei mercati quella in cui, merci, capitali ed essere umani circolano e si muovono liberamente. La facilità e l’immediatezza con cui questi tre elementi vengono spostati e interconnettono tra di loro costituisce due linee fondamentali del tratto globalizzante: il libero accesso di tutti alle informazioni e la facilità di spostamento comprimendo, in alcuni casi anche annullando, lo spazio (si pensi alla comunicazione digitale) e minimizzando il tempo. Oggi tutto è globalizzato, un fenomeno che ha radici molto antiche spesso relazionato alle scoperte geografiche del XVI secolo, a proposito dice il filosofo Sloterdijk “dal momento in cui l’uomo decide di espandere le proprie conoscenze, conquistare nuovi territori, partire per esperienze uniche e sensazionali, che può essere considerato globale” 1 ; oppure il geografo Farinelli dice “dopo la condanna di Momo si aprono le porte all’epoca moderna, che proprio in quanto fondata sulla sostituzione della logica della mappa a quella di globo riconosce in Colombo l’ultimo degli antichi e insieme il primo dei suoi rappresentanti: che per un verso pensa ancora in termini globali ed è anzi l’unico a farlo propriamente, per l’altro trasforma l’intera terra in una gigantesca tavola, in uno spazio enorme, in uno sterminato campo per l’esercizio della volontà.” 2 Il primo capitolo è intitolato La Globalizzazione perché analizza il fenomeno sotto un punto di vista sociale e culturale mettendolo in relazione con l’immigrazione e la città. La globalizzazione è riuscita a legarsi con la società in cui viviamo in maniera “esemplare”. La globalizzazione economica ha esaudito, in un certo senso, i desideri delle società occidentali, basate su un modello democratico – liberale, che l’hanno vista come l’unico processo in grado di modellare una società incentrata sul benessere (da raggiungere a tutti i costi) e sulla ricchezza, di aver allontanato (ma non sconfitto) i 1 P.Sloterdijk, L’Ultima sfera, Breve storia filosofica della globalizzazione, Carocci, Roma, 2008, pag.10. 2 F. Farinelli, La crisi della ragione cartografica, Einaudi, Torino, 2009, pag. 146.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Domenico Moramarco Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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